Mostra d’arte celebra l’universo femminile nel cuore umbro
AMELIA, 9 marzo 2026 – Il polo culturale del Museo Civico Edilberto Rosa inaugura un nuovo capitolo espositivo dedicato alla valorizzazione del patrimonio artistico locale. In coincidenza con le celebrazioni dell’8 marzo 2026, l’amministrazione comunale ha aperto ufficialmente al pubblico “Sguardi di donna”, una selezione curata di opere provenienti dalla prestigiosa collezione Luciana Conti Paladini. Questo evento segna un momento cruciale nel piano di fruizione dei beni donati alla città, trasformando un archivio privato in un’esperienza visiva accessibile alla collettività. L’allestimento propone un’indagine profonda sulla figura femminile attraverso linguaggi stilistici eterogenei e interpretazioni che spaziano dall’intimità domestica al simbolismo più rigoroso, come riporta il comunicato del Comune di Amelia – Assessorato alla Cultura.
Il ruolo centrale della figura della collezionista
Il fulcro narrativo dell’esposizione risiede nella sensibilità di Luciana Conti, figura di spicco nel panorama intellettuale, nota per il suo impegno civile e la sua attività pubblicistica. Insieme al coniuge Aldo Paladini, la collezionista ha alimentato per decenni una ricerca estetica raffinata, influenzata da esperienze letterarie e viaggi internazionali. Tuttavia, la particolarità di questa raccolta risiede in una scelta culturale netta e quasi radicale: l’esclusione totale di soggetti maschili. Questa assenza non è casuale, ma rappresenta un’affermazione di centralità dell’universo femminile. Attraverso il suo occhio attento, Luciana Conti ha selezionato lavori capaci di restituire un’identità plurale, dove il corpo e il volto della donna diventano specchi di un’interiorità complessa e mai banale.
Maestri del Novecento in dialogo con la femminilità
Il percorso museale vanta firme di assoluto rilievo che hanno segnato la storia dell’arte italiana. Tra le pareti del museo di Amelia spicca il genio di Mino Maccari con un ritratto denso di carattere, affiancato dalle lavandaie di Fausto Pirandello, opera che unisce realismo e forza espressiva. La ricerca concettuale prosegue con Giuseppe Capogrossi, che esplora il pensiero femminile attraverso la sua cifra stilistica inconfondibile, e con la sensualità composta di Antonio Corpora. La sezione dedicata alla plasticità delle forme accoglie un nudo di Emilio Greco, mentre le suggestioni arcaiche di Massimo Campigli rivivono in una figura aureolata di rara eleganza. Anche Carlo Levi contribuisce alla narrazione con un ritratto che scava nella profondità psicologica del soggetto, confermando l’eccezionale qualità qualitativa della donazione.
Sinergia istituzionale per la valorizzazione del territorio
Il successo di questa iniziativa è il risultato di un coordinamento efficace tra lo staff di Amelia Musei e il Settore Cultura del Comune. In particolare, il lavoro meticoloso di Elena Trippini ha permesso di tradurre la complessità della collezione in un percorso espositivo coerente e suggestivo. L’apertura della mostra “Sguardi di donna” rappresenta dunque un invito a riscoprire l’intero complesso archeologico della città, integrando l’offerta storica con la modernità dei capolavori novecenteschi.

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