Madre e compagna aggredite, disposta la custodia nel carcere
📌 FLASH NEWS – Alviano, arrestato dai Carabinieri uno straniero per maltrattamenti in famiglia. Secondo gli accertamenti avrebbe aggredito la madre e vessato anche la compagna. Il giudice dispone per l’uomo la custodia cautelare in carcere.
Un uomo straniero è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Montecchio nella notte tra il 14 e il 15 agosto ad Alviano. È ritenuto responsabile, nella flagranza, del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi. L’intervento dei militari è scattato dopo una richiesta di aiuto arrivata alla Centrale Operativa attraverso il Numero unico di emergenza 112.
A chiedere l’intervento è stata una donna straniera, madre dell’uomo, che ha riferito di essere stata aggredita dal figlio. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, l’uomo si trovava in palese stato di alterazione etilica e, prima dell’aggressione alla madre, avrebbe rivolto ingiurie anche alla propria compagna.
La situazione avrebbe indotto quest’ultima ad allontanarsi dall’abitazione insieme ai due figli minori. L’arrivo dei militari ha consentito di ricostruire quanto avvenuto all’interno della casa e di approfondire il contesto nel quale si era verificata la richiesta di intervento.
Gli accertamenti dei Carabinieri dopo la chiamata al 112
I Carabinieri della Stazione di Montecchio hanno raggiunto rapidamente l’abitazione indicata nella segnalazione. Una volta sul posto, hanno raccolto gli elementi necessari per definire il quadro della situazione e ricostruire quanto sarebbe accaduto nelle ore precedenti.
Dagli accertamenti svolti nell’immediatezza, secondo quanto riferito, sarebbe emerso che quanto avvenuto quella notte non rappresentava un episodio isolato. I militari avrebbero infatti rilevato un quadro più ampio, caratterizzato da vessazioni fisiche e psicologiche e da comportamenti prevaricatori.
Le condotte contestate avrebbero interessato sia la compagna dell’uomo sia sua madre. Proprio la ricostruzione complessiva degli episodi ha assunto un ruolo centrale nelle successive determinazioni adottate nei confronti dell’uomo.
La compagna, in particolare, secondo quanto ricostruito, era stata costretta a lasciare l’abitazione insieme ai due figli minori dopo essere stata ingiuriata. Successivamente sarebbe avvenuta l’aggressione ai danni della madre, dalla quale è partita la richiesta di intervento indirizzata al 112.
L’uomo trovato ancora all’interno dell’abitazione
Al momento dell’arrivo della pattuglia, l’uomo si trovava ancora all’interno della casa. Dopo aver ricostruito gli avvenimenti e valutato gli elementi raccolti sul posto, i Carabinieri lo hanno tratto in arresto nella flagranza del reato contestato.
Dell’accaduto è stato informato il pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Terni. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, l’arrestato è stato quindi trasferito nella Casa Circondariale di Terni.
L’uomo è rimasto in carcere in attesa della successiva richiesta di convalida dell’arresto davanti al giudice per le indagini preliminari. L’intervento iniziato con la telefonata alla Centrale Operativa si è così concluso con l’adozione della misura precautelare e il trasferimento nella struttura penitenziaria ternana.
La convalida dell’arresto e la decisione del giudice
Nella giornata di lunedì si è svolta l’udienza di convalida in carcere. Il giudice ha convalidato la misura precautelare adottata dai Carabinieri e ha quindi esaminato la richiesta avanzata dal pubblico ministero.
All’esito dell’udienza, sulla base dei gravi indizi di colpevolezza indicati nel procedimento e accogliendo la richiesta del pubblico ministero, il giudice ha applicato nei confronti dell’uomo la misura della custodia cautelare in carcere.
Il provvedimento cautelare rappresenta dunque lo sviluppo giudiziario dell’intervento effettuato nella notte tra il 14 e il 15 agosto dai militari della Stazione di Montecchio, intervenuti ad Alviano dopo la richiesta di aiuto della madre dell’arrestato.
Al centro degli accertamenti vi sono le condotte che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero state rivolte nel tempo contro le due donne appartenenti al nucleo familiare, in un contesto descritto come caratterizzato da vessazioni di natura fisica e psicologica.
Il procedimento resta nella fase del primo grado di giudizio
La vicenda giudiziaria non è conclusa. Il procedimento penale è infatti pendente nella fase del giudizio di primo grado e dovrà seguire il proprio iter davanti all’autorità giudiziaria competente.
La custodia cautelare disposta dal giudice non equivale a una dichiarazione definitiva di responsabilità. Le contestazioni formulate nei confronti dell’uomo dovranno essere valutate nel corso del procedimento, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento.
Resta quindi fermo il principio costituzionale della presunzione di innocenza: l’imputato non può essere considerato colpevole fino a quando non intervenga una sentenza definitiva di condanna.

Commenta per primo