Amanda Knox a Modena: «Ho paura oggi, adesso ho paura», dipinta come puttana drogata 🔴Video

Dai media distorsioni, dipinta come puttana drogata

Amanda Knox a Modena: «Ho paura oggi, adesso ho paura»

Amanda Knox a Modena: «Ho paura oggi, adesso ho paura»

Ho paura oggi, adesso, ho paura di essere molestata, derisa, incastrata e ho paura che nuove accuse mi verranno rivolte solo perché vengo qua a dire la mia versione dei fatti. Ma soprattutto, temo che mi mancherà il coraggio“: lo ha detto Amanda Knox intervenuta al festival della giustizia penale in corso a Modena. “So che nonostante la mia assoluzione – ha detto la 31enne americana – emessa dalla Corte di Cassazione rimango una figura controversa al cospetto dell’opinione pubblica, soprattutto e specialmente qui in Italia“. Tanta gente “pensa che io sia pazza a venire qui. Mi e’ stato detto che non ero al sicuro, che sarò attaccata per le strade, che sarò falsamente accusata e rimandata in prigione e che – ha concluso Knox – anche se tornerò a Seattle, sara’ stato tutto vano, non sara’ servito a niente“.



Dai media distorsioni, dipinta come puttana drogata

Dipinta come “una puttana drogata” pur di giustificare “la teoria di un’ orgia finita male”: e’ l’ accusa lanciata da Amanda Knox che dal palco di Modena del Festival della giustizia penale ha accusato i media per le distorsioni di cui sarebbe stata vittima durante il processo per l’ omicidio di Meredith Kercher. “I media hanno dato gas, senza prove materiali che mi incriminassero gli investigatori hanno attaccato il mio personaggio, distorcendo la mia vita intima assolutamente ordinaria come se fosse devianza”, si e’ sfogata la 31enne di Seattle, “cosi’ da inserirmi pienamente nella loro teoria di un’ orgia finita male.

I media hanno ripreso questo concetto e ci sono corsi dietro. I giornalisti hanno pubblicato titoli su orge e giocattoli erotici”. “Nel corso delle indagini lunghe otto mesi quando io ero in isolamento, invece di esaminare le prove, i media si sono impegnati in speculazioni sfrenate. Sul palcoscenico mondiale io non ero un’ imputata innocente fino a prova contraria – ha scandito Amanda – ero una furba, psicopatica, sporca e drogata puttana. Colpevole fino a prova contraria. Questa era una storia falsa e infondata – ha concluso – ma ha scatenato l’ immaginazione della gente. Parlava alle paure e alle fantasie della gente”.


Amanda Knox, ‘ in carcere ho meditato sul suicidio’ – “Sono stata costretta a vivere da sola i miei vent’ anni”

“Quando ero in carcere ho meditato sul suicidio”. Lo ha raccontato Amanda Knox nel suo intervento al Festiva della Giustizia Penale in corso a Modena. “A vent’ anni ero una ragazza felice e vivace e sono stata costretta a trascorrere da sola i miei primi anni venti, imprigionata in un ambiente disumano, malsano e imprevedibile. Invece di sognare una carriera o una famiglia, ho meditato – le parole di Amanda Knox – sul suicidio. Tutti i membri della mia famiglia hanno sconvolto le loro vite a seguito di questa vicenda”.


Amanda Knox: grata a Cassazione ma non assolvo Stato

“Sono grata alla Corte di cassazione e agli altri giudici” per aver stabilito la verita’ . “Quest’ anno la Corte europea dei diritti dell’ uomo mi ha rivendicato ancora, condannando la Repubblica italiana per aver violato il mio diritto di difesa e di avere un interprete. Sono grata . Ma tutto questo non assolve lo Stato per avermi processata per otto lunghi anni con poche o nessuna prova, una teoria assurda, e con il vero assassino gia’ dietro alle sbarre. E non assolve i media che hanno raccolto un immenso profitto vendendo una storia scandalosa, trasmettendo uno spettacolo, mentre il mio vero processo era ancora in corso”: questa la conclusione dell’ intervento di Amanda Knox dal palco del festival della giustizia penale a Modena. Il sistema giudiziario italiano “nonostante l’ opinione pubblica – ha sottolineato la 31enne americana – alla fine ha stabilito la verita’ cioe’ che Raffaele ed io non abbiamo ucciso Meredith”. Infine un pensiero per don Saulo Scarabattoli a lungo cappellano della sezione femminile del carcere del capoluogo umbro dove la statunitense fu detenuta per quasi 4 anni prima di essere assolta dalla Corte di appello di Perugia. “Ho visto molte persone nel carcere che hanno trasformato il loro risentimento in violenza, che si sono strappate i capelli l’ un l’ altro. E se la prigione avesse preso il sopravvento su di me -ha sottolineato la Knox – penso che sarei messa come un cane rabbioso, preso a calci troppe volte. Probabilmente sarei finita cosi’ se non fosse stato per un uomo, il cappellano della prigione, don Saulo Scarabattoli”.

“Ho incontrato don Saulo la prima volta nei primi giorni dal mio arresto quando ero tenuta in isolamento e avevo solo funzionari della prigione con cui parlare. Nel suo ufficio gli ho detto – ha ricordato la 31enne americana – che cosa era successo e gli ho chiesto se credeva che ero innocente. E la sua risposta mi ha spezzato il cuore perche’ ha detto ‘ credo che tu sia sincera’ . Sembra che nessun altro, all’ infuori della mia famiglia, aveva visto la verita’ in me, non i media, non i pubblici ministeri, non il pubblico”. Nel corso degli anni “don Saulo ed io siamo diventati amici, lui e’ un uomo incredibile; abbiamo discusso questioni filosofiche insieme e – ha raccontato Amanda – abbiamo suonato musica e lui non mi ha mai giudicata. Non dimentichero’ mai l’ ultima volta che sono stata con lui. Era il giorno in cui stavo aspettando il verdetto del mio appello, abbiamo passato ore nel suo ufficio cantando canzoni e parlando di cio’ che pensavamo sarebbe accaduto. Io non ero sicura di poter sopravvivere al crepacuore di un altro verdetto di colpevolezza, ma don Saulo – ha concluso – era convinto che stavo finalmente tornando a casa. E’ stato un esempio per me, mi ha insegnato a coltivare una mentalita’ comprensiva”.

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