Truffa da 90mila euro, due indagati finiscono ai domiciliari

Truffa da 90mila euro, due indagati finiscono ai domiciliari

Finto maresciallo e due bonifici, indagini su altri complici

📌 FLASH NEWS – Truffa bancaria da circa 90mila euro: una donna viene indotta a eseguire due bonifici dopo un falso sms e la chiamata di un sedicente maresciallo. Due uomini ai domiciliari, indagini ancora in corso per altri complici ancora.


Una truffa bancaria da circa 90mila euro è stata ricostruita dai militari della Compagnia Carabinieri di Todi dopo la denuncia presentata da una donna, convinta con un articolato raggiro a trasferire i propri risparmi su conti riconducibili agli indagati. Le indagini hanno portato all’emissione di una misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di due uomini, domiciliati rispettivamente nelle province di Pescara e Torino. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma.

Tutto inizia con un falso messaggio della banca

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vittima avrebbe ricevuto un sms apparentemente proveniente dal proprio istituto bancario. Nel messaggio veniva segnalata una presunta operazione sospetta in criptovalute e indicato un numero telefonico da contattare rapidamente per impedirne l’esecuzione. La donna, ritenendo autentica la comunicazione, avrebbe quindi avviato il contatto telefonico indicato nel messaggio. Dopo una prima conversazione, sarebbe stata richiamata da un secondo interlocutore che si sarebbe presentato come maresciallo dei Carabinieri in servizio presso una Stazione della Capitale.

La telefonata del sedicente maresciallo

Il falso militare avrebbe convinto la donna che fosse necessario intervenire immediatamente per impedire un presunto prelievo abusivo dei suoi risparmi. Secondo l’ipotesi investigativa, alla vittima sarebbero state prospettate anche possibili conseguenze penali qualora non avesse collaborato, aumentando così la pressione psicologica e inducendola ad attenersi alle istruzioni ricevute. La donna sarebbe stata quindi portata a effettuare due bonifici istantanei verso conti correnti intestati agli indagati.

Vittima tenuta costantemente al telefono

Durante tutte le operazioni, gli interlocutori avrebbero mantenuto la donna al telefono. Una modalità che, secondo quanto emerso, avrebbe avuto lo scopo di impedirle di contattare familiari o verificare l’effettiva identità delle persone con cui stava parlando. Solo successivamente la vittima avrebbe compreso di essere stata raggirata e si sarebbe rivolta ai Carabinieri, facendo partire gli accertamenti. Il danno economico complessivo contestato ammonta a circa 90mila euro.

Le immagini degli sportelli Atm

L’attività investigativa ha compreso anche l’analisi dei movimenti bancari e dei filmati delle telecamere di videosorveglianza installate presso alcuni sportelli Atm. Gli accertamenti, svolti tra Campania e Abruzzo, avrebbero consentito di individuare i titolari dei conti sui quali erano confluite le somme trasferite dalla vittima. Secondo quanto ricostruito, i due sarebbero stati ripresi mentre effettuavano prelievi di contante già nella stessa giornata in cui era stata commessa la truffa. Gli elementi raccolti hanno quindi portato all’identificazione dei due uomini e alla successiva richiesta della misura cautelare.

Due uomini sottoposti agli arresti domiciliari

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti dei due indagati. L’autorità giudiziaria ha inoltre disposto il sequestro preventivo delle somme residue ancora presenti sui conti bancari utilizzati dagli indagati. I fondi recuperati, secondo quanto riferito, sono già stati restituiti alla vittima.

Le indagini proseguono sugli eventuali complici

L’attività investigativa della Compagnia Carabinieri di Todi non è conclusa. Gli accertamenti stanno proseguendo per verificare l’eventuale presenza di altri soggetti coinvolti nel meccanismo della truffa e ricostruire l’intera rete che avrebbe partecipato al raggiro. Gli investigatori dovranno quindi approfondire i diversi passaggi della vicenda, dalle comunicazioni telefoniche alla gestione dei conti utilizzati per ricevere il denaro, fino ai successivi prelievi. Per i due uomini destinatari della misura cautelare valgono le garanzie previste dall’ordinamento per le persone sottoposte a indagine, fino all’accertamento definitivo delle eventuali responsabilità.

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