Sospesa la caccia alla tortora selvatica in Umbria
Perugia – Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Umbria ha emesso il Decreto n. 53/2024, che dispone la sospensione della caccia alla tortora selvatica, accogliendo il ricorso presentato dalle Associazioni ambientaliste contro il Calendario Venatorio regionale per la stagione 2024/2025. In seguito a questa decisione, l’Assessorato alla Caccia della Regione Umbria ha comunicato che, nella giornata di preapertura della stagione venatoria, prevista per il 1° settembre 2024, sarà consentita esclusivamente la caccia da appostamento ai corvidi, specificamente alla cornacchia grigia, alla gazza e alla ghiandaia. Gli orari in cui sarà permessa l’attività venatoria sono stati fissati dalle 6:15 alle 19:30.
L’Assessorato ha chiarito che, in conseguenza della sospensione della caccia alla tortora selvatica, il sistema web destinato al conteggio dei capi abbattuti non sarà attivato per questa specifica specie.
La decisione del TAR è una risposta diretta al ricorso presentato dalle associazioni ambientaliste, che contestavano la previsione del prelievo della tortora selvatica inserita nel Calendario Venatorio approvato con la Deliberazione della Giunta Regionale n. *573* del *19 giugno 2024*. Questo calendario autorizzava la caccia alla tortora selvatica durante la giornata di preapertura, ma tale disposizione è stata ora bloccata dal tribunale.
Le associazioni ambientaliste avevano sollevato preoccupazioni riguardo alla sostenibilità della caccia alla tortora selvatica, specie che in Europa è considerata vulnerabile e in declino. La decisione del TAR di sospendere la caccia è stata accolta positivamente dagli ambientalisti, che hanno visto riconosciute le proprie istanze a favore della protezione della fauna selvatica.
Dall’altro lato, l’Assessorato alla Caccia della Regione Umbria ha espresso il proprio impegno nel garantire il rispetto delle normative vigenti, sottolineando l’importanza di un equilibrio tra le attività venatorie e la tutela dell’ambiente e delle specie protette. Nonostante la sospensione della caccia alla tortora, l’Assessorato ha ribadito che le altre disposizioni del Calendario Venatorio rimangono in vigore e che i cacciatori potranno esercitare la loro attività rispettando le regole stabilite per la caccia ai corvidi.
Questa vicenda mette in evidenza la tensione tra le esigenze di conservazione della fauna selvatica e le tradizioni venatorie radicate in molte regioni italiane. La tortora selvatica, pur essendo una specie cacciabile, è soggetta a pressioni significative a causa della riduzione degli habitat naturali e della caccia, che ne hanno ridotto drasticamente le popolazioni negli ultimi decenni.
In questo contesto, la decisione del TAR rappresenta un’importante affermazione del principio di precauzione nella gestione delle risorse naturali e della fauna. L’Assessorato alla Caccia ha infine confermato che rimarrà a disposizione per fornire ulteriori chiarimenti e informazioni ai cacciatori e a tutti i cittadini interessati.
Il caso della tortora selvatica in Umbria potrebbe avere ripercussioni anche in altre regioni italiane, dove la gestione della caccia a questa specie è oggetto di dibattito. La sospensione del prelievo in Umbria potrebbe infatti costituire un precedente per altre iniziative legali simili, volte a tutelare le specie in declino attraverso una regolamentazione più rigorosa delle attività venatorie.
Il prossimo passo sarà probabilmente una valutazione complessiva delle norme venatorie regionali, con particolare attenzione alle specie vulnerabili, per trovare un equilibrio tra la protezione della fauna e le tradizioni locali. Il dibattito su come conciliare questi interessi contrapposti è destinato a proseguire, con un ruolo sempre più rilevante dei tribunali nel definire i confini delle attività di caccia in Italia.

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