Abusi per le case di cura, tutti prosciolti il fatto non sussiste

 
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Abusi per le case di cura, tutti prosciolti il fatto non sussiste
Francesco Falcinelli, uno dei legali

Abusi per le case di cura, tutti prosciolti il fatto non sussiste

Sono stati «tutti prosciolti perché il fatto non sussiste». La vicenda che ha visto coinvolti otto indagati, accusati di aver commesso una serie di abusi per far guadagnare le case di cura private per prestazioni di chirurgia oculistica e ortopedica, si è chiusa ieri mattina.

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Il gip aveva stimato un guadagno illecito in circa 600 mila euro tra il 2014 e il 2016. Le accuse, a vario titolo, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico, permettendogli di svolgere operazioni chirurgiche all’interno delle strutture pubbliche.

Gli imputati erano accusati di aver accreditato la Casa di cura presso il Servizio sanitario regionale, in assenza dei requisiti necessari.

Nell’inchiesta erano finiti nomi di primo piano della sanità. L’azienda sanitaria locale 1, aveva chiesto anche di costituirsi parte civile. Il gup ha deciso che quei fatti contestati non costituivano reato e depositerà le motivazioni della decisione entro trenta giorni. Gli indagati sono stati difesi dagli avvocati, Marco Brusco, Francesco Falcinelli, Maria Mezzasoma, Fernando Mucci e Alessandro Vesi.

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