Il capogruppo leghista attacca la gestione della giunta umbra
PERUGIA, 10 aprile 2026 – La gestione della sanità umbra finisce nuovamente al centro di una durissima polemica istituzionale che vede contrapposti i vertici della Regione e le rappresentanze locali. Enrico Melasecche, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, ha sollevato critiche in merito alla realizzazione dell’Ospedale di Terni, denunciando un approccio che definisce autoritario da parte dell’amministrazione perugina. La questione centrale riguarda la localizzazione della futura struttura, una scelta che secondo l’esponente leghista starebbe ignorando sistematicamente le pianificazioni urbanistiche vigenti nella città dell’acciaio. La tensione è palpabile poiché il Comune di Terni vede messe in discussione le proprie prerogative di pianificazione territoriale in favore di una visione centralista che rischia di produrre danni strutturali irreparabili al sistema sanitario locale, come riferisce il comunicato del Consiglio Regionale Umbria.
L’analisi delle opzioni finora avanzate per il posizionamento del nosocomio ha scatenato reazioni di forte sconcerto. Melasecche punta il dito contro i risultati dello studio Binini, evidenziando come alcune aree individuate siano totalmente prive di logica urbanistica. Si fa riferimento a zone a fortissima vocazione industriale, circondate da complessi produttivi e soggette a emissioni che mal si conciliano con la salubrità richiesta a un luogo di cura. Oltre alla qualità ambientale, preoccupa seriamente il carico di traffico e la complessità degli accessi viari in zone già pesantemente congestionate. L’adozione di criteri puramente burocratici, a scapito della realtà geografica e delle infrastrutture esistenti, potrebbe condannare il nuovo ospedale a una inefficienza cronica ancora prima della posa della prima pietra.
Un elemento di estrema gravità sollevato nella nota riguarda la sostenibilità economica dell’intero intervento. Ogni mese di stallo dovuto a schermaglie politiche si traduce in un danno finanziario diretto per le casse pubbliche. I dati forniti dal prezzario regionale del comparto edilizio indicano una crescita costante dei costi, stimata intorno al 5% annuo. Tradotto su un investimento monumentale come quello dell’ospedale, che parte da una base di 600 milioni di euro, il rincaro si attesta sui 30 milioni di euro ogni dodici mesi. Questa emorragia di risorse rischia di rendere il progetto insostenibile nel giro di poco tempo, allargando la forbice tra il budget disponibile e le reali necessità di cantiere. Il tempo non è dunque una variabile indipendente, ma il principale nemico della fattibilità dell’opera. Il clima di scontro tra la Regione e il Comune di Terni viene descritto come un ostacolo insormontabile alla crescita del territorio. Melasecche accusa l’ente regionale di voler rivendicare una sorta di primogenitura politica sull’accordo di programma, sottraendo protagonismo all’amministrazione locale. Tale atteggiamento viene bollato come una manifestazione di “piccineria istituzionale”, lontana dalla maturità necessaria per gestire una partita strategica di tale portata. La sanità, secondo il consigliere di opposizione, è diventata ostaggio di ego personali e dinamiche che ricordano vecchie contrapposizioni elettorali ormai superate dai fatti. Senza un cambio di rotta che metta al centro il rispetto per gli strumenti urbanistici comunali, il rischio è quello di un totale isolamento burocratico della città.
La richiesta di un cambio di passo immediato nasce dalla consapevolezza che la sanità ternana si trovi a un bivio storico. Non si può più attendere mentre l’inflazione e le incertezze localizzative minano le fondamenta del progetto. Melasecche richiama alla serietà, esortando la Regione Umbria a riaprire un confronto leale con il territorio. La realizzazione del nuovo polo ospedaliero non deve essere intesa come un esercizio teorico o elettorale, ma come una risposta concreta a un fabbisogno di cure sempre più pressante. Ogni ulteriore ritardo graverà sulle spalle dei cittadini, privati di una struttura all’avanguardia a causa di dispute di potere che nulla hanno a che vedere con il bene comune e l’efficienza dei servizi sanitari.
Il dibattito odierno evidenzia quanto sia fragile la programmazione delle grandi opere quando manca la sinergia tra i diversi livelli di governo. La necessità di decisioni rapide e lungimiranti è l’unico antidoto al declino del sistema ospedaliero regionale. Melasecche conclude ribadendo che la Lega non accetterà ulteriori ambiguità: il rispetto per il Piano regolatore di Terni e la rapidità nell’iter finanziario sono condizioni imprescindibili.

Commenta per primo