Boom di animali domestici in Umbria: +16mila in un anno

Boom di animali domestici in Umbria: +16mila in un anno
Bob

Registrati oltre 500mila cani e 3.300 gatti a maggio

Boom di animali domestici  – In Umbria crescono rapidamente gli animali da compagnia. In base ai dati aggiornati al 7 maggio, il numero complessivo degli animali domestici registrati all’anagrafe degli animali d’affezione ha raggiunto quota 507.275. Si tratta di un incremento complessivo di oltre 16mila unità rispetto all’anno precedente, con i cani che superano per la prima volta la soglia del mezzo milione, arrivando a 503.904 esemplari iscritti ufficialmente. A questi si aggiungono 3.369 gatti, anch’essi per la prima volta presenti nel sistema di registrazione regionale, e due furetti.

Il solo incremento di cani in dodici mesi è stato pari a 13.928 unità, un balzo significativo rispetto al totale del 2023, quando erano 489.976. Ancora più evidente è il trend se si analizza il periodo degli ultimi cinque anni: nel 2020, infatti, i cani registrati erano circa 436mila, con un aumento dunque superiore a 70mila esemplari. Questo dato, scrive Selenio Canestrelli su il Messaggero di oggi, riflette l’evoluzione del rapporto tra cittadini e animali da compagnia, sempre più presenti nella vita domestica e considerati parte integrante della famiglia.

Boom di animali domestici

La crescita dei felini appare destinata a proseguire, essendo la registrazione dei gatti una novità recente nel sistema umbro. La comparsa dei due furetti rappresenta invece un fatto simbolico, ma significativo, in quanto indica l’ampliamento della varietà di animali che trovano spazio nelle abitazioni.

A questa tendenza si accompagna un aumento della spesa destinata alla cura degli animali domestici. Secondo quanto stimato dall’Ufficio studi Coop in collaborazione con Nomisma, la spesa media annua per famiglia si aggira attorno ai 1.050 euro, anche se varia in base alla composizione del nucleo familiare e al contesto di riferimento. La voce principale di uscita è rappresentata dal cibo, che assorbe il 64% del budget. Seguono le spese veterinarie, con il 20% del totale, mentre il restante 16% copre altre necessità, comprese quelle legate all’igiene, all’intrattenimento o alla cura specifica dell’animale.

Le preferenze di acquisto da parte dei proprietari si orientano sempre più verso prodotti salutistici, scelti dal 46% degli intervistati. Seguono criteri economici (41%) e le preferenze dell’animale (altro 41%), oltre alla qualità (38%) e agli ingredienti (32%) dei prodotti. L’attenzione al benessere dell’animale si conferma quindi una priorità crescente, accompagnata dalla ricerca di soluzioni che garantiscano salute e sicurezza agli amici a quattro zampe.

Sul fronte economico, continua anche l’interesse per agevolazioni e strumenti di sostegno economico. Tra le principali misure già in vigore, vi è la detrazione Irpef del 19% sulle spese veterinarie, applicabile per importi superiori a 129,11 euro e fino al tetto massimo di 550 euro, che consente un risparmio potenziale di circa 80 euro per ogni proprietario.

In attesa di ulteriori novità in ambito fiscale, è previsto l’avvio di un nuovo fondo di sostegno per le spese veterinarie destinate ai proprietari in condizioni economiche svantaggiate. Il fondo, riferito al triennio 2024-2026, prevede per l’anno in corso una disponibilità di 250.000 euro a livello nazionale, che si riduce a 237.500 euro per ciascuno dei due anni successivi. Saranno le singole Regioni a definire i criteri di accesso e l’ammontare dei contributi.

Secondo la Fnovi (Federazione nazionale ordini veterinari italiani), per richiedere il contributo sarà necessario presentare domanda alla Regione di residenza. La richiesta dovrà contenere il numero di iscrizione dell’animale alla banca dati nazionale o regionale, un’attestazione dell’Isee, e la documentazione che prova le spese sostenute. Potranno accedere al fondo i cittadini con Isee inferiore ai 16.215 euro, che abbiano più di 65 anni e abbiano registrato il proprio animale. Le domande saranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione, fino all’esaurimento delle risorse stanziate.

In attesa delle istruzioni operative da parte delle Regioni, il dato certo resta quello relativo al numero crescente di animali di affezione che vivono stabilmente nelle case umbre. Cani, gatti e altri animali non solo popolano sempre più abitazioni, ma influenzano stili di vita, abitudini di spesa e politiche pubbliche. Una presenza costante, ormai strutturale nel tessuto sociale della regione.

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