Stato di emergenza climatica ambientale a Perugia, ma perché?

 
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Stato di emergenza climatica ambientale a Perugia, ma perché?

Stato di emergenza climatica ambientale a Perugia, ma perché?

“Abbiamo depositato questa mattina un ordine del giorno per chiedere lo stato di emergenza climatica per la Città di Perugia. È un atto simbolico ma carico di importanza e anche di impegni concreti per la città, che va a sommarsi alle numerose iniziative portate avanti in molte città italiane”

Inizia così il comunicato dei gruppo consiliari di centro sinistra al Comune di Perugia in merito all’emergenza climatica

“I dati allarmanti sul riscaldamento globale e la crisi climatica che noi esseri umani abbiamo creato ha compromesso, in parte in modo irreversibile, l’ecosistema terrestre. È per questo – prosegue la nota – che noi tutti dobbiamo impegnarci maggiormente per portare un nostro positivo contributo alla lotta contro il collasso climatico ed ecologico”.

Il documento presentato parte dall’Accordo di Parigi, sottoscritto da 192 Nazioni tra cui l’Italia, che parla proprio del ruolo delle città, delle regioni e degli enti locali nella riduzione delle emissioni e per portare avanti azioni concrete per contrastare questo fenomeno.

Oltre alle Nazioni firmatarie dell’accordo – proseguono i Consiglieri – sono già numerose le Regioni e i Comuni che hanno adottato queste misure, come ad esempio il Comune di Milano o Napoli, alle quali ci ispiriamo. Insieme poi ai gruppi di opposizione in Consiglio regionale, vogliamo promuovere questa azione congiunta per impegnare anche la Regione Umbria, oltre al Comune di Perugia, ad adottare misure significative per contrastare i fenomeni di cambiamento climatico ed incentivare politiche volte alla salvaguardia dell’ambiente e, soprattutto, per ridurre le emissioni di gas climalteranti, anche in tempi più brevi rispetto all’Accordo di Parigi”.

“In tutto ciò, chiediamo anche un impegno concreto da parte del Comune, soprattutto per quanto riguarda l’introduzione di energie rinnovabili per incentivare il risparmio energetico nel capo della pianificazione urbana, nella mobilità, nel riscaldamento e raffreddamento. Un’azione concreta da portare avanti –conclude la nota – è certamente la riforestazione urbana, tema sul quale l’amministrazione ha dimostrato poca sensibilità. Il Comune in questi anni ha perpetrato una politica di deforestazione urbana davvero in controtendenza con tutte le politiche adottate dagli enti locali nel Paese e certamente in antitesi con la candidatura avanzata per diventare Capitale Europea del Verde 2022. Dobbiamo cambiare totalmente marcia in questo senso e tornare, per quanto più possibile, la città verde di un tempo”.

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