Il SAPPE chiede interventi urgenti sulla sicurezza del carcere
📌 FLASH NEWS – Tensione nel carcere di Perugia-Capanne: due detenuti avrebbero forzato le sbarre delle celle e devastato il reparto isolamento. La Polizia Penitenziaria li ha bloccati. Il SAPPE chiede interventi immediati sulla sicurezza interna.
Serata di tensione nel carcere di Perugia-Capanne
Momenti di forte tensione nella Casa Circondariale di Perugia-Capanne, dove due detenuti avrebbero forzato le sbarre delle rispettive celle riuscendo a raggiungere gli spazi del reparto isolamento e a danneggiarli. L’episodio, secondo quanto denunciato dal SAPPE, Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, si è verificato nella serata di mercoledì 19 agosto, intorno alle ore 21.
La situazione è stata riportata sotto controllo grazie all’intervento degli agenti della Polizia Penitenziaria presenti nell’istituto, ai quali si è aggiunto altro personale arrivato dall’esterno.
Secondo la ricostruzione fornita dal sindacato, i due detenuti erano entrambi ristretti nel reparto isolamento. Dopo essere riusciti a uscire dalle rispettive camere detentive, avrebbero provocato una serie di danneggiamenti all’interno della sezione.
I due detenuti erano ristretti nel reparto isolamento
Uno dei protagonisti dell’episodio, riferisce il SAPPE, è un detenuto di nazionalità albanese sottoposto al regime di sorveglianza particolare previsto dall’articolo 14-bis dell’Ordinamento penitenziario.
L’uomo sarebbe arrivato nel carcere di Perugia-Capanne da meno di un mese dopo essere stato trasferito da Ancona. Il secondo detenuto, di origine siciliana, si trovava invece in isolamento dopo avere scontato una sanzione disciplinare.
Secondo quanto riferito dal sindacato, i due avrebbero avuto l’intenzione di raggiungere un altro detenuto per precedenti contrasti. Il loro percorso sarebbe stato però interrotto dallo sbarramento della sezione, impedendo così che riuscissero a raggiungere l’altro ristretto.
L’intervento della Polizia Penitenziaria
A quel punto è risultato determinante l’intervento degli agenti della Polizia Penitenziaria in servizio. Il personale presente è stato supportato da altri operatori accorsi dall’esterno e i due detenuti sono stati bloccati. La situazione è stata quindi ricondotta sotto controllo senza che, nella ricostruzione diffusa dal SAPPE, vengano indicati ulteriori sviluppi legati al tentativo dei due di raggiungere l’altro detenuto.
L’episodio viene tuttavia considerato dal sindacato particolarmente grave per le modalità con cui i due sarebbero riusciti a lasciare contemporaneamente le rispettive celle.
È proprio sulla tenuta del sistema di sicurezza interno che si concentra la denuncia del segretario generale del SAPPE Donato Capece.
Capece: una falla gravissima nel sistema di sicurezza
«Due detenuti che, in piena serata, riescono a forzare le sbarre delle rispettive celle, uscire nel reparto isolamento e devastarlo non possono essere derubricati a semplice episodio di disordine», sostiene il SAPPE.
Per Capece quanto accaduto rappresenterebbe il segnale di una situazione che richiede interventi sul piano della sicurezza e dell’organizzazione dell’istituto.
Il segretario generale sottolinea soprattutto il ruolo svolto ancora una volta dalla Polizia Penitenziaria, che sarebbe riuscita a impedire un’ulteriore degenerazione dell’episodio.
«Non possiamo continuare a chiedere agli agenti di supplire con professionalità, coraggio e senso del dovere alle carenze strutturali e organizzative dell’Amministrazione», afferma Capece.
Secondo il sindacato, la possibilità che le sbarre possano essere forzate e che due detenuti riescano a uscire contemporaneamente dalle celle rappresenterebbe una criticità particolarmente seria per il sistema di sicurezza.
Il SAPPE richiama le precedenti criticità
Nella sua denuncia, Donato Capece collega quanto avvenuto mercoledì sera ad altre problematiche che il sindacato sostiene di avere già segnalato nel carcere perugino.
Il segretario generale ricorda in particolare quanto accaduto lo scorso 2 giugno, quando un detenuto si è tolto la vita all’interno dell’istituto. In quella circostanza il SAPPE aveva denunciato una situazione nella quale, secondo il sindacato, un solo agente sarebbe stato incaricato di controllare due sezioni aperte.
Capece richiama quindi le problematiche legate al sovraffollamento, alla consistenza dell’organico, alle condizioni strutturali e alla gestione di detenuti ritenuti particolarmente difficili.
Per il sindacato, il nuovo episodio rende necessario affrontare nuovamente il tema delle condizioni operative nelle quali il personale della Polizia Penitenziaria svolge quotidianamente il proprio servizio.
La richiesta di rivedere la catena di comando
La posizione espressa dal SAPPE non riguarda soltanto gli aspetti strutturali e la consistenza del personale. Il sindacato torna infatti a chiedere un cambiamento ai vertici dell’istituto penitenziario di Perugia-Capanne.
«Da mesi chiediamo l’avvicendamento dei vertici dell’istituto», afferma Capece, secondo il quale quanto accaduto renderebbe ancora più urgente una valutazione delle responsabilità organizzative e gestionali.
Il segretario generale sostiene che, quando le criticità assumono un carattere sistemico e il personale non si sente adeguatamente sostenuto, non sarebbe sufficiente intervenire soltanto sulla singola emergenza.
Per il SAPPE sarebbe necessario agire sulle cause che determinano le situazioni critiche, procedendo anche, qualora ritenuto necessario, all’azzeramento e alla ricostruzione della catena di comando dell’istituto.
Chiesto l’intervento del Dipartimento e del ministro
Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria rivolge quindi una richiesta diretta al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Ministro della Giustizia.
Il SAPPE sollecita una verifica straordinaria della situazione nel carcere di Perugia-Capanne, chiedendo che vengano analizzate le condizioni di sicurezza e l’organizzazione interna dell’istituto.
Tra gli interventi indicati dal sindacato figurano il ripristino delle condizioni considerate necessarie per la sicurezza, il potenziamento dell’organico della Polizia Penitenziaria e una verifica della gestione della struttura.
Capece chiede che la risposta non si limiti a riunioni o impegni futuri, ma determini interventi concreti sulle problematiche denunciate.
Il sindacato chiede un cambio di passo
«La Polizia Penitenziaria non può essere considerata l’ultima barriera di un sistema che presenta falle a tutti i livelli», sostiene il segretario generale del SAPPE.
Il sindacato ritiene quindi necessario un cambio di passo nella gestione delle criticità di Capanne, collegando la richiesta sia alla tutela degli agenti sia alla sicurezza complessiva dell’istituto penitenziario.
L’episodio di mercoledì sera si è concluso con il blocco dei due detenuti e il ritorno della situazione sotto controllo grazie all’intervento del personale.
Resta però la denuncia avanzata dal SAPPE sulle modalità con cui i due ristretti sarebbero riusciti a forzare le sbarre e ad abbandonare le rispettive celle nel reparto isolamento.
È su questi elementi che il sindacato chiede ora una verifica straordinaria da parte dell’Amministrazione Penitenziaria e un intervento del Ministero della Giustizia, insieme al rafforzamento dell’organico e a provvedimenti strutturali per la sicurezza della Casa Circondariale di Perugia-Capanne.

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