Eolico: la Regione Umbria boccia i parchi giganti di Gubbio

Eolico: la Regione Umbria boccia i parchi giganti di Gubbio

 Lacune nei progetti per gli impianti nel territorio eugubino

PERUGIA, 17-02-2026 – La Direzione regionale per il Governo del territorio ha messo un punto fermo sulle ambizioni energetiche della società milanese Edurne Green Srl, dichiarando ufficialmente l’improcedibilità delle istanze per i mega impianti industriali previsti nel comprensorio eugubino. I progetti, che avrebbero dovuto dare vita ai parchi denominati “Gubbio Nord” e “Gubbio Sud” per una potenza complessiva superiore ai 100 megawatt integrata da sistemi di accumulo, sono stati rispediti al mittente a seguito di un’ispezione tecnica che ha portato alla luce criticità giudicate insuperabili dagli uffici di Palazzo Donini. Il provvedimento di archiviazione segna una battuta d’arresto significativa per uno dei piani di sviluppo da fonti rinnovabili più imponenti discussi recentemente in territorio umbro, come riporta il comunicato stampa di Agenzia Umbria Notizie.

Il rigetto delle istanze da parte del Servizio Transizione energetica non è scaturito da una valutazione di merito sull’impatto paesaggistico, bensì da una sequenza di errori procedurali e carenze documentali che gli uffici tecnici hanno definito “gravi”. Secondo quanto emerso dalle verifiche, una parte consistente dei file caricati sulla piattaforma regionale era costituita esclusivamente dai frontespizi, lasciando gli elaborati tecnici privi di qualsiasi contenuto reale. Oltre a questo vuoto informativo, l’azienda avrebbe violato le direttive regionali utilizzando link a server esterni per la consultazione della documentazione, anziché avvalersi esclusivamente del portale SUAPE come tassativamente richiesto dalle leggi vigenti per garantire l’integrità, la sicurezza e la tracciabilità degli atti amministrativi.

L’analisi dell’amministrazione regionale ha evidenziato anche una profonda incoerenza tra la natura dei progetti e l’iter autorizzativo richiesto. La società proponente aveva infatti presentato le domande come “nuove costruzioni” eoliche classiche, ignorando che la massiccia presenza di sistemi di accumulo integrati (pari a oltre 70 megawatt totali) li qualificasse legalmente come “impianti ibridi”. Questa distinzione non è puramente formale, poiché comporta l’applicazione di normative e requisiti tecnici differenti. Al quadro già compromesso si è aggiunta la mancanza di elementi essenziali per la fattibilità dell’opera: dai progetti non risultavano gli schemi necessari per l’allacciamento alla rete elettrica nazionale gestita da Terna, né erano presenti le relazioni obbligatorie sulla gestione degli usi civici o le concessioni necessarie per l’occupazione di aree appartenenti al demanio.

Il provvedimento amministrativo, adottato ai sensi della legge 241/1990 e della recente legge regionale 7/2025, ha immediatamente innescato una dura reazione politica da parte dell’assessore De Luca, il quale ha sollevato un caso di “cortocircuito istituzionale” tra i vari livelli dello Stato. L’esponente della giunta umbra ha definito paradossale e inaccettabile il fatto che, mentre il territorio regionale bocciava le istanze per palesi carenze formali, il Ministero a Roma procedesse autonomamente con l’avvio della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA). De Luca ha puntato il dito contro i rappresentanti del centrodestra, accusandoli di tenere una posizione ambigua: ferma difesa dell’integrità del territorio a livello locale, ma silenzio accondiscente nelle stanze governative nazionali. Il messaggio della Regione resta comunque perentorio: in Umbria gli investimenti sulla produzione di energia devono rispettare standard di trasparenza e completezza assoluti, senza alcuna scorciatoia burocratica.

Nonostante l’archiviazione del procedimento attuale, l’amministrazione regionale ha precisato che la società Edurne Green conserva il diritto di presentare nuove richieste di autorizzazione in futuro. Tuttavia, affinché un nuovo iter possa essere preso in considerazione, l’azienda dovrà rimediare a ogni singola lacuna evidenziata, producendo una documentazione tecnica e legale impeccabile. La rigorosità mostrata dalla Direzione Governo del territorio funge da monito per tutti i futuri investitori nel settore delle rinnovabili: la transizione energetica è una priorità, ma non può avvenire a discapito della correttezza amministrativa e del rispetto dei vincoli territoriali che caratterizzano l’area di Gubbio e dell’intera dorsale appenninica umbra.

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