Voto compatto in consiglio comunale a Perugia
Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno per il contrasto al body shaming e all’istigazione a pratiche discriminatorie nel linguaggio politico e istituzionale. Il provvedimento, presentato dalla consigliera del Partito Democratico Francesca Pasquino, ha ottenuto il sostegno compatto di maggioranza e opposizione, segnando una convergenza trasversale su un tema ritenuto centrale per la qualità del dibattito pubblico.
La proposta, già condivisa in sede di commissione e fatta propria dall’intero organismo consiliare, introduce l’impegno formale a integrare nel Regolamento comunale norme e linee guida specifiche. L’obiettivo è prevenire e contrastare ogni forma di denigrazione fondata su caratteristiche fisiche, aspetto corporeo o identità personale, soprattutto quando tali espressioni provengono da rappresentanti istituzionali.
Linguaggio istituzionale e responsabilità pubblica
Il documento ribadisce con forza che chi ricopre incarichi pubblici ha una responsabilità maggiore nell’uso delle parole. Il linguaggio istituzionale abbraccia il rispetto e il contrasto al bodyshaming come principio cardine dell’azione amministrativa. Le parole, è stato evidenziato durante il dibattito, possono contribuire a costruire coesione oppure alimentare esclusione.
Nel corso della seduta è stato sottolineato il rischio che discorsi d’odio pronunciati o legittimati in ambito politico possano trasformarsi in orientamenti e prassi. Da qui la necessità di fissare criteri chiari, capaci di prevenire derive discriminatorie e di promuovere una cultura amministrativa inclusiva. L’ordine del giorno impegna l’amministrazione ad adottare strumenti di sensibilizzazione e formazione rivolti sia agli eletti sia al personale dell’ente.
Linee guida e sensibilizzazione
Il testo prevede l’elaborazione di indirizzi operativi per garantire che comunicazioni ufficiali, interventi pubblici e atti istituzionali rispettino principi di dignità e non discriminazione. Il contrasto non riguarda soltanto episodi espliciti, ma anche forme indirette o allusive di svalutazione basate sull’aspetto fisico.
Tra gli impegni assunti figura la promozione di iniziative in occasione della Giornata nazionale contro il body shaming, prevista il 16 maggio. L’amministrazione sarà chiamata a sostenere momenti di confronto e campagne informative per rafforzare la consapevolezza collettiva sul fenomeno, con particolare attenzione ai giovani e ai contesti educativi.
Un voto trasversale
Il passaggio in aula ha confermato un orientamento già emerso in commissione. L’intero consiglio ha riconosciuto la necessità di alzare il livello di tutela del dibattito pubblico. La convergenza tra schieramenti è stata letta come un segnale di maturità istituzionale. Il contrasto alle pratiche discriminatorie è stato definito un terreno comune, sottratto alla contrapposizione politica.
Nel corso dell’illustrazione del provvedimento è stato evidenziato che la diffusione di messaggi offensivi o svalutanti, soprattutto se provenienti da figure pubbliche, può produrre effetti concreti nella società, normalizzando atteggiamenti di esclusione. Da qui l’esigenza di una presa di posizione chiara e formale.
Un impegno regolamentare
L’inserimento di specifiche disposizioni nel Regolamento comunale rappresenta il passaggio operativo più rilevante. Non una dichiarazione di principio, ma un atto destinato a incidere sulle modalità di esercizio del mandato pubblico. Il consiglio ha scelto di tradurre in norme un orientamento etico già condiviso.
Il linguaggio istituzionale abbraccia il rispetto e il contrasto al bodyshaming come fondamento della convivenza civile. Con il voto unanime, l’assemblea cittadina ha indicato una linea chiara: nessuna tolleranza verso espressioni che colpiscano la dignità personale. L’atto approvato rafforza il ruolo delle istituzioni come presidio di inclusione e garanzia per tutti i cittadini.

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