Perugia: cittadini preoccupati per le aree a rischio incendi non curate
di Francesco Gori – Le zone di Perugia continuano a essere a rischio incendi, con scarsa attenzione da parte delle autorità locali e dei proprietari terrieri. La situazione, segnalata ripetutamente dai residenti, non è stata ancora affrontata adeguatamente, nonostante l’importanza della prevenzione. Le aree più colpite includono il rione di Porta Sant’Angelo e la frazione di Casaglia, dove il rischio di incendi resta alto.
Due aree principali a rischio
In diverse zone della città, i cittadini continuano a segnalare problemi legati alla manutenzione delle aree verdi abbandonate. In particolare, vi sono preoccupazioni per l’area interna alle mura medievali del rione di Porta Sant’Angelo. Un giardino precedentemente curato, che oggi versa in stato di abbandono, è diventato un bosco secco e incolto, con alberi come pini e cipressi avvolti da rampicanti. Questo spazio, una volta gestito dall’Adisu, non riceve manutenzione da oltre 5 anni, e il rischio di incendi è elevato, con rami e piante che hanno ormai invaso le proprietà private vicine.
Un altro caso di preoccupazione riguarda la zona residenziale di Casaglia, dove un terreno agricolo abbandonato è diventato un bosco incolto. Negli anni si sono verificati piccoli incendi, fortunatamente subito gestiti dai residenti che hanno chiamato i Vigili del Fuoco. Tuttavia, la situazione resta critica, con la vegetazione che invade le reti di confine delle abitazioni. Nonostante le numerose segnalazioni, il proprietario del terreno ha dichiarato di non essere obbligato a mantenere l’area pulita, sostenendo che il terreno sia ormai considerato boschivo. In realtà, le norme impongono che il terreno venga mantenuto in sicurezza, soprattutto se vicino a zone residenziali.
Norme e responsabilità disattese
Il Decreto Legislativo 81/2008, all’articolo 46, sottolinea l’importanza della prevenzione degli incendi come funzione di interesse pubblico. Tuttavia, a Perugia, né il Comune né i proprietari terrieri sembrano prendere sul serio queste disposizioni. Il mancato intervento da parte delle autorità locali rappresenta una violazione del principio secondo cui, entro 30 giorni dalla segnalazione via PEC, il Comune dovrebbe almeno rispondere ai cittadini.
Nel caso dell’area di Porta Sant’Angelo, il problema si trascina dal 2015, con numerose segnalazioni rimaste senza risposta. Un’indagine catastale ha rivelato che il terreno è di proprietà dell’Università degli Studi, ma anche quest’ultima non ha provveduto alla manutenzione. Questo continuo rimbalzo di responsabilità, tra Adisu, Comune e Università, ha lasciato i residenti senza soluzioni.
Il confronto con Gualdo Tadino
A differenza di Perugia, altre amministrazioni locali hanno adottato misure concrete per la prevenzione degli incendi. Il Comune di Gualdo Tadino, ad esempio, con l’ordinanza n. 113 del 7 agosto 2024, ha disposto l’obbligo per i cittadini e i proprietari terrieri di mantenere pulite le aree circostanti edifici e strade, creando fasce di protezione di almeno 15 metri di profondità, libere da qualsiasi vegetazione. Questo tipo di provvedimento, adottato dal sindaco Massimiliano Presciutti, mira a ridurre il rischio di incendi che possono propagarsi rapidamente.
L’ordinanza di Gualdo Tadino sottolinea l’importanza della collaborazione tra cittadini e istituzioni per prevenire incidenti. Ogni proprietario è obbligato a mantenere pulito il proprio terreno, soprattutto nelle aree confinanti con edifici residenziali. Queste misure preventive possono fare la differenza, e il Comune di Perugia dovrebbe prendere esempio da tali iniziative, che dimostrano come sia possibile intervenire per evitare tragedie.
Cittadini in allarme
I residenti delle zone a rischio, come Porta Sant’Angelo e Casaglia, continuano a esprimere preoccupazione per la mancanza di interventi concreti. “Abbiamo paura che prima o poi scoppi un incendio – commentano i cittadini – e siamo delusi dal fatto che nessuno si stia occupando della questione”. Il timore è che si debba attendere un evento tragico prima che le autorità si decidano a intervenire. Nel frattempo, i residenti continuano a vivere con l’ansia di possibili incendi, soprattutto durante i mesi più caldi, quando la vegetazione secca rappresenta un pericolo immediato.
Un intervento necessario
È evidente che la questione delle aree a rischio incendi a Perugia richiede un intervento coordinato tra le autorità locali e i proprietari privati. L’amministrazione comunale ha il dovere di richiamare i cittadini alla responsabilità, imponendo misure di prevenzione e rispondendo alle segnalazioni. La collaborazione tra istituzioni e cittadini è fondamentale per preservare la sicurezza pubblica e il decoro urbano. Solo attraverso un’azione concertata sarà possibile evitare situazioni di pericolo e garantire la tutela del territorio.



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