Ospedale, meno sospesi e accessi più rapidi alle prestazioni
🏥 Liste d’attesa in calo all’Ospedale di Perugia: 335.216 prestazioni nel primo semestre 2026. Le sospese scendono da 2.084 a 590 e a giugno sale al 72,19% la quota di prenotazioni garantite nei tempi previsti dal CUP.!!
Oltre 335mila prestazioni nei primi sei mesi del 2026
Prosegue il programma dell’Azienda Ospedaliera di Perugia dedicato alla riduzione delle liste di attesa e al miglioramento dell’accesso dei cittadini a visite specialistiche ed esami diagnostici. I dati relativi al primo semestre del 2026 mostrano un aumento delle prestazioni erogate e una consistente diminuzione delle prenotazioni rimaste sospese nei Percorsi di Tutela.
Tra gennaio e giugno sono state effettuate complessivamente 335.216 prestazioni specialistiche ambulatoriali, senza considerare le attività di laboratorio. Nel solo mese di giugno è stato registrato un incremento di circa il 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
L’attività si inserisce nel percorso di rafforzamento avviato dall’Azienda Ospedaliera per intervenire sulle attese e rendere più efficiente l’organizzazione delle prestazioni. Il lavoro riguarda sia l’aumento dell’offerta sia la gestione delle prenotazioni, con un controllo costante delle disponibilità e delle richieste provenienti dai cittadini.
Recuperate 4.341 prestazioni nei Percorsi di Tutela
Una parte dell’attività del semestre è stata concentrata sulle prenotazioni sospese. Da gennaio a giugno 2026 sono state erogate 4.341 prestazioni ambulatoriali finalizzate al recupero delle richieste inserite nei Percorsi di Tutela di competenza della USL Umbria 1.
La gestione di queste prestazioni viene condotta attraverso una collaborazione continuativa con il responsabile unico ambulatoriale (RUA) della USL Umbria 1, in particolare per quanto riguarda le richieste classificate con priorità U.
L’obiettivo è utilizzare in maniera tempestiva le disponibilità presenti nelle agende e garantire l’accesso alle prestazioni secondo le priorità indicate. L’organizzazione prevede quindi un monitoraggio delle richieste e un coordinamento tra le strutture coinvolte, con particolare attenzione alle situazioni che richiedono tempi di risposta più rapidi.
Tac, ecografie e risonanze nei programmi aggiuntivi
Il piano aziendale comprende anche prestazioni orarie aggiuntive effettuate durante i primi sei mesi dell’anno per contribuire al recupero delle liste di attesa.
Tra le attività sviluppate rientrano i follow-up nell’area oncoematologica, compreso il percorso dedicato ai pazienti con patologia del melanoma. Sono inoltre interessati i controlli rivolti ai pazienti affetti da patologie infiammatorie neurodegenerative.
Nel semestre sono state effettuate 1.143 Tac total body, insieme a 441 ecografie addominali e delle stazioni linfonodali. A queste si aggiungono 459 risonanze magnetiche di competenza neuroradiologica.
Si tratta di prestazioni inserite nei progetti aziendali specificamente destinati al recupero delle attese, con un incremento dell’attività rispetto alla programmazione ordinaria.
Prestazioni sospese scese da 2.084 a 590
Uno dei dati principali riguarda la diminuzione delle prestazioni ancora sospese all’interno dei Percorsi di Tutela. Nell’agosto 2025 ne risultavano 2.084, mentre nel giugno 2026 il numero è sceso a 590.
La riduzione è il risultato del lavoro condotto negli ultimi mesi dall’Azienda Ospedaliera di Perugia per recuperare progressivamente le richieste accumulate.
Le prestazioni che risultano ancora da effettuare riguardano prevalentemente esami di diagnostica strumentale pesante non prioritari. Queste richieste vengono sottoposte a un monitoraggio quotidiano, accompagnato da contatti telefonici con i pazienti e con gli specialisti che hanno effettuato le prescrizioni.
Il sistema punta a verificare le singole situazioni e a consentire una gestione tempestiva delle prestazioni, individuando per ciascun caso i tempi effettivamente adeguati.
Priorità U e B gestite nei tempi previsti
Nel gruppo delle 590 prestazioni ancora sospese non sono comprese quelle prescritte con classi di priorità U e B, che vengono erogate secondo le tempistiche stabilite.
Per queste richieste viene svolto un controllo costante delle prenotazioni e delle disponibilità presenti nelle agende CUP. L’attività permette anche di utilizzare rapidamente gli appuntamenti che tornano disponibili quando un paziente rinuncia alla prestazione oppure una prenotazione viene cancellata.
La verifica continua delle agende consente quindi di recuperare spazi che altrimenti potrebbero restare inutilizzati e di destinarli alle richieste compatibili con la disponibilità appena emersa.
Il sistema organizzativo adottato punta a rendere più efficace l’impiego degli appuntamenti disponibili, con particolare attenzione alle prestazioni per le quali sono stabiliti tempi precisi sulla base della classe di priorità assegnata.
Liste d’attesa A giugno cresce la quota delle prenotazioni nei tempi
Il miglioramento emerge anche dai dati relativi alla possibilità di prenotare le prestazioni rispettando le tempistiche previste. Nel mese di giugno 2026 la percentuale è arrivata al 72,19%, rispetto al 61,93% registrato nel mese precedente.
La crescita è quindi di quasi 11 punti percentuali nell’arco di un mese. Il dato rappresenta uno degli indicatori utilizzati per valutare l’andamento delle misure adottate sul fronte delle liste di attesa.
L’intervento non riguarda soltanto l’incremento quantitativo delle prestazioni. L’Azienda Ospedaliera di Perugia sta lavorando contemporaneamente sulla gestione delle agende, sulle disponibilità generate dalle cancellazioni e sul controllo delle richieste, con l’obiettivo di utilizzare gli spazi disponibili in relazione alle priorità assegnate ai pazienti.
Liste d’attesa Telemedicina e televisite nella strategia aziendale
Parallelamente al recupero delle prestazioni sospese prosegue lo sviluppo della telemedicina. L’Azienda Ospedaliera di Perugia mette a disposizione la possibilità di effettuare televisite attraverso una piattaforma online già attiva.
Il ricorso agli strumenti digitali rappresenta uno degli elementi del programma complessivo adottato dall’Azienda, insieme alla gestione delle agende CUP, alle attività di richiamo dei pazienti e al monitoraggio delle prestazioni.
Un altro fronte riguarda l’appropriatezza prescrittiva, con l’obiettivo di verificare che visite ed esami richiesti siano coerenti con le necessità cliniche dei pazienti e di favorire un impiego efficiente delle risorse disponibili.
Su questo tema opera un gruppo di lavoro multidisciplinare coordinato dalla Direzione sanitaria dell’Azienda Ospedaliera di Perugia.
Liste d’attesa Specialisti e medici di famiglia nel gruppo di lavoro
Il gruppo dedicato all’appropriatezza delle prescrizioni coinvolge specialisti ambulatoriali, specialisti ospedalieri e medici di medicina generale. Il lavoro punta a rafforzare la collaborazione tra i diversi professionisti sanitari e a definire criteri condivisi e aggiornati scientificamente per prescrivere visite specialistiche ed esami diagnostici.
Il principio indicato dall’Azienda è assicurare “la cura giusta, al paziente giusto, nel momento giusto”, intervenendo quindi non soltanto sulla quantità delle prestazioni disponibili, ma anche sulla loro corretta utilizzazione rispetto alle esigenze cliniche.
L’appropriatezza delle prescrizioni entra così nel percorso dedicato alla gestione delle liste di attesa, affiancando il recupero delle prestazioni sospese, l’attività aggiuntiva e il controllo delle agende.
Liste d’attesa Antonio D’Urso: risultati legati alla riorganizzazione
Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, Antonio D’Urso, ha collegato i risultati raggiunti nei primi sei mesi del 2026 al percorso organizzativo sviluppato dall’ospedale per migliorare l’accessibilità delle prestazioni sanitarie.
“I risultati conseguiti nel primo semestre del 2026 testimoniano l’efficacia del percorso intrapreso per migliorare l’accesso dei cittadini alle prestazioni sanitarie”, ha sottolineato Antonio D’Urso.
Secondo il direttore generale, l’aumento delle prestazioni, la progressiva riduzione delle attese e il miglioramento dei tempi di accesso derivano da una riorganizzazione dei processi assistenziali affiancata da più interventi operativi.
Tra questi figurano la revisione delle agende CUP, il rafforzamento delle attività di recall, l’impiego della telemedicina e il controllo continuativo degli indicatori utilizzati per misurare le performance.
Liste d’attesa Monitoraggio continuo sull’accesso alle prestazioni
Il percorso prosegue quindi attraverso più livelli di intervento. Da una parte viene aumentato il numero delle prestazioni, anche attraverso attività aggiuntive dedicate a specifiche aree cliniche. Dall’altra viene affrontato il recupero delle richieste sospese, che in meno di un anno sono passate da oltre duemila a meno di seicento.
Il monitoraggio interessa inoltre le agende CUP e gli appuntamenti che diventano nuovamente disponibili per rinunce o cancellazioni. Questo consente di verificare quotidianamente gli spazi utilizzabili e assegnarli alle richieste compatibili con le disponibilità.
A queste attività si affiancano telemedicina e appropriatezza prescrittiva, con il coinvolgimento di diverse professionalità sanitarie.
Per Antonio D’Urso si tratta di “un lavoro continuo che punta a garantire risposte sempre più tempestive, efficaci e appropriate ai bisogni di salute della popolazione”. I dati del primo semestre 2026 indicano, in particolare, l’aumento delle prestazioni complessivamente erogate, la riduzione delle richieste sospese e la crescita della percentuale di prenotazioni disponibili entro i tempi stabiliti.

Commenta per primo