Nuova Campagna di Scavi alla Necropoli del Vallone di Montecchio

Un'indagine archeologica rivela nuove scoperte nella regione dell'Umbria

Nuova Campagna di Scavi alla Necropoli del Vallone di Montecchio

Nuova Campagna di Scavi alla Necropoli del Vallone di Montecchio

Montecchio, un piccolo comune nell’Umbria, è diventato il fulcro di un’importante indagine archeologica. Il 1° luglio ha segnato l’inizio di una campagna di scavi di cinque settimane alla Necropoli del Vallone di San Lorenzo. Questa iniziativa, guidata da venti ricercatori provenienti dagli Stati Uniti e dall’Italia, è parte del progetto “Montecchio Archaeology Field School”, avviato nel 2017.

Il progetto, sostenuto dall’amministrazione comunale su concessione del Ministero della cultura, mira alla ricerca, al recupero e alla valorizzazione dei beni archeologici presenti su tutto il territorio comunale. La Soprintendenza archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, l’Università degli Studi di Perugia, la Kent State University dell’Ohio (Usa) e l’associazione Acqua collaborano per garantire il successo dell’iniziativa.

Ogni anno, la Necropoli del Vallone di San Lorenzo a Montecchio ospita un’indagine scientifica di carattere archeologico. Quest’anno, gli scavi vedranno all’opera, per cinque settimane, una ventina di studiosi tra archeologi e studenti dell’Università degli Studi di Perugia, sotto la direzione scientifica del prof. Gian Luca Grassigli, e della Kent State University – Ohio (USA), sotto la direzione della Prof.ssa Sarah Harvey.

Gli scavi sono assistiti dagli archeologi Stefano Spiganti e Francesco Pacelli, fields director delle operazioni sul campo. Il progetto di ricerca è realizzato con la concessione del Ministero della Cultura e con la stretta collaborazione e supervisione del Dott. Luca Pulcinelli della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria.

La campagna di scavo ha avuto luogo durante il mese di Luglio 2023 riservando agli archeologi nuove opportunità di studio grazie al ritrovamento di una tipologia sepolcrale che mancava finora all’appello presso la Necropoli del Vallone di San Lorenzo e che è ulteriormente indice della multiculturalità di un centro umbro fortemente etruschizzato.

Una nuova area indagata tra quelle già interessate dalle campagne 2017-2019, ha difatti consentito l’individuazione di alcune tombe a fossa scavate nell’argilla, con una copertura realizzata con lastre di travertino. Le fosse poco profonde erano tuttavia contenitive di un ricco corredo. Ogni sepoltura ha difatti restituito diverse forme vascolari tra cui: olle per utilizzi legati al pasto quotidiano e forme in bucchero di ottima fattura importate da Orvieto, vicino centro egemone dei mercati ceramici. Altri contenitori sono stati ricondotti ad una produzione locale che, nonostante la minore qualità esecutiva, è tuttavia indice di alto valore culturale della comunità locale.

Tra le forme che denotano alcune particolarità è presente: un’olla con un doro perfettamente circolare sul fondo utilizzata per rituali legati alla sfera funeraria, avvenuti durante l’inumazione del defunto, o utilizzate in vita per i culti demetriaci legati alle pratiche agricole. Altra particolarità emersa in una fossa, la cui presenza di un pugnale in ferro caratterizzava il genere maschile del proprietario, è il ritrovamento di un altare-mensa quadrangolare di travertino, posto sopra le lastre di copertura della fossa, su cui era stata intenzionalmente lasciata in offerta un’olla in una fase successiva alla prima deposizione. All’interno dell’olla era ancora presente una sostanza alimentare.

I materiali ritrovati questo anno all’interno delle tombe sono più antichi di quelli rinvenuti nelle passate campagne di scavo, databili alla fine del VII sec.a.C. A Montecchio si è aperto un nuovo fronte per gli studi sugli Umbri che sta coinvolgendo tutto il nostro territorio, un punto di partenza per riscoprire quella fondamentale cultura che ha dato il nome alla nostra regione, non escludendo in futuro di organizzare un convegno a livello nazionale proprio su questo argomento.

Recentemente è stato sottoscritto un accordo con alcune università per lo studio definitivo delle ossa, attraverso radiocarbonio, ricerca degli isotopi e in alcuni casi ricerca del dna, che riguarderanno anche l’equino scoperto recentemente. Il progetto Montecchio, con il passare del tempo sta diventando sempre più complesso e di esempio per gli altri scavi della regione Umbria; sono state coinvolte tanti tipi di professionalità, archeologi, antropologi, restauratori, paleopatologi e genetisti, archeozoologi, al fine di strutturare in maniera multidisciplinare uno studio sulla storia antica di un vasta porzione di territorio presente nel sud dell’Umbria, per arrivare a risultati chiari e attendibili che vorremmo, al termine delle indagini, pubblicare con una monografia dedicata a questo comune.

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