Un libro in ricordo di don Annibale un “costruttore” di opere e di anime

Un libro in ricordo di don Annibale un “costruttore” di opere e di anime

elio clero bertoldi

da Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – Il 4 aprile cade il decennale della morte di don Annibale Valigi, sacerdote e parroco per quasi cinquanta anni della parrocchia di San Bartolomeo a Ponte San Giovanni. Per la ricorrenza i ponteggiani e tutti i fedeli della Unità Pastorale (di cui fanno parte anche le parrocchie di Pieve di Campo, di Collestrada, di Ospedalicchio e di Balanzano) hanno organizzato una serie di iniziative che si concretizzeranno con una recita del Rosario (alle 16 del 4 aprile) nel cimitero vecchio dove il sacerdote riposa, con una messa solenne nella chiesa parrocchiale (alle 18,30 dello stesso giorno) e alla presentazione di un libro – ideato e scritto dagli stessi parrocchiani – che si svolgerà nel salone della chiesa alle ore 21 del 6 aprile.

A questa manifestazione di ricordo e di affetto sono stati invitati il cardinale Gualtiero Bassetti, il vescovo di Foligno Gualtiero Sigismondi, don Marino Riccieri, il più stretto collaboratore di don Annibale, un rappresentante della giunta comunale, suor Carla Brescia e molti altri. Il libro, di duecento pagine e arricchito da un gran numero di foto in bianco e nero e a colori (dal titolo “Don Annibale, sacerdote e parroco costruttore di Dio”), ripercorre la vita e le opere del parroco che ha avuto un notevolissimo impatto sulla comunità, arrivata da circa duemila anime fino a poco meno di quindicimila.

Don Annibale non ha soltanto edificato, col contributo della cittadinanza, la nuova chiesa (la vecchia venne distrutta nei bombardamenti della seconda guerra mondiale), il campanile, il salone-teatro, il centro giovanile ma, soprattutto, ha “cementato” una collettività che con la violenta espansione urbanistica e l’irrefrenabile boom demografico ha rischiato di perdere la propria identità ed il sentimento non solo religioso, ma persino umano.

A redigere i vari capitoli dell’opera hanno fornito il loro contributo i vari sacerdoti, passati in varie epoche per la parrocchia (come il vescovo Sigismondi, l’attuale vescovo di Lucca don Paolo Giulietti, don Gustavo Coletti, don Fabio Quaresima, don Giuseppe Piccioni, don Umberto Stoppa, don Lucio Consalvi, don Raffaele Zampelli, don Mario Giudizio, don Mario Pomara, don Giuseppe Castellini) e pure i cittadini stessi, fedeli e laici, che lo hanno conosciuto, frequentato, stimato.

Segno che don Annibale, che in vita si era rimproverato perché dalla sua parrocchia non era uscita neppure una vocazione sacerdotale, ha invece “seminato” molto e bene e la sua semina ha prodotto messi copiose, ricche. Costruttore, lui che era figlio di un muratore, di opere e di anime.

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