Fondazione Perugia lancia il piano per il Terzo settore

Fondazione Perugia lancia il piano per il Terzo settore

Nuovi modelli di sviluppo civile per la comunità di Perugia

PERUGIA, 23-02-2026 – Si è aperto oggi un nuovo capitolo per l’economia civile del territorio. Nella cornice della Sala delle Colonne di Palazzo Graziani, Fondazione Perugia ha riunito i principali attori del sistema produttivo e associativo per tracciare le linee guida della progettazione a impatto territoriale. Al centro del dibattito, la presentazione ufficiale di “InvestiAMOsociale”, un concorso che non si limita a erogare risorse, ma punta a trasformare radicalmente il modo in cui il Terzo settore interagisce con il mercato e le amministrazioni locali. L’iniziativa nasce da una coalizione strategica che vede schierati, insieme alla Fondazione, partner del calibro di AICCON, Human Foundation, UniCredit e Fondazione Italiana Accenture, oltre alle principali centrali cooperative regionali, come riferisce il comunicato di Francesca Duranti, Fondazione Perugia.

Franco Moriconi, Vice Presidente di Fondazione Perugia, ha chiarito che l’impegno verso il benessere collettivo rappresenta il pilastro fondamentale del Documento Programmatico Triennale dell’ente. La strategia non mira a finanziare interventi isolati o temporanei, ma punta a irrobustire le fondamenta stesse della comunità. Rafforzare il capitale umano e promuovere l’inclusione significa, secondo Moriconi, genera un valore che sia strutturale e capace di resistere alle sfide del tempo, creando un ecosistema dove la fragilità non è un limite ma un punto di partenza per nuovi modelli di cooperazione.

La giornata di lavori ha evidenziato come l’innovazione sociale debba poggiare su basi scientifiche e metodologie certificate. Paolo Venturi, esponente di AICCON, ha descritto l’economia sociale come il vero motore della metamorfosi dei territori. Progettare oggi significa saper leggere i bisogni e tradurli in cambiamenti tangibili. Filippo Montesi di Human Foundation ha posto l’accento sulla necessità di una misurazione dell’impatto che vada oltre il dato numerico superficiale. Valutare significa esercitare una responsabilità verso la collettività, utilizzando le evidenze per affinare i servizi e garantire che ogni azione risponda in modo efficace ed efficiente alle reali necessità dei cittadini, evitando sprechi e massimizzando il ritorno sociale.

Un’idea, per quanto nobile, necessita di una struttura finanziaria solida per sopravvivere e crescere. In questo senso, UniCredit e ManagerNoProfit hanno fornito coordinate precise sulla fattibilità tecnica dei progetti di imprenditoria sociale. Livio Stellati ha sottolineato come la banca intenda agire non solo come finanziatore, ma come consulente strategico per le realtà locali, convinto che il benessere di Perugia passi necessariamente attraverso la salute del suo tessuto sociale. Fondazione Italiana Accenture ha poi aggiunto il tassello della tecnologia: gli strumenti digitali sono oggi i veri fattori abilitanti che permettono a un progetto nato in una piccola comunità di diventare scalabile, replicabile e dunque capace di generare una trasformazione su larga scala.

Il successo di “InvestiAMOsociale” dipende in larga misura dalla capacità di fare rete. Gli interventi di Confcooperative Umbria, Legacoop Umbria e Cesvol Umbria hanno ribadito quanto sia vitale il supporto logistico e formativo per le organizzazioni che intendono candidarsi. Le organizzazioni di rappresentanza fungono da ponte tra l’astrazione dei bandi e la concretezza delle sfide quotidiane vissute dalle cooperative. In un momento di grande complessità, il concorso rappresenta una palestra per le competenze e un’opportunità irripetibile per trasformare l’intuizione sociale in una realtà imprenditoriale sostenibile, portando linfa vitale all’economia della regione e garantendo standard qualitativi sempre più elevati nell’offerta di welfare.

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