Cinque Paesi uniti contro lo sfruttamento lavorativo
Ha preso ufficialmente avvio il primo maggio, in concomitanza con la Festa del Lavoro, la campagna europea di comunicazione “Seeds of Dignity”, incentrata sulla promozione della legalità nel lavoro agricolo e sull’inclusione sociale dei migranti impiegati nel settore. Il progetto, coordinato da FELCOS Umbria, coinvolge undici realtà partner provenienti da cinque Paesi dell’Unione Europea: Italia, Grecia, Cipro, Portogallo e Austria.
L’iniziativa si colloca all’interno delle attività del progetto “Integrality”, finanziato dal programma AMIF dell’Unione Europea (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione), con FELCOS Umbria come ente capofila. Altri partecipanti italiani al progetto sono CIDIS, ANCI Umbria e AIAB Umbria; dal Portogallo partecipano IMVF e il Comune di Fundao; dalla Grecia KMOP e il Comune di Thermi; da Cipro il Center for Social Innovation e ANEL; mentre dall’Austria prende parte Compass.
La campagna è stata presentata ufficialmente a Perugia, presso la Sala Fiume di Palazzo Donini. In questa occasione è stato illustrato il percorso progettuale che ha portato alla nascita di “Seeds of Dignity”, nato dalla necessità di contrastare la crescente incidenza di pratiche di sfruttamento nel lavoro agricolo, in particolare ai danni della popolazione migrante, e di stimolare una presa di coscienza collettiva sui temi della giustizia sociale, della legalità e dell’inclusione lavorativa.
La comunicazione si svilupperà per circa dodici mesi attraverso una diffusione coordinata sui canali digitali dei partner, dove verranno pubblicati materiali audiovisivi e fotografici, pensati per coinvolgere cittadini, comunità locali, imprese agricole e la popolazione migrante. Il messaggio centrale ruota attorno al concetto “seminare legalità per raccogliere dignità”, come sintesi simbolica del fine della campagna.
I contenuti previsti si articoleranno in quattro categorie narrative: storie individuali di migranti che racconteranno in prima persona le loro esperienze lavorative, testimonianze collettive di comunità locali che hanno realizzato modelli di convivenza e integrazione, esempi di imprese agricole che operano nel rispetto dei diritti dei lavoratori e, infine, storie di prodotti nati da pratiche agricole legali e inclusive.
Elemento visivo dominante della campagna è la cassetta per la raccolta dei prodotti agricoli, reinterpretata come simbolo narrativo. Questa immagine intende rappresentare una cornice entro cui osservare e comprendere le storie e i percorsi umani che si celano dietro ogni prodotto della terra, portando l’osservatore a interrogarsi sulla provenienza di ciò che consuma.
La fase preparatoria del progetto ha previsto un articolato lavoro di analisi e pianificazione condotto da FELCOS Umbria insieme ai partner. Sono state inizialmente mappate campagne precedenti condotte nei territori interessati, con l’obiettivo di raccogliere esperienze e buone pratiche già sperimentate. Successivamente sono stati individuati i messaggi chiave, i temi principali e la struttura narrativa della campagna. È stato quindi elaborato un concept condiviso, sono stati definiti i flussi di lavoro e sviluppati piani editoriali per la distribuzione dei contenuti.
Durante la conferenza stampa di lancio sono intervenuti i rappresentanti delle principali organizzazioni coinvolte. Lucia Maddoli, vicedirettrice di FELCOS Umbria e coordinatrice internazionale del progetto Integrality, ha sottolineato l’importanza del collegamento tra le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: ambientale, economica e sociale. Secondo Maddoli, la campagna intende valorizzare l’agricoltura non solo in termini produttivi, ma anche come ambito di rispetto dei diritti e dei principi etici.
Federico Gori, presidente di ANCI Umbria e sindaco di Montecchio, ha rimarcato l’impegno degli enti locali umbri nel sostenere processi di accoglienza, formazione e partecipazione, ritenendoli fondamentali per una società più equa. Ha inoltre evidenziato la necessità di rendere sistematiche queste esperienze attraverso il supporto istituzionale e il coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali.
Teresa Vizioli, responsabile dell’area sociale di AIAB Umbria, ha illustrato il ruolo dell’agricoltura biologica quale modello virtuoso di produzione che include, nei suoi principi fondanti, il rispetto dei lavoratori e l’inclusione sociale. Ha descritto la partecipazione dell’associazione al progetto come coerente con la propria missione e finalizzata a promuovere un’agricoltura sostenibile sia dal punto di vista ambientale che umano.
Irene Masci, coordinatrice delle attività del progetto per CIDIS, ha ricordato il lavoro svolto sul campo attraverso l’impiego di mediatori culturali e community mobilizer con background migratorio, figura centrale per garantire una comunicazione efficace tra le comunità locali e i migranti. Ha inoltre spiegato come, grazie alla formazione linguistica e professionale, sia possibile orientare i migranti verso percorsi di inserimento lavorativo regolare e stabile nel settore agricolo.
Il progetto Integrality si propone come uno strumento per costruire modelli di integrazione sostenibili e replicabili a livello europeo. La sua azione è fondata sul coinvolgimento simultaneo di attori pubblici e privati, con l’obiettivo di sviluppare strategie condivise per la lotta allo sfruttamento e la valorizzazione della presenza migrante.
Tra gli interventi previsti, particolare attenzione è rivolta alla formazione degli operatori della filiera agricola, con sessioni dedicate all’approfondimento delle normative sul lavoro regolare e sulla parità di trattamento. Parallelamente, saranno attivati percorsi di sensibilizzazione destinati alla popolazione migrante, incentrati sui rischi legati al lavoro irregolare e sulle opportunità offerte da contesti lavorativi rispettosi della legge.
Il progetto prevede inoltre la creazione di reti territoriali stabili, con la partecipazione di enti locali, associazioni, aziende e cittadini, chiamati a condividere responsabilità e pratiche utili a costruire un sistema agricolo giusto e trasparente. In questo quadro, i “Community Mobilizers” assumono un ruolo fondamentale nel tradurre messaggi e contenuti in linguaggi accessibili alle comunità migranti, promuovendo un coinvolgimento diretto e attivo.
Il progetto prevede anche l’organizzazione di tavoli di confronto e eventi formativi nei vari territori coinvolti, con lo scopo di consolidare la cooperazione tra i soggetti della filiera e favorire la creazione di marchi etici riconoscibili dai consumatori. L’obiettivo è promuovere una cultura della legalità e del rispetto nei confronti del lavoro agricolo e dei suoi protagonisti.
Attraverso l’attività dei partner e il coordinamento di FELCOS Umbria, Integrality intende costruire un approccio multilivello alla questione dello sfruttamento lavorativo in agricoltura, con un modello operativo che parte dalla formazione e dalla comunicazione per giungere a un cambiamento culturale e sistemico.
L’iniziativa si inscrive all’interno di un contesto europeo segnato da una crescente attenzione al fenomeno dello sfruttamento in agricoltura, in particolare in quelle zone dove la presenza migrante è più consistente e dove l’organizzazione del lavoro è ancora caratterizzata da forme informali e prive di tutele. Le esperienze dei partner e l’approccio integrato adottato nel progetto si propongono quindi come riferimento per politiche pubbliche future e per la definizione di strategie condivise a livello transnazionale.
“Seeds of Dignity” rappresenta infine un messaggio collettivo rivolto a tutta la società civile, affinché si diffonda una maggiore consapevolezza sulle condizioni dei lavoratori agricoli e sulla necessità di promuovere un sistema fondato su equità, partecipazione e responsabilità. Con la metafora della semina e del raccolto, il progetto punta a trasformare la percezione del lavoro agricolo e a restituire centralità e dignità a chi ne rappresenta la forza vitale.

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