Braccialetto elettronico per un 48enne indagato per stalking
📌 FLASH NEWS – A Perugia un 48enne è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. È indagato per atti persecutori contro l’ex compagna: minacce, pedinamenti e danni alla sua auto. La Polizia esegue la misura cautelare.
Un uomo di 48 anni, nato nel 1978, è stato sottoposto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nell’ambito di un’indagine per atti persecutori nei confronti della ex compagna. Il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia di Stato di Perugia. A disporlo è stato il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia, su richiesta della Procura della Repubblica.
La vicenda è illustrata in un comunicato della Procura datato 7 ottobre 2026. Al centro degli accertamenti ci sono le condotte denunciate dalla donna, che avrebbe subito comportamenti intimidatori e aggressivi durante il rapporto e anche dopo la sua interruzione.
La denuncia e il danneggiamento dell’auto
Secondo il racconto fornito dalla ex compagna in sede di denuncia, il quarantottenne avrebbe compiuto pedinamenti, minacce e danneggiamenti, ricorrendo anche a modalità violente. La ricostruzione comprende diversi episodi nei quali l’uomo avrebbe rivolto intimidazioni alla donna.
Tra i fatti segnalati figura il danneggiamento della sua automobile. L’indagato avrebbe colpito il parabrezza con una bottiglia, provocando danni al vetro. Questo episodio si inserisce nel quadro delle condotte sulle quali sono stati svolti gli accertamenti investigativi.
Gli appostamenti dopo la separazione
La conclusione della relazione non avrebbe fermato i comportamenti contestati. L’uomo avrebbe mantenuto un atteggiamento aggressivo verso la ex compagna, continuando a minacciarla e appostandosi vicino al suo luogo di lavoro.
Nel mese di agosto i due si erano riavvicinati. In quel periodo la donna aveva accettato di trascorrere alcuni giorni fuori regione insieme al quarantottenne. Durante il soggiorno, però, si sarebbe verificato un nuovo episodio, seguito a un litigio.
L’uomo, che secondo quanto riportato si trovava in stato di ebbrezza, avrebbe preso l’automobile della donna per fare ritorno in Umbria. La ex compagna sarebbe così rimasta senza il proprio mezzo e avrebbe dovuto rientrare a casa il giorno successivo, utilizzando il treno.
Ansia, paura e cambiamento delle abitudini
Le circostanze riferite avrebbero provocato nella donna una condizione persistente di ansia e paura. Il timore legato alle condotte denunciate l’avrebbe inoltre portata a modificare le proprie abitudini di vita.
Sulla base degli elementi raccolti, il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza ed esigenze cautelari rispetto al reato contestato. Ha quindi accolto la richiesta della Procura, disponendo la misura domiciliare e il controllo attraverso il dispositivo elettronico.
Ricevuta l’ordinanza, gli agenti della Squadra Mobile di Perugia hanno rintracciato il quarantottenne. Dopo gli adempimenti previsti, l’uomo è stato sottoposto alla misura cautelare.

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