Rettore e sindacati uniti per difendere autonomia accademica
A Perugia, il 27 novembre, la comunità accademica dell’Università degli Studi ha vissuto una giornata di confronto intenso e partecipato. Nella sala Dessau del rettorato, docenti, ricercatori e dottorandi, insieme alle sigle sindacali Flc Cgil, Adi, Andu, Arted e Uspur, hanno discusso con il rettore dell’ateneo le conseguenze della riforma universitaria che il Governo intende varare entro i prossimi diciotto mesi, in attuazione della legge delega 165/2025.
Il clima è stato segnato da forte preoccupazione: secondo i promotori, le misure prospettate rischiano di compromettere l’indipendenza e il ruolo dell’università pubblica italiana. Da qui la richiesta al rettore di farsi portavoce, nella Conferenza dei Rettori (Crui), di una piattaforma di proposte alternative.
Le istanze avanzate si articolano su quattro assi principali. Governance, con la revisione delle modalità di composizione e dei poteri di Senato accademico e Consiglio di amministrazione, per garantire maggiore democrazia interna. Valutazione, con la sostituzione dell’agenzia Anvur da un sistema indipendente e sottoposto a controllo esterno. Rappresentanza, con la creazione di un nuovo organismo di autogoverno che superi l’attuale ruolo della Crui e del Cun. Infine, personale e precariato, con l’obiettivo di ridurre la fragilità contrattuale, attrarre studiosi dall’estero e contrastare la fuga di cervelli, superando la rigida suddivisione in fasce della docenza.
Il rettore ha accolto con favore le sollecitazioni, sottolineando come nelle ultime riunioni Crui sia emersa la necessità di un cambio di passo. Ha ribadito l’impegno a condividere le istanze con altri rettori, evidenziando la nascita di una rete di contatti che potrebbe rafforzare il fronte comune per una riforma più equa e partecipata.
La partecipazione è stata significativa, con numerosi interventi sia in presenza sia in collegamento streaming, segno di una comunità accademica determinata a difendere il valore dell’università pubblica. L’incontro ha rappresentato un momento di unità e mobilitazione, volto a trasformare la preoccupazione in azione concreta e a riaffermare il ruolo centrale dell’ateneo perugino nel dibattito nazionale.
Quattro punti centrali della piattaforma di riforma
- Governance e gestione Revisione della composizione e dei ruoli di Senato accademico e Consiglio di amministrazione, per garantire maggiore democrazia interna e trasparenza nelle decisioni.
- Valutazione Superamento dell’attuale sistema Anvur, sostituito da un organismo di valutazione indipendente, possibilmente transnazionale e sottoposto a controllo esterno, per assicurare criteri più equi e scientificamente fondati.
- Rappresentanza Creazione di un nuovo organismo di autogoverno che sostituisca Crui e Cun, con l’obiettivo di rafforzare la voce della comunità accademica e ridurre il peso delle strutture centralizzate.
- Personale e precariato Interventi legislativi mirati a ridurre il precariato cronico, rendere più attrattivo il sistema per studiosi stranieri, contrastare la fuga di cervelli e superare la suddivisione in fasce della docenza.

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