Consegnato il riconoscimento “Andrea Maria Frassanito” agli studenti dell’Istituto Jole Orsini
Si è chiusa ufficialmente la decima edizione di Ciclopica Giganti in collina, il festival culturale che per giorni ha animato il borgo umbro con eventi, incontri e spettacoli. Il chiostro di Sant’Agostino ha ospitato l’atto conclusivo della manifestazione, che si è svolto fino alle 21,15 di oggi.
La giornata finale ha visto la cerimonia di premiazione del Premio Creativo “Andrea Maria Frassanito”, riconoscimento giunto quest’anno alla sua decima assegnazione. Gli studenti del biennio dell’ITE e dell’ITT dell’Istituto “Jole Orsini” di Amelia sono stati insigniti del premio per l’opera dal titolo “L’incantesimo del possibile, un viaggio tra pagine e realtà”.
David Passeri, rappresentante dell’associazione Amelia Ciclopica, ha ripercorso le origini del riconoscimento. L’idea del premio letterario nacque contestualmente alla creazione del festival, con l’obiettivo di coinvolgere gli studenti nel pensiero della manifestazione. La scelta di intitolarlo alla memoria di Andrea Maria Frassanito, amico dell’associazione, è stata immediata.
Il premio ha registrato una crescita costante negli anni, parallelamente allo sviluppo del festival. Le adesioni sono aumentate progressivamente, con elaborati e creazioni pervenuti da diversi istituti scolastici. Le scuole coinvolte non si sono limitate al territorio amelia no, ma hanno incluso anche istituti di Orvieto e Terni. L’associazione ha dichiarato l’intenzione di rafforzare annualmente il rapporto con le istituzioni scolastiche, considerando fondamentale l’apertura del festival agli studenti.
Per celebrare il decennale della manifestazione, ha preso parte alla premiazione Sarah Bistocchi, Presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria. La presidente ha aperto il suo intervento con un ringraziamento all’associazione Amelia Ciclopica per aver ideato e organizzato una manifestazione che richiama esplicitamente il territorio di appartenenza. Ha sottolineato come il nome stesso del festival evochi le colline di Amelia e le sue celebri mura ciclopiche, ma anche i “giganti” dell’arte, della letteratura, della filosofia e della cultura.
Bistocchi ha definito la manifestazione interprete di un patrimonio culturale diffuso che caratterizza l’Umbria. La cultura, ha affermato, non è mai verticale ma sempre orizzontale, estendendosi fino alle mura ciclopiche e alle colline di Amelia. La presidente ha evidenziato positivamente l’ispirazione del festival tratta dalla celebre citazione freudiana “Le parole in origine erano incantesimi”, sottolineando l’influenza del linguaggio sulla realtà.
Secondo Bistocchi, le parole possiedono un potere che può rivelarsi costruttivo o distruttivo. In un mondo che tende all’autodistruzione, ha osservato, il compito della cultura è quello di edificare ponti anziché muri. Strumenti privilegiati per questa opera di costruzione rimangono i libri, la letteratura, l’arte e la cultura in senso ampio.
La presidente ha ringraziato insegnanti e studenti per l’impegno profuso nella realizzazione dei progetti, riconoscendo la diversità dei tempi, dei ritmi e delle abilità individuali. Ha citato le parole del direttore artistico Giacomo Petrarca, definendo Ciclopica un festival del luogo ma non localistico, del territorio ma non territoriale. Bistocchi ha concluso rivolgendosi all’Umbria come regione composta da città di provincia ma nessuna provinciale.
La serata conclusiva si è spostata nel chiostro di Sant’Agostino per il reading di Domenico Ingenito dal titolo “Il segno più ineffabile. La magia della parola persiana”. L’incontro ha proposto un viaggio attraverso la letteratura persiana, esplorando la parola come soglia tra visibile e invisibile. Il reading ha spaziato dal poema del XII-XIII secolo “Il Verbo degli uccelli” di Farid al-Din ‘Attar all’albero parlante di Iskandar, Alessandro Magno, presente nel poema medievale “Il Libro dei Re” di Firdusi. L’evento ha attraversato la mistica medievale fino ad approdare alle atmosfere della narrativa gotica contemporanea, offrendo un suggestivo epilogo all’edizione 2026 del festival.

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