Acque sotterranee, beni collettivi, sentenza in favore delle Comunanze

 
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Acque sotterranee, beni collettivi, sentenza in favore delle Comunanze

Acque sotterranee, beni collettivi, sentenza in favore delle Comunanze

La giunta Tesei non può continuare ad ignorare i diritti delle Comunanze. Diritti ribaditi anche dall’ennesima sentenza del Commissariato degli Usi Civici per Lazio, Umbria e Toscana del 19 gennaio 2021. In questo verdetto viene ribadito che “possono essere considerati beni collettivi anche le acque sotterranee” e che “le fonti appartengono al patrimonio civico dei naturali del comune suddetto”.

Così viene smontata interamente la retorica utilizzata dalla giunta per liquidare le istanze promosse dai comitati e dalle Comunanze. Nonostante siano diverse e attualissime le sentenze che stanno dando ragione alle Comunanze, la Regione Umbria continua ad ostinarsi nella produzione di un testo di legge sull’utilizzo delle acque minerali che non tiene conto della giurisprudenze esistente e delle disposizioni normative nazionali sugli usi civici.

Come se non bastasse, fin dall’arrivo in commissione di questa proposta di legge la giunta ha subito alzato i toni per ribadire una posizione che, seppur legittima, rischia di andare a scontrarsi con la realtà. Infatti la maggior parte delle argomentazioni utilizzate dalla giunta per non accogliere le istanze dei territori, vengono puntualmente smontate una sentenza dopo l’altra.
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A questo punto un ravvedimento volto a mettere in campo una posizione più dialogante sarebbe solo un atto di buonsenso. Per evitare che gli interessi di cittadini e imprese vengano lasciati in balia di lunghi e travagliati percorsi giudiziari, utili solo a portare incertezza ed arrecare danno alle istituzioni ed i cittadini.
Thomas De Luca

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