Rifiuti, 3,5 milioni per i centri di raccolta umbri comunali

Rifiuti, 3,5 milioni per i centri di raccolta umbri comunali

Contributi fino al 90% su nuovi impianti e aree da rinnovare

📌 FLASH NEWS – La Regione Umbria destina 3,5 milioni di euro ai centri di raccolta comunali. Approvati i criteri del bando: contributi fino al 90% per nuove strutture e ampliare o riqualificare quelle esistenti, per il recupero dei rifiuti.


La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato i criteri per un nuovo bando pubblico destinato alla realizzazione e al miglioramento dei centri di raccolta comunali e intercomunali. Il provvedimento, comunicato il 16 ottobre 2026, mette a disposizione 3,5 milioni di euro per rafforzare le infrastrutture dedicate alla gestione dei rifiuti e sostenere l’economia circolare.

La delibera è stata adottata su proposta dell’assessore regionale all’Ambiente e all’Energia, Thomas De Luca. L’intervento punta a favorire il recupero dei materiali attraverso una rete di strutture più efficiente, al servizio delle amministrazioni locali e dei cittadini.

Destinatari e copertura finanziaria

Potranno accedere ai finanziamenti i Comuni, le unioni di Comuni e i raggruppamenti di Comuni dell’Umbria. Il sostegno previsto consiste in un contributo a fondo perduto che potrà coprire fino al 90% del costo complessivo ammissibile.

Le risorse provengono dall’Azione 2.6.2 del Programma regionale del Fondo europeo di sviluppo regionale, Pr Fesr 2021-2027. La quota di cofinanziamento regionale sarà assicurata attraverso il Fondo di Sviluppo e Coesione.

L’atto approvato definisce i criteri per l’avvio della procedura pubblica, articolando la dotazione in due linee con finalità e massimali differenti.

Nuove strutture per i bacini più ampi

La prima linea dispone di 2,5 milioni di euro ed è dedicata alla costruzione di nuovi centri comunali o intercomunali a supporto della raccolta differenziata.

Gli interventi dovranno servire bacini con oltre 10.000 abitanti. Per ciascun progetto il contributo massimo concedibile sarà pari a 1,2 milioni di euro.

Un milione per gli impianti esistenti

La seconda linea assegna un milione di euro agli interventi sui centri già presenti, riferiti a bacini fino a 10.000 abitanti.

Saranno sostenuti ampliamenti, potenziamenti, completamenti e opere di rifunzionalizzazione delle aree. Il limite del contributo è fissato a 500.000 euro per intervento, nell’ambito delle condizioni di copertura previste dal provvedimento.

Qualità progettuale, energia e riuso

La valutazione terrà conto della qualità tecnica delle proposte. Tra gli elementi premianti figurano l’installazione di impianti fotovoltaici e l’integrazione con centri del riuso ed empori solidali dedicati alle eccedenze alimentari e ai beni usati. È prevista attenzione anche ai territori con percentuali inferiori di raccolta differenziata.

I centri consentono di intercettare e separare materiali diversi: rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, tessili, ingombranti e materiali da costruzione. Una selezione adeguata serve ad aumentare quantità e qualità delle frazioni recuperabili, favorendo la produzione di materie prime seconde.

Secondo Thomas De Luca, il potenziamento di queste infrastrutture deve accompagnare la transizione ecologica dei Comuni. L’assessore ne sottolinea il ruolo nella riduzione dei conferimenti in discarica e nella valorizzazione dei materiali che possono rientrare nel ciclo economico.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*