Alex morto a 17 anni, pm riapre l’indagine dopo 38 mesi
E’ stata riaperta l’indagine sulla morte di Alex Mazzoni, lo studente deceduto l’11 marzo di tre anni fa a 17 anni. Il fascicolo era stato inizialmente archiviato dai pubblici ministeri ma la famiglia aveva chiesto ulteriori accertamenti. A riportare la notizia è il Messaggero Umbria.
Il caso relativo alla sua morte, in un primo momento, era stato chiuso troppo in fretta. Il padre ora dice di essere felice perché sono 38 lunghi mesi che aspettava questo momento.
Il figlio, secondo il padre – «è morto per le emorragie diffuse dopo che gli diagnosticarono una leucemia non fulminante e gli fecero quattro chemio».
I consulenti di parte della famiglia sono giunti a conclusioni diverse rispetto a quelle dell’esperto incaricato dal pubblico ministero e per questa ragione è stata sollecitata la nomina di medici legali specializzati in ematologia e oncologia.
Ci sarebbero stati – scrive il quotidiano – «errori medici in stretto nesso di causalità con la morte malgrado un paio di inquietanti episodi. Non è stato sottoposto ad esami endoscopici che avrebbero permesso di accertare senza ombra di dubbio da un lato l’emorragia in corso causata dalla mucosite e dall’altro di sospendere il trattamento chemioterapico».
La famiglia adesso si augura che con la riapertura delle indagini gli errori vengano a galla.

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