ZTL Terni residenti contro aperture: chiesti rimborsi fino al 2028

ZTL Terni residenti contro aperture: chiesti rimborsi fino al 2028

Permessi e sosta: residenti chiedono confronto con la giunta

📌 FLASH NEWS – Il Comitato Famiglie Residenti del Centro Storico di Terni contesta l’apertura della ZTL e annuncia richieste di rimborso per i permessi pagati fino al 2028. Su 8.000 contrassegni stima un possibile esborso di 800.000 euro.


Il Comitato Famiglie Residenti del Centro Storico di Terni si oppone alle intenzioni dell’Amministrazione comunale di aprire o ridurre le limitazioni della Zona a traffico limitato. Con una presa di posizione rivolta alla giunta, annuncia una mobilitazione legale qualora il progetto venga attuato e chiede l’avvio di un confronto sulle conseguenze per chi abita nel centro cittadino.

Al centro della contestazione ci sono la tutela della vivibilità, le condizioni di sicurezza e gli effetti economici sui residenti. Il Comitato collega questi aspetti anche alle tariffe già corrisposte per i permessi di accesso e sosta, sostenendo che un’apertura generalizzata modificherebbe le condizioni alla base dei pagamenti.

Permessi già rinnovati fino a gennaio 2028

Secondo i dati riportati nella nota, i contrassegni di tipo “R” sono circa 8.000. I titolari hanno versato una tariffa al Comune di Terni e a Terni Reti e, in molti casi, avrebbero già rinnovato i permessi con validità almeno fino a gennaio 2028.

La posizione dei residenti parte dall’utilità attribuita a questi titoli: poter circolare e parcheggiare in una zona nella quale l’ingresso dei veicoli esterni è limitato. Nella lettura del Comitato, eliminare tale protezione farebbe venir meno il presupposto economico del corrispettivo richiesto.

Da qui l’annuncio di possibili domande di restituzione integrale o proporzionale delle somme versate, da rapportare alla durata residua dei permessi interessati. L’iniziativa viene prospettata come una risposta collettiva, subordinata all’effettiva apertura della ZTL.

La stima economica presentata dai residenti

Per rappresentare il possibile peso delle richieste, il Comitato propone un calcolo ipotetico: un rimborso medio di 100 euro per ciascuno degli 8.000 contrassegni “R” comporterebbe un importo complessivo di 800.000 euro.

Si tratta di una proiezione formulata dai promotori della protesta, basata sulla quota media indicata nella loro comunicazione. Nello stesso documento viene richiamata l’eventualità che la contestazione coinvolga una platea più ampia, fino ai 23.000 tagliandi complessivi che il Comitato riferisce essere in vigore nel comprensorio cittadino.

Su queste basi, i residenti paventano ripercussioni per le finanze comunali e prospettano possibili profili di danno erariale. Sono valutazioni espresse dal Comitato, che nella nota non vengono accompagnate dall’indicazione di un accertamento o di una decisione giudiziaria.

Le preoccupazioni per abitazioni e parcheggi

Un ulteriore punto riguarda il patrimonio immobiliare. I firmatari temono che la perdita delle limitazioni al traffico possa ridurre il valore delle abitazioni del centro storico, incidendo sulle condizioni ambientali e sull’accessibilità della zona.

Alla stessa prospettiva associano il rischio di una maggiore competizione per i posti auto su strada. Secondo il Comitato, i residenti potrebbero così dover sostenere nuove spese per garage privati, acquisto di autorimesse o abbonamenti a parcheggi a pagamento.

La richiesta di un tavolo con la giunta

L’appello conclusivo è rivolto all’Amministrazione comunale: fermare il progetto contestato e aprire un tavolo con chi vive nel centro storico. Il Comitato chiede che le scelte sulla mobilità tengano conto delle condizioni di chi ha stabilito nella zona la propria abitazione o vi ha investito.

In assenza di un confronto, e qualora l’apertura venga realizzata, i promotori confermano l’intenzione di trasferire la vertenza sul piano giudiziario.

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