Cucinelli conquista Perugia, cinema gremiti per il Visionario garbato

Cucinelli conquista Perugia, cinema gremiti per il Visionario garbato
ph Sky TG 24

Il film di Tornatore riempie sale, Cucinelli parla di ricchezza e fede

Sale gremite e biglietti esauriti nei principali cinema di Perugia e provincia per il documentario “Brunello, il visionario garbato”, diretto da Giuseppe Tornatore e accompagnato dalle musiche di Nicola Piovani, entrambi premi Oscar. L’opera, uscita da pochi giorni, ha registrato un immediato successo di pubblico, con spettatori attratti dal racconto della vita e della filosofia di Brunello Cucinelli, imprenditore umbro noto per la sua visione etica del lavoro e per l’attenzione al rispetto umano.

Intervistato da Rai Radio1 durante la trasmissione “Un giorno da pecora”, Cucinelli ha sorpreso con una battuta che ha suscitato curiosità e sorrisi: “Se avessi avuto l’opportunità, avrei fatto il Papa”. Una frase che, ha spiegato, diverte spesso sua moglie ma che riflette il suo desiderio di dialogare con il creato e affrontare i grandi temi dell’esistenza. Alla domanda su quale nome sceglierebbe, ha risposto con ironia: “Francesco II, perché sono innamorato di San Francesco”.

Cucinelli ha chiarito che si tratta di un pensiero scherzoso, ribadendo la volontà di continuare a svolgere il proprio mestiere con equilibrio, lavorando “le giuste ore” e mantenendo rispetto per tutti.

Durante l’intervista, l’imprenditore ha affrontato anche il tema della ricchezza. “Sono nato povero, o almeno mi dicevano così, ma non ho mai percepito quella condizione. Poi sono diventato ricco e ho l’impressione che i ricchi abbiano più timori, soprattutto la paura di perdere”. Una riflessione che ha colpito il pubblico, sottolineando la sua visione umana e disincantata sul rapporto tra benessere materiale e serenità interiore.

Il film di Tornatore, che intreccia immagini e testimonianze, restituisce un ritratto intenso di Cucinelli, imprenditore che ha saputo trasformare il borgo di Solomeo in un simbolo di rinascita culturale e sociale. L’opera non è solo un documentario, ma un viaggio nella filosofia di un uomo che ha fatto della dignità del lavoro e della bellezza un cardine della sua attività.

Il successo nelle sale umbre conferma l’interesse crescente verso figure capaci di unire impresa e valori spirituali. La risposta del pubblico dimostra come la narrazione di Tornatore abbia saputo intercettare un bisogno diffuso di storie autentiche, capaci di coniugare etica, creatività e visione.

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