WWF e Rocchetta, Presenzini un ricatto occupazionale? film già visto

Non è la prima volta che un Giudice (il Tar Umbria) esprime censure nei confronti del Comune di Gualdo Tadino

WWF e Rocchetta, Presenzini un ricatto occupazionale? film già visto

WWF e Rocchetta, Presenzini un ricatto occupazionale? film già visto

da Sauro Presenzini
GUALDO TADINO – Gualdo Tadino, un territorio ricco di acqua, una miniera di “oro blu” che fa gola a molti, in molti vorrebbero sfruttare questa miniera! Si può fare certamente, …ma in maniera giudiziosa, se le condizioni delle risorse naturali lo consentono, preservando il bene pubblico acqua per questa e per le future generazioni, rispettando la Legge, esercitando il diritto d’impresa in maniera trasparente, leale e riconoscente verso un territorio dal quale si preleva un bene prezioso, senza lasciare oggi, sostanzialmente nulla, gestendo e amministrando un territorio nell’interesse della collettività intera, in maniera equilibrata. Questo sarebbe il sogno utopico!

La realtà restituita dal Giudice Dott. Antonio Perinelli, senza mezzi termini nell’articolata vicenda indica come invece si siano “piegate” normative, usato e interpretato Leggi, regolamenti, a proprio uso e consumo.

Non è la prima volta che un Giudice (il Tar Umbria) esprime censure nei confronti del Comune di Gualdo Tadino, sempre in tema di pozzi e prelievi, ancora oggi, un altro Giudice ancora, non solo censura, ma sequestra l’intera area interessata ai prelievi (che siano tutti ambientalisti?), pur lasciando aperta la produzione, come giusto che sia. Sequestro di numerose particelle catastali di decine di ettari di territorio, questo a tutela del vero proprietario che dopo la sentenza risulta essere in maniera univoca la Comunanza di Gualdo Tadino, non il Comune, non la Regione, non il concessionario (che dalla recentissima Legge di fine 2017 non sono stati nemmeno considerati),  materialmente estromessi dalla loro gestione/ingerenza.

E’ del tutto evidente che ora inizierà una guerra fratricida giocata allo scaricabarile, tra gli attori e quei pubblici funzionari che ci hanno messo la faccia, firmando allegramente delibere, ordinanze, atti, che il Giudice ha ora disapplicato, censurato,  inviando in blocco alla Corte dei Conti, per le rituali contestazioni ai singoli personaggi che dovranno rispondere con il proprio patrimonio personale, visto che non esiste assicurazione che copre detto rischio, in caso di condanna.

Quanto poi alle solite, previste e prevedibili dichiarazioni (lugubri), incentrate quasi a voler  accampare/anticipare  il “solito ricatto occupazionale”, beh questo è un film già visto! Non è elegante ed è certamente una caduta di stile da parte di chi solamente lo teorizza, l’acqua è di Gualdo Tadino e rimane a Gualdo Tadino, così come gli operai che vi lavorano.  Chi vuole continuare a vendere “l’oro blu” di Gualdo, se vuole nel rispetto di regole, ruoli e Leggi, potrà continuare a farlo e ne saremmo ben contenti, se intendesse invece recedere dalla concessione, ritenendo i nuovi vincoli non più remunerativi verso i propri azionisti, beh la previsione è fin troppo facile,  altri imprenditori si sostituiranno ben volentieri e la “miniera d’oro” sarà sfruttata da altri. E’ quindi una libera scelta, …e la vita continua!

    Presidente O. A.  WWF di Perugia

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