Caccia, preapertura illegittima, WWF chiede danni alla regione

Caccia, preapertura illegittima, WWF chiede danni alla regione

Caccia, preapertura illegittima, WWF chiede danni alla regione

Il TAR Umbria riconosce e certifica, l’assenza di una valida pianificazione faunistica e la conseguente illegittimità delle aperture anticipate alle singole specie. Questo significa, che in assenza di un piano faunistico credibile ed aggiornato, la prossima stagione venatoria non potrà che essere avviata solo alla terza domenica di settembre.
Lo stop del TAR Umbria e del Consiglio di Stato ad OGGI, ha consentito di salvare oltre 2000 caprioli dal piombo delle doppiette umbre.

Ora si tratta di capire se dette gravi e macroscopiche violazioni, potranno che essere imputate alle scelte politiche e dirigenziali della Cecchini e dei responsabili del procedimento istruttorio.
Il TAR non ha accolto le ulteriori censure del WWF in ordine ad altri aspetti minori, ma accogliendo appunto il motivo fondante del ricorso, ovvero l’inadeguatezza e l’assenza di piani faunistici, ormai scaduti nel 2014, tutto quello che è accaduto in violazione del diritto, dietro il ricorso degli ambientalisti, non può che essere imputato alla leggerezza istituzionale della Regione, che sembrerebbe quindi aver autorizzato illegittimamente le date dell’apertura anticipata a alzavola, marzaiola, germano reale, tortora, colombaccio, cornacchia grigia, ghiandaia e gazza.

Migliaia di animali selvatici morti “illegittimamente”, per i quali ora il WWF chiederà alla Corte dei Conti di quantificare il danno erariale patito dalla collettività, in ordine agli abbattimenti delle specie elencate, che ora si sa, non potevano essere abbattute.

Il WWF chiede quindi il sequestro dei tesserini venatori e le schede aggiuntive, per la puntuale quantificazione del danno, relativamente alle singole specie abbattute ed annotate nelle schede stesse.

L’indagine erariale con l’apertura del relativo fascicolo, verrà proposto da WWF Perugia alla Sezione Regionale della Corte dei Conti, affinchè si possa eventualmente imputare la cattiva gestione, l’uso distorto di leggi e regolamenti, provare il dolo e la colpa e la responsabilità oggettiva di quei politici e funzionari che saranno ritenuti responsabili di grave danno d’immagine, d’ efficienza e correttezza e agire della Pubblica amministrazione, i quali venendo meno alle regole di efficienza, prudenza, imparzialità potranno essere valutate come censura nei confronti dei singoli attori.
Il danno alla fauna è provato, il Tar Umbria ha affermato nella sentenza che la preapertura non poteva essere autorizzata per l’inadeguatezza dei piani faunistici ormai scaduti nel 2014, e quindi illegittimamente autorizzata.

Si tratta quindi ora, di quantificare il danno all’immagine della Pubblica amministrazione che ne è derivato e i soldi inutilmente spesi in avvocati bolli, onorari e spese di Giustizia per resistere e insistere nella pretesa di corretta gestione della fauna, cosa clamorosamente smentita e certificata dal Tar Umbria.
Ora le dovute conseguenze.

Sauro Presenzini
Presidente WWF Perugia

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