Aggredito in centro storico, terrore in quaranta secondi

Aggredito in centro storico, terrore in quaranta secondi

Professionista assalito senza motivo, ferito e sconvolto

Un episodio di violenza improvvisa ha sconvolto il cuore di Perugia martedì pomeriggio, intorno alle 18, quando un giovane professionista è stato assalito senza alcun motivo da uno sconosciuto in via del Piscinello, a pochi passi da San Francesco al Prato. L’uomo, collaboratore in uno studio di architetti, stava raggiungendo l’auto parcheggiata in un’area panoramica quando si è trovato davanti una figura dall’aspetto trasandato che, urlando minacce di morte, ha tentato di trascinarlo fuori dal veicolo.

Il professionista, ancora sotto choc, ha raccontato che l’aggressore non mirava ad alcun furto: portafoglio, cellulare e chiavi erano in auto, ben visibili, eppure ignorati. Si è trattato dunque di un gesto di pura follia incontrollata, esploso all’improvviso. L’attacco, durato circa quaranta secondi, si è trasformato in una colluttazione violenta. La vittima è riuscita a liberarsi fuggendo dal lato passeggero, ma lo sconosciuto lo ha inseguito, colpendolo di nuovo a terra prima di allontanarsi di corsa verso un’altra zona del centro.

L’uomo ha riportato contusioni al volto e lievi escoriazioni, confermate dai medici del pronto soccorso, ma nessuna lesione grave. Resta però il segno della paura vissuta in pieno giorno, in una delle aree più frequentate e simboliche della città. Le forze dell’ordine ipotizzano che l’aggressore potesse essere sotto effetto di alcol o sostanze, ma le indagini restano aperte.

Il luogo dell’aggressione, legato storicamente ai sanguinosi scontri tra le famiglie Oddi e Baglioni del Quattrocento, torna così a evocare immagini di ferite e violenza. A distanza di secoli, lo scenario che un tempo fu segnato dal sangue delle rivalità cittadine ha visto riemergere un episodio inquietante, in grado di scuotere residenti e visitatori.

«In quei momenti pensavo soltanto a salvarmi», ha confidato la vittima, ancora provata per la brutalità subita. Resta la sensazione che il centro, normalmente percepito come luogo sicuro e accogliente, sia stato improvvisamente trasformato in teatro di paura.

Come riportato da Cristiana Mapelli sul Messaggero, viene sottolineato come la vicenda non rappresenti soltanto un fatto di cronaca, ma un richiamo alla fragilità della sicurezza urbana, messa in discussione da un gesto tanto rapido quanto inspiegabile.

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