Ospedale Terni, scontro aperto sulla nuova realizzazione

Terni: Bandecchi replica a Barcaioli – provocatore seriale

Tensione politica crescente attorno al progetto sanitario di Terni

 

Il confronto tra Comune di Terni e Regione Umbria sulla costruzione del nuovo Ospedale Terni si è trasformato in un braccio di ferro politico e istituzionale che, nelle ultime ore, ha assunto toni sempre più duri. Il sindaco Stefano Bandecchi e il vicesindaco Riccardo Corridore hanno guidato una nuova mobilitazione a Perugia, denunciando ritardi, scelte poco trasparenti e un quadro economico che, a loro giudizio, rischia di compromettere il futuro sanitario dell’intero territorio ternano.

Bandecchi: “Ritardi, costi incerti e cittadini presi in giro”

Il sindaco Bandecchi ha contestato apertamente la tempistica annunciata dalla Regione, secondo cui servirebbero altri undici mesi solo per individuare l’area in cui sorgerà il nuovo ospedale. Una prospettiva giudicata inaccettabile, soprattutto perché – sostiene – il Comune avrebbe già chiaro quali siano i siti realmente utilizzabili.

Il primo cittadino ha poi puntato il dito sui costi stimati: 780 milioni di euro, cifra che, secondo i suoi calcoli, potrebbe lievitare fino a 1,7 miliardi. Una sproporzione che contrasta con i soli 19 milioni derivanti dall’articolo 20, spesso citato nel dibattito pubblico ma ritenuto irrilevante per un’opera di tale portata.

Bandecchi ha ricordato anche il precedente project financing, che avrebbe permesso – a suo dire – di ottenere un nuovo ospedale in un anno, con un costo complessivo tra i 220 e i 272 milioni. Un’offerta privata ritenuta onerosa per gli interessi, ma comunque molto distante dalle cifre oggi in discussione.

 

Struttura attuale in deroga e investimenti già effettuati

Il sindaco ha richiamato l’attenzione sulle condizioni dell’attuale ospedale: una struttura non antisismica, mantenuta in esercizio grazie a una deroga che, sottolinea, “non garantisce alcuna sicurezza reale”. Mancano inoltre servizi essenziali come un sistema di climatizzazione adeguato, mentre per rendere l’edificio funzionale nei prossimi anni servirebbero altri 80-90 milioni, oltre ai 70 milioni già spesi.

Il rischio, secondo Bandecchi, è che molti cittadini non vedranno mai il nuovo ospedale, considerando che la Regione parla di un orizzonte temporale di 10-12 anni.

Il nodo del possibile declassamento

Uno dei passaggi più critici riguarda l’ipotesi che l’ospedale ternano possa perdere lo status di DEA di secondo livello. Bandecchi ha riferito che la presidente regionale avrebbe lasciato intendere questa possibilità, soprattutto in relazione alla futura struttura di Narni-Amelia, che dovrebbe contare 120 posti letto.

Un eventuale declassamento trasformerebbe Terni in un presidio destinato prevalentemente alla convalescenza, con le attività più complesse concentrate a Perugia. Una prospettiva definita “gravissima” dal sindaco, che teme ripercussioni anche sul ruolo dell’università.

Corridore: “Arroganza politica e scelte calate dall’alto”

Il vicesindaco Riccardo Corridore ha ribadito la linea del Comune, ricordando che già anni fa era stato raggiunto un accordo politico per rivalutare il project financing, adattandolo però a un finanziamento pubblico. Secondo Corridore, con 250-300 milioni si sarebbe potuto realizzare un nuovo ospedale in tre o quattro anni.

Ha poi criticato la decisione della Regione di affidare uno studio esterno a un team dell’Emilia-Romagna, senza coinvolgere i tecnici comunali, che conoscono nel dettaglio criticità come viabilità, rischio esondazioni e costi aggiuntivi legati ad alcune aree proposte.

Corridore ha parlato di “arroganza politica” e di una strategia che, a suo avviso, punta a guadagnare tempo senza assumere decisioni concrete. L’ultimo rinvio di undici mesi ne sarebbe la prova.

Il peso degli investimenti già effettuati e l’allarme sul pronto soccorso

Il vicesindaco ha ricordato che sull’attuale ospedale sono già stati investiti circa 200 milioni di euro, risorse che rischierebbero di essere vanificate se si decidesse di costruire altrove. Ha inoltre denunciato la situazione del pronto soccorso, definito “al collasso”, con personale costretto a lavorare in condizioni estreme.

Corridore ha criticato anche l’aumento delle tasse regionali, che dovrebbe generare 180 milioni di euro aggiuntivi: risorse di cui, sostiene, non è chiara la destinazione.

Una mobilitazione che supera i confini politici

Entrambi gli amministratori hanno insistito sul carattere “apartitico” della protesta, rivolta a difendere la dignità della seconda città dell’Umbria. Bandecchi ha parlato di una “calma prima della battaglia”, mentre Corridore ha invitato i consiglieri regionali ternani a prendere posizione, accusando parte della sinistra locale di non tutelare il territorio che rappresenta.

La tensione istituzionale resta alta, mentre la Regione non ha ancora fornito risposte definitive su tempi, costi e localizzazione del nuovo ospedale. Nel frattempo, la città di Terni continua a chiedere certezze su un’opera considerata vitale per il proprio futuro sanitario e sociale.

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