Aggredite da cinque ragazzi a Perugia, un maggiorenne e 4 minori arrestati dalla polizia

Aggredite da cinque uomini a Perugia, un maggiorenne e 4 minori arrestati dalla polizia

Aggredite da cinque ragazzi a Perugia, un maggiorenne e 4 minori arrestati dalla polizia

Aggredite da cinque uomini che si erano introdotte nella loro abitazione derubandole degli effetti personali e di una somma di denaro. Cinque malviventi non hanno risparmiato violenza su due ragazze romene. Entrambe picchiate e immobilizzate. Si chiude così il cerchio di un operazione condotta dalla Polizia di stato, dalla squadra mobile e dall’ufficio controllo del territorio. Gli agenti sono riusciti ad assicurare alla giustizia gli autori di un grave fatto avvenuto il 28 luglio scorso a Perugia.

A descrivere l’operazione in una conferenza stampa in Questura Monica Grazioso, Capo di Gabinetto e Primo Dirigente della Polizia di Stato, Veronica Di Francesco, dirigente delle Squadra Volante e Adriano Felici dirigente della Squadra Mobile.

Le origini: 

Il tutto ha inizio da una segnalazione di una donna che riceve la telefonata di un’amica che gridava aiuto. La telefonata si è interrotta. La donna allarmata ha provato più volte a chiamare l’amica, ma senza esito e a quel punto si è rivolta alla polizia, che si è attivata andando sul posto con una volante.

Rapinate e picchiate: il racconto

Quando gli agenti sono arrivati sul posto trovano le due ragazze romene sotto choc e con evidenti segni di percorse. Le giovani sono state costrette a ricorrere alle cure del 118, la prima ha avuto una prognosi di 8 giorni e la seconda di 5. Calmate e messe in sicurezza hanno spiegato quanto accaduto.

Le due donne hanno riferito di essere state aggredite nel loro appartamento da ben cinque uomini, con caratteristiche somatiche riconducibili a soggetti stranieri. Alle domande dei poliziotti, spiegavano di aver ricevuto il contatto su un sito di incontri da parte di un uomo, con cui una delle due aveva fissato un appuntamento al buio.

All’appuntamento si era presentato un giovane albanese, con il quale si era intrattenuta all’interno della stanza che occupa nell’appartamento che condivide con la connazionale. Il giovane se ne era poi andato ma, immediatamente dopo, aveva ricitofonato per farsi aprire e rientrare a recuperare un mazzo di chiavi che asseriva di aver dimenticato in casa della donna.

Questa volta, però, alla porta si presentavano in cinque, i quali, una volta entrati, aggredivano ed immobilizzavano le ragazze, per poi rovistare nell’abitazione trafugando oggetti di valore e contanti. Infine, i cinque si davano alla fuga cercando di far perdere le proprie tracce.

La refurtiva:

I malviventi hanno rubato la cifra in contante di 620 euro, un pc e due borse e sono fuggiti via con un furgone.

Le indagini: 

Grazie alla descrizione delle ragazze, alla immediata attività della volante che ha visionato le immagini dall’impianto di video sorveglianza è stato scoperto che i malviventi erano fuggiti con un furgoncino. Da lì sono partite le ricerche e in pochissimo tempo sono riusciti a rintracciare il mezzo in zona Madonna Alta fuori da un esercizio commerciale. In uno dei tavolini di questo esercizio hanno individuato 5 persone che rispondevano alle descrizioni fornite dalle ragazze e ricostruite con i sistemi di video sorveglianza. Nel vedere le pattuglie arrivare, due sono riusciti a fuggire mentre gli altri tre sono stati bloccati.

Gli arresti:

Si tratta di un 25enne di nazionalità albanese e due minorenni italiani. Sentita la Procura i minori sono stati collocati in un’idonea struttura e il maggiorenne al carcere di Perugia Capanne. Ne mancavano due all’appello e questo è stato frutto del lavoro svolto dalla squadra mobile della questura.

Due infrasedicenni, uno albanese e l’altro di origine nordafricana ma cittadino italiano, entrambi dimoranti nella periferia perugina. Una volta individuati con certezza come il quarto e il quinto rapinatore, gli investigatori della Squadra Mobile hanno eseguito nei loro confronti la misura cautelare del collocamento in comunità, giudicata necessaria dal Tribunale per i Minorenni al fine di evitare la commissione di episodi analoghi.

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