Presentati a Perugia i risultati delle attività storiografiche
Il consuntivo di cinque anni di studi sul territorio
Bilancio di fine mandato – Il Comitato Tecnico Scientifico dell’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea ha concluso ufficialmente il proprio mandato per il quinquennio compreso tra il 2021 e il 2026. Nella mattinata di oggi, 3 luglio 2026, i membri dell’organo scientifico, che era stato nominato in conformità con la legge regionale numero 8 del 5 maggio 2021, si sono riuniti a Perugia presso la Sala Partecipazione di Palazzo Cesaroni, in Piazza Italia, per illustrare i risultati dettagliati del lavoro svolto in questo arco temporale. La presentazione del bilancio consuntivo è stata indirizzata ai soci dell’ente, alla comunità degli studiosi, alle istituzioni locali e alla cittadinanza, con lo scopo di tracciare un quadro chiaro delle attività editoriali, congressuali e di supporto alla ricerca portate a termine.
Nel corso dei cinque anni di attività, l’organismo ha operato in stretta sinergia con gli uffici competenti dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria, giovandosi del supporto professionale dei funzionari Gianni Cerquiglini, Barbara Cesaretti, Luca Dottorini e Laura Potenza. La cooperazione amministrativa e gestionale ha permesso di tradurre in progetti concreti le linee guida e i riferimenti cronologici stabiliti all’inizio del mandato, garantendo il pieno rispetto dei regolamenti vigenti.
I filoni della ricerca storica dall’Ottocento al Novecento
L’attività scientifica promossa dall’istituto si è sviluppata lungo macrofasi storiche ben definite, che hanno coperto un arco temporale compreso tra il 1796 e il 2020. Gli approfondimenti hanno riguardato inizialmente il periodo di transizione del territorio umbro tra lo Stato Pontificio e il Risorgimento, per poi passare all’analisi dell’Umbria durante lo Stato liberale e agli anni drammatici della Grande Guerra e della successiva crisi postbellica nelle realtà urbane della regione. Ulteriori nuclei di indagine hanno interessato il ventennio fascista, le vicende della seconda guerra mondiale correlate alla Resistenza e alla Liberazione, nonché la successiva fase di ricostruzione economica e il fenomeno del sottosviluppo negli anni Cinquanta e Sessanta. Gli studi si sono infine spinti fino ai decenni più recenti, esaminando i processi di modernizzazione, la crisi dell’esperienza dei governi regionali e le dinamiche di alternanza politica nell’ultimo trentennio.
All’interno di questi ampi segmenti temporali, il comitato ha stretto accordi e intese con diverse realtà accademiche e istituzioni culturali. L’obiettivo principale è stato quello di analizzare l’evoluzione dei fenomeni economici, sociali e politici della regione, studiando le relazioni stabili con lo Stato centrale, la formazione delle classi dirigenti, la storia dell’imprenditoria locale, dei movimenti di massa e delle istituzioni culturali, senza trascurare la redazione di biografie e studi prosopografici su personalità di rilievo del panorama umbro.
I numeri del quinquennio e il coinvolgimento dei giovani
I dati numerici emersi dal bilancio finale testimoniano la complessità del lavoro deliberato nelle assemblee associative e nelle riunioni periodiche del comitato. L’Isuc ha promosso la realizzazione di 41 convegni specialistici e ha garantito il sostegno economico a 37 distinti progetti di ricerca storica. Sul fronte dei patrocini, l’istituto ne ha concessi 17 di natura onerosa e 28 in forma non onerosa. Di rilievo appare anche la produzione editoriale, che ha visto la pubblicazione di due volumi monografici e dei primi cinque fascicoli della rivista semestrale Umbria Contemporanea, stampata in formato cartaceo e resa disponibile anche sulle piattaforme digitali.
L’intero impianto programmatico ha registrato la partecipazione attiva di oltre 500 studiosi. Questo sforzo storiografico ha beneficiato in modo particolare della cooperazione scientifica avviata con l’Università degli Studi di Perugia e con l’Università per Stranieri, istituti che insieme a singoli ricercatori hanno contribuito a ridefinire i tratti identitari della regione dall’Unità d’Italia ai giorni nostri. Una quota rilevante delle energie è stata indirizzata verso la valorizzazione dei giovani studiosi e dei neo-laureati, stimolando letture capaci di inserire le dinamiche locali all’interno di un contesto storico più ampio, di respiro nazionale ed europeo, superando i confini del puro localismo. Nonostante i traguardi tagliati, il comitato ha evidenziato come rimangano aperti numerosi ambiti d’indagine legati alla storia sindacale, amministrativa e politica umbra, lasciando in eredità un solido patrimonio documentario per le ricerche future.

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