Lametta contro un agente, dieci giorni di prognosi a Perugia
📌 FLASH NEWS – Aggressione nel carcere di Perugia Capanne: un detenuto ferisce al volto con una lametta un Assistente Capo Coordinatore della Polizia Penitenziaria. Prognosi di 10 giorni. La UIL-FP chiede interventi urgenti e più sicurezza.
Un Assistente Capo Coordinatore della Polizia Penitenziaria è rimasto ferito al volto durante un’aggressione avvenuta nella mattinata di martedì 18 agosto all’interno della Casa Circondariale di Perugia Capanne. Secondo quanto riferito dalla Segreteria regionale UIL-FP, l’agente sarebbe stato colpito da un detenuto italiano utilizzando una lametta.
Il poliziotto ha riportato una profonda ferita al volto ed è stato sottoposto alle cure necessarie. La prognosi indicata è di dieci giorni. Il sindacato segnala inoltre il rischio che la lesione possa lasciare un segno permanente.
A rendere noto l’episodio è stato Angelo Romagnoli, della Segreteria regionale UIL-FP, che ha espresso solidarietà e vicinanza all’agente coinvolto, formulando l’augurio di una pronta guarigione.
Secondo le informazioni diffuse dall’organizzazione sindacale, il detenuto indicato come responsabile dell’aggressione è di nazionalità italiana e ha il fine pena previsto nel 2039.
La denuncia sulle condizioni di lavoro
L’episodio riporta al centro dell’attenzione le condizioni nelle quali opera il personale della Polizia Penitenziaria nella Casa Circondariale di Perugia Capanne. La UIL-FP descrive una situazione particolarmente difficile e chiede interventi immediati per garantire maggiore sicurezza agli operatori.
Angelo Romagnoli sostiene che il personale sia sottoposto a una pressione crescente, determinata dalla carenza degli organici, dalla complessità del lavoro e dalla durata dei turni. Secondo quanto denunciato dal rappresentante sindacale, alcuni servizi arriverebbero anche a sedici ore.
«Siamo arrivati al limite», afferma Romagnoli, descrivendo poliziotti penitenziari sottoposti a un forte affaticamento sul piano fisico, mentale e psicologico. Il sindacato collega questa situazione alle difficoltà quotidiane incontrate dal personale chiamato a garantire la sicurezza all’interno dell’istituto penitenziario.
Chiesto un intervento dell’Amministrazione penitenziaria
La UIL-FP sollecita un intervento concreto e urgente da parte degli organismi competenti. La richiesta viene indirizzata al Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, al vertice del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministro della Giustizia.
Per l’organizzazione sindacale, quanto accaduto a Perugia Capanne rende necessario affrontare le condizioni operative del personale e individuare misure in grado di ridurre i rischi connessi allo svolgimento del servizio.
Romagnoli richiama in particolare la necessità di assicurare agli agenti tutela, sicurezza e condizioni di lavoro adeguate, sottolineando la gravità di un’aggressione che ha provocato una ferita al volto mentre il poliziotto stava svolgendo il proprio servizio.
Il caso viene quindi inserito dal sindacato in un quadro più generale di difficoltà che, secondo la UIL-FP, richiede risposte organizzative e operative da parte dell’Amministrazione penitenziaria.
Il nodo dei detenuti con problematiche psichiatriche
Nel documento diffuso dopo l’aggressione viene affrontato anche il tema della gestione dei detenuti con problematiche psichiatriche. La UIL-FP ritiene che situazioni di questo tipo non possano essere affrontate esclusivamente dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria.
Il sindacato sottolinea la necessità di disporre di competenze professionali specifiche, personale qualificato, strutture adeguate e protocolli destinati alla gestione delle persone che presentano queste problematiche.
La posizione espressa è che agli agenti non possano essere attribuite funzioni proprie degli operatori sanitari o di professionisti specializzati nella gestione delle patologie psichiatriche. La richiesta riguarda quindi un’organizzazione capace di tutelare sia il personale sia le persone detenute, attraverso strumenti e professionalità adeguati alle diverse situazioni.
La UIL-FP considera questo aspetto parte delle criticità che devono essere affrontate per migliorare le condizioni complessive all’interno dell’istituto penitenziario perugino.
Sicurezza del personale al centro delle richieste
L’aggressione avvenuta nella mattinata del 18 agosto rappresenta, secondo l’organizzazione sindacale, un nuovo elemento a sostegno della richiesta di interventi sulla sicurezza.
La ferita provocata dalla lametta, la prognosi di dieci giorni e il possibile esito permanente della lesione vengono indicati dalla UIL-FP come elementi che evidenziano la gravità dell’accaduto.
Il sindacato ribadisce che continuerà a sollecitare misure finalizzate a garantire condizioni di lavoro adeguate e maggiore protezione per gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria impegnati nella Casa Circondariale di Perugia Capanne.
Atteso il confronto sulle misure da adottare
Le richieste avanzate riguardano dunque diversi livelli dell’Amministrazione penitenziaria e arrivano dopo un episodio che ha determinato conseguenze fisiche dirette per un Assistente Capo Coordinatore.
Al centro della posizione sindacale restano la carenza di personale denunciata, i turni prolungati, la gestione delle situazioni più complesse all’interno dell’istituto e la necessità di predisporre strumenti adeguati per la tutela degli operatori.
La UIL-FP chiede che la sicurezza torni a essere una priorità e che vengano individuate soluzioni concrete per evitare che il personale sia esposto a condizioni considerate non più sostenibili. Al poliziotto rimasto ferito nell’aggressione è stata infine rinnovata la solidarietà dell’organizzazione sindacale, insieme all’augurio di una rapida guarigione.

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