La presidente Severini chiede più sostegno dal Comune
Perugia 1416 sfilata – Un corteo storico che ha dovuto destreggiarsi tra tavolini, sedie e clienti intenti a consumare la cena. La rievocazione Perugia 1416 si è tenuta come da programma, ma il percorso lungo Corso Vannucci ha rivelato tutte le difficoltà logistiche del caso.
Teresa Severini, presidente della manifestazione, ha parlato apertamente di miracoli compiuti per rispettare gli impegni presi con i ristoratori. L’obiettivo era chiaro: non chiedere la rimozione dei tavoli in un sabato sera cruciale per le attività commerciali. Una scelta di compromesso, ma che ha inevitabilmente condizionato lo svolgimento della sfilata.
Una città divisa tra passato e presente
La sfilata in notturna resta suggestiva, ha spiegato Severini, ma per avere tutto il centro a disposizione servirebbe un’amministrazione più presente. Le sue parole non nascondono una certa amarezza. Il corteo ha comunque attirato decine di turisti e cittadini, molti dei quali armati di telefonini e macchine fotografiche per immortalare i costumi d’epoca.
Nonostante le difficoltà di quest’anno, i rioni sono riusciti a offrire uno spettacolo di alto livello, ha detto Severini al microfono di Pasquale Punzi, L’incontro tra la Reggenza e Braccio Fortebracci è stato particolarmente apprezzato. Il Palazzo, già sfondo delle rappresentazioni teatrali del giorno precedente, ha fatto da quinta magnifica alla serata.
L’appello per un sostegno più concreto
Severini ha chiarito un punto essenziale: la manifestazione non viene realizzata per sé stessi, ma per la città. L’espressione camminare con le proprie gambe è stata bollata come priva di senso, dato che i sacrifici organizzativi sono già ingenti. La presidente ha chiesto al Comune un atteggiamento più vicino e orgoglioso, simile a quello di altre amministrazioni che sostengono le proprie rievocazioni storiche.
Alcuni amici americani presenti, ha raccontato Severini, erano felicissimi dell’atmosfera. Nonostante la convivenza forzata con i tavolini, lo spettacolo è stato goduto appieno. Un equilibrio definito nozze con i funghi, riuscito ma non ideale.
La targa per Fabrizio Mosci e la torre unica
Prima della gara della torre, nel pomeriggio, è stato scoperto un ricordo importante. Una targa dedicata a Fabrizio Mosci, l’architetto che ha progettato e seguito la realizzazione della torre. Si tratta di una struttura unica nel suo genere, elemento distintivo delle competizioni sportive di Perugia e oggetto di invidia da parte di molte altre città.
L’emozione per quel momento ha arricchito una giornata già intensa. La rievocazione, nonostante le polemiche, ha dimostrato una capacità di resilienza notevole. Il pubblico ha risposto con entusiasmo, e la soddisfazione generale resta alta.
Perugia 1416 continua quindi il suo cammino, tra problemi logistici e successi di pubblico. La richiesta di un maggiore supporto istituzionale rimane aperta. La macchina organizzativa, intanto, non si ferma.

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