Villa Olivi apre al pubblico e svela il suo patrimonio storico

Villa Olivi apre al pubblico e svela il suo patrimonio storico
foto: Rita Paltracca

Un gioiello riemerge nel cuore di Perugia tra storia e natura

di RitaPaltracca

Perugia, 21-03-2026 – Buona la prima! Villa Olivi apre le porte per la prima volta al pubblico, riscuotendo subito un successo straordinario grazie alle Giornate FAI di Primavera di oggi 21 e di domani 22 marzo 2026. Le aperture straordinarie sono rese possibili grazie al FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, che tutela il patrimonio culturale e paesaggistico prendendosi cura dei beni, proteggendoli e restituendoli alla comunità perché possano essere vissuti e condivisi.

Una sinergia resa fattiva grazie in primis ai volontari FAI, al supporto della Protezione Civile del Comune di Perugia e ai preziosi ragazzi e ragazze, le giovani guide gli “Apprendisti Ciceroni”, del Liceo Scientifico “G. Alessi” e del Liceo “B. di Betto”. I ragazzi accompagnano con naturalezza i gruppi di (circa quindici persone ciascuno), tra gli spazi della villa e del giardino, offrendo spiegazioni puntuali e dettagliate e mostrando una padronanza nei contenuti.

Villa Olivi, è uno dei tanti luoghi sconosciuti di Perugia, già nota come Villino Sant’Anna è situata a pochi minuti dal centro storico nel quartiere del Villaggio Santa Livia, proprio sotto il profilo del campanile dell’abbazia di San Pietro. L’edificio e il giardino storico creano una cornice naturale. La residenza è immersa in un giardino all’italiana che conserva ancora oggi l’impianto originario, con alberi secolari e specie ornamentali di grande pregio con un imponente cedro del Libano, affiancato da un tasso altrettanto antico, palme e una rara sofora japonica pendula. La vegetazione, rimasta pressoché intatta nel corso tempo, restituisce l’atmosfera delle dimore di villeggiatura ottocentesche, pensate come rifugi eleganti e silenziosi.

La storia della villa nacque con l’ascesa di Ferdinando Cesaroni (Jesi, 23 aprile 1836 – Perugia, 8 luglio 1912), imprenditore marchigiano che, partito come giardiniere, costruì una fortuna tra attività ferroviarie, agricoltura e finanza. Cesaroni divenne uno dei personaggi più influenti dell’Umbria post-unitaria, accumulando proprietà tra Perugia e il Lago Trasimeno all’Isola Polvese. La villa sorge in un’area un tempo nota come vocabolo Porticella di Santa Maria di Colle, nei pressi del quartiere di San Pietro, venne trasformata da casa colonica a raffinato villino liberty, arricchendolo con decorazioni pittoriche e un impianto architettonico che rifletteva il gusto e l’ambizione della borghesia emergente.

Gli interni conservano arredi d’epoca, pavimento originale e soffitti affrescati con motivi floreali e cromie delicate, attribuiti a maestranze attive anche nel cantiere di Palazzo Cesaroni in Piazza Italia. La facciata principale presenta trompe-l’oeil, figure allegoriche, la data 1881 e un ciclo dedicato alle Quattro Stagioni con il monogramma “FC”  ripetuto come firma simbolica del proprietario.
All’esterno, accanto al villino, si trova un piccolo casinetto e una rimessa per agrumi, elementi tipici delle residenze signorili dell’epoca. Dal 2000 la villa è tutelata dal Ministero dei Beni Culturali ed è parte dell’Associazione Dimore Storiche Italiane.

Oggi, una parte distaccata della villa rimane privata, mentre l’edificio principale completamente restaurato è pronto ad ospitare turisti nel suoi due appartamenti calati nell’atmosfera del tempo.

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