I Concerti dell’Alba, un successo che incanta

I Concerti dell’Alba, un successo che incanta
foto Rita Paltracca I Concerti dell'Alba 2026 23 Agosto 2026

Attesa per il gran finale che conclude l’edizione Alba

di RitaPaltracca

📌 FLASH NEWS – Successo straordinario per i concerti dell’alba e del tramonto a Perugia. La rassegna musicale organizzata da UmbriaEnsemble celebra i suoi quindici anni di attività artistica registrando una notevole affluenza di pubblico. L’evento unisce la musica classica alla filosofia
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Perugia, 26 agosto 2026 – Una edizione 2026 travolgente quella de I concerti dell’Alba e anche quelli del Tramonto a cura di UmbriaEnsemble con un evidente pubblico in crescita. Per l’occasione la formazione si presenta in quintetto, una veste appositamente concepita per festeggiare i 15 anni di attività attraverso un dialogo inedito tra le due sezioni musicali.

Nel secondo Concerto dell’Alba, svoltosi domenica 23 agosto sulla terrazza panoramica del Mercato Coperto, l’ensemble ha accompagnato il pubblico nel risveglio di una nuova giornata. Le note di UmbriaEnsemble nella formazione di Angelo Cicillini e Cecilia Rossi al violino, Luca Ranieri alla viola, Maria Cecilia Berioli al violoncello e la partecipazione, per la prima volta, del flautista Claudi Arimany ha dato ulteriore rilievo all’appuntamento. Claudi Arimany è il celebre flautista catalano riconosciuto a livello internazionale come l’erede artistico del leggendario Jean-Pierre Rampal e del suo storico flauto d’oro. Un connubio armonioso di musica e parole per omaggiare la figura di Aldo Capitini, padre della non violenza raccontato dalla voce di Giuseppe Moscati, Presidente della Fondazione Centro Studi Aldo Capitini di Perugia.

Il legame tra Wolfgang Amadeus Mozart e la filosofia è stato brevemente spiegato da Berioli introducendo la scelta del repertorio musicale e richiamando il pensiero di Capitini, una scelta condivisa e suggerita proprio dal M° Claudi Arimany. La scelta del brano eseguito è stata molto particolare la celebre Serenata K 361 composta da Wolfgang Amadeus Mozart, concepita originariamente per un organico di fiati e contrabbasso e destinato a esecuzioni all’aperto, fu successivamente trascritta dallo stesso autore per quintetto. All’interno di una struttura caratterizzata da tonalità gioiose, l’autore inserì un movimento “Adagio” particolarmente intenso quasi spirituale, che nel film del regista Miloš Forman – “Amadeus” del 1984 il compositore Antonio Salieri definiva quel tratto musicale come “la voce di Dio”.

L’intervento di Giuseppe Moscati ha delineato la figura di Aldo Capitini, ricordato come il padre del movimento non violento. Il relatore ha rievocato la biografia del pensatore attraverso l’immagine simbolica di tre elementi: 2 campane 1 mensa e tante cimici.

Le campane sono legate all’abitazione d’infanzia situata all’ultimo piano di Palazzo dei Priori, oggi sede della Galleria Nazionale dell’Umbria. Il padre dell’intellettuale aveva l’incarico ufficiale di azionare le campane civiche, trasmettendo questa consuetudine ai familiari compreso il piccolo Aldo. Le due campane hanno lasciato qualcosa di importante nella vita di Aldo, tanto che nella fase più matura aveva elaborato il concetto della festa ricordando anche l’immagine della campagna umbra vista dalle finestre di casa in una prospettiva paesaggistica privilegiata verso i monti di Assisi e sulla località di Brufa, paese natio della madre.

La narrazione ha successivamente toccato il percorso accademico del filosofo presso la Scuola Normale di Pisa, dove ottenne la stima del direttore Attilio Momigliano e l’incarico di assistente. Successivamente la direzione affidata al filosofo Giovanni Gentile, figura di riferimento culturale del regime fascista, Aldo Capitini si rifiutò di sottoscrivere la tessera del partito, subendo l’allontanamento dall’istituto accademico.
C’è una lettera molto significativa in cui Aldo scrive: “Gentile, era impaziente che io facessi le valigie perché ero solito sedermi a mensa accanto agli studenti e questi ragazzi avevano visto la mia scelta vegetariana” – un gesto interpretato dalle autorità del tempo come un segnale di dissenso politico e morale.


Le tante cimici sono un riferimento ai periodi di detenzione subiti da Aldo Capitini a causa della sua opposizione al regime fascista. Il pensatore fu infatti incarcerato prima a Perugia e successivamente alle Murate a Firenze. Riconosciuto per la sua fermezza morale, affrontò le difficoltà della cella insieme agli altri oppositori politici, rispondendo alle domande dei compagni di prigionia riguardo alle condizioni ambientali con interrogativi volti a stimolare la riflessione etica e il rifiuto della violenza in ogni sua forma. Nell’ora d’aria incontrando gli allievi e i compagni di lotta
antifascista si sente chiedere da uno di essi – “Professore ma come fa lei a liberarsi da queste cimici che ci tormentano il corpo per tutto il giorno? la risposta fu “Perché voi le uccidete?” – questo interrogativo di Capitini ci aiuta a chiarire l’aspetto della persuasione non violenta che oggi ripercorriamo attraverso UmbriaEnsemble e Mozart uno dei suoi preferiti, come per i suoi dischi che conserviamo nell’archivio della fondazione.

Il prossimo e ultimo concerto avrà luogo domenica 30 agosto alle ore 6.30 dove per l’edizione 2026, Perugia si sveglierà di nuovo con la grande musica. Nell’ambito della rassegna “I Marmi Parlanti” l’appuntamento sarà dedicato a un altro personaggio perugino illustre, Galeazzo Alessi in “Geometrie Variabili” con una introduzione del prof. Paolo Belardi, Docente di Composizione Architettonica e Urbana, Università degli Studi di Perugia. Per la parte musicale ci sarà: Sofia Santorelli, fisarmonica, Mimì Biaggi, violino, Luca Ranieri, viola, Maria Cecilia Berioli, violoncello. Le musiche di Rameau, Wieniawski, Halvorsen, Schubert, Dvorak.

L’ingresso è libero, aspettando una nuova alba dolcemente in musica!

I concerti delle rassegne sono realizzati grazie a UmbriaEnsemble –Ministero della Cultura/Regione Umbria/Comune di Perugia /The Chocolate Bar.

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