Aggressione in carcere a Terni, agente ferito e allarme sicurezza

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L’ennesimo episodio di violenza all’interno della casa circondariale di Terni riporta l’attenzione sulle condizioni di sicurezza negli istituti penitenziari umbri. Nel pomeriggio, un detenuto di 46 anni, originario della Campania e già conosciuto per precedenti episodi di aggressione nei confronti del personale, ha dato origine a una grave situazione di tensione nel nuovo padiglione del carcere, culminata con il ferimento di un agente della Polizia Penitenziaria.

A rendere nota la vicenda è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), attraverso il segretario nazionale per l’Umbria, Fabrizio Bonino, che ha espresso solidarietà ai colleghi coinvolti e ha rinnovato la richiesta di interventi urgenti per affrontare una situazione definita ormai non più sostenibile.

Il tentativo di aggressione nel nuovo padiglione

L’episodio si è verificato nella Sala Regia del nuovo padiglione della struttura penitenziaria di Terni. Secondo quanto riferito dal SAPPE, il detenuto avrebbe tentato di colpire al collo un agente utilizzando un’arma rudimentale realizzata artigianalmente.

Durante le fasi concitate dell’intervento, un secondo appartenente alla Polizia Penitenziaria, accorso per prestare aiuto al collega, è stato raggiunto da due violenti pugni al volto. L’uomo avrebbe riportato un trauma all’occhio che ha reso necessario il trasferimento immediato al Pronto Soccorso dell’ospedale di Terni.

L’agente, dopo una prima assistenza nell’infermeria dell’istituto, è stato trasportato in ambulanza dal personale del servizio di emergenza 118. Secondo quanto comunicato dal sindacato, i sanitari stanno valutando una sospetta lesione alla retina.

Nel corso dell’episodio il detenuto avrebbe cercato di rivolgere la propria aggressività anche nei confronti dell’Ispettore di Sorveglianza. La situazione è stata riportata sotto controllo grazie all’intervento di altri agenti presenti e, secondo quanto riferito, anche di alcuni detenuti che hanno contribuito a calmare l’uomo.

L’ipotesi sul movente

In base alle informazioni diffuse dal SAPPE, il gesto sarebbe stato motivato dalla volontà del detenuto di ottenere il trasferimento in un altro istituto penitenziario.

Il sindacato sottolinea inoltre che il protagonista dell’aggressione sarebbe affetto da problemi di natura psichiatrica e risulterebbe già coinvolto in precedenti episodi di violenza nei confronti del personale in servizio.

Il SAPPE: situazione ormai al limite

Nel commentare quanto accaduto, il SAPPE evidenzia come l’episodio rappresenti soltanto l’ultimo di una lunga serie di aggressioni che interessano il carcere di Terni.

Secondo il sindacato, il problema nasce dalla contemporanea presenza di diversi fattori critici, a partire dal sovraffollamento della struttura. L’istituto ospiterebbe infatti circa 600 detenuti a fronte di una capienza regolamentare inferiore ai 450 posti disponibili.

A questa situazione si aggiungerebbe la carenza di personale della Polizia Penitenziaria, chiamato quotidianamente a garantire sicurezza e ordine con organici ritenuti insufficienti rispetto alle necessità operative.

Il nodo dei detenuti con disturbi psichiatrici

Tra le principali criticità segnalate dal SAPPE figura anche la presenza di un numero elevato di detenuti con fragilità psichiche.

Secondo il sindacato, nel carcere di Terni sarebbero presenti quasi 200 persone con problematiche di carattere psichiatrico, molte delle quali provenienti dalla Toscana nell’ambito della cosiddetta dipendenza funzionale.

Il SAPPE ribadisce la propria posizione sostenendo che il carcere non rappresenti il luogo idoneo per la gestione di soggetti affetti da patologie mentali. Una struttura penitenziaria, evidenzia l’organizzazione sindacale, non dispone delle caratteristiche necessarie per assicurare percorsi terapeutici adeguati, mentre il personale di Polizia Penitenziaria si trova a dover affrontare situazioni che richiederebbero competenze e strumenti sanitari specifici.

Le richieste rivolte alle istituzioni

Il sindacato rinnova quindi l’appello al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Governo affinché vengano adottati provvedimenti strutturali.

Tra le richieste formulate figurano il potenziamento dell’organico della Polizia Penitenziaria, il blocco dei trasferimenti indiscriminati di detenuti con problematiche psichiatriche provenienti da altre regioni, la realizzazione di una REMS in Umbria destinata all’esecuzione delle misure di sicurezza per persone con disturbi mentali e una revisione dell’articolo 14-bis dell’ordinamento penitenziario per individuare modalità di gestione differenti nei confronti dei detenuti ritenuti maggiormente pericolosi.

Solidarietà agli agenti coinvolti

Nel messaggio diffuso al termine della giornata, Fabrizio Bonino, a nome della segreteria nazionale del SAPPE e della struttura regionale dell’Umbria, ha espresso vicinanza ai colleghi rimasti coinvolti nell’aggressione, augurando una pronta guarigione all’agente ricoverato.

Il sindacato conclude ribadendo l’intenzione di proseguire nell’attività di denuncia delle condizioni operative del personale della Polizia Penitenziaria, chiedendo risposte concrete per garantire sicurezza agli operatori e una gestione più adeguata delle criticità presenti negli istituti di pena.

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