Secondo appuntamento del 2026 per la stagione degli Amici della Musica: l’Orchestra da
Camera di Perugia celebra il “prete rosso” tra ottimi solisti e un pubblico di giovani
studenti
di Antonella Valoroso
È stato un pomeriggio all’insegna della musica, della memoria e dell’educazione all’ascolto quello che ha animato il Teatro del Pavone sabato 24 gennaio, in occasione del secondo appuntamento del 2026 della stagione concertistica promossa dalla Fondazione Perugia Musica Classica e dalla Fondazione Brunello e Federica Cucinelli. Ad aprire il concerto è stata Anna Calabro, presidente della Fondazione Perugia Musica Classica Onlus, che ha voluto fare gli onori di casa salutando il numeroso pubblico e, in particolare, i tanti studenti e studentesse della scuola media a indirizzo musicale di Città della Pieve presenti in sala,
richiamando il valore educativo e civile dell’ascolto dal vivo. Calabro ha poi invitato sul palco Luana Rosati, storica abbonata degli Amici della Musica di Perugia, le cui parole sono state accolte da scroscianti applausi. A lei si deve il contributo che ha reso possibile la realizzazione del concerto ‘vivaldiano’ dedicato alla memoria di donna Alba Buitoni, fondatrice dell’Associazione «Amici della Musica» di Perugia esattamente 80 anni fa.
Protagonista assoluto del programma è stato infatti Antonio Vivaldi, con un percorso interamente dedicato al mandolino e ai concerti per “molti istromenti”, cifra distintiva della produzione del ‘rete rosso’ nei primi decenni del Settecento. Uno strumento, il mandolino, che il compositore veneziano alternava spesso al liuto, alla tiorba e talvolta alla chitarra, esplorandone timbri e possibilità espressive con sorprendente modernità.
Sul palco, l’Orchestra da Camera di Perugia con i solisti Azusa Onishi (violino), Claudia Bucchini (flauto), Simone Frondini (oboe) e Luca Franceschelli (fagotto), affiancati da due ospiti di spicco del panorama concertistico internazionale: il mandolinista napoletano Raffaele La Ragione e il chitarrista parmense Giampaolo Bandini.
Il programma ha incluso due concerti specificamente destinati al mandolino: il Concerto in sol maggiore RV 532 per due mandolini – eseguito per l’occasione nella versione per mandolino e chitarra – e il celebre Concerto in do maggiore RV 425 per mandolino solista. A questi si è aggiunto il Concerto in re maggiore RV 93, originariamente concepito per liuto e proposto in questa occasione nella versione per chitarra. A completare la scaletta tre esempi emblematici dei concerti vivaldiani per più strumenti: il Concerto in do minore RV 509 per violino e flauto, il Concerto in sol maggiore RV 545 per oboe e fagotto e, in chiusura, il suggestivo Concerto in fa maggiore RV 570, noto come La tempesta di mare, presentato nella versione per flauto, oboe e fagotto, una delle tre giunte fino a noi.

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