Calcio giovanile guida la crescita dei Pulcini rossoverdi

Calcio giovanile guida la crescita dei Pulcini rossoverdi

Metodo educativo e gioco al centro del progetto a Terni

Il calcio giovanile trova nella Polisportiva Ternana un laboratorio quotidiano di crescita, dove l’esperienza di Alessio Scarponi si traduce in un percorso costruito su attenzione, cura e responsabilità educativa. L’allenatore dei Pulcini secondo anno, classe 2015, racconta un lavoro che negli anni ha assunto la forma di una scelta definitiva, maturata dopo aver attraversato quasi tutte le categorie del vivaio e aver compreso quanto la base sia il luogo in cui si formano davvero i futuri atleti e, soprattutto, le persone.

Scarponi, che ad aprile compirà 57 anni, allena da oltre un decennio e ha deciso di dedicarsi stabilmente ai più piccoli, convinto che questa fascia d’età richieda una sensibilità particolare. La sua visione nasce anche dall’esperienza personale: i suoi figli hanno giocato proprio in questa categoria, e da lì ha compreso quanto il modo in cui un bambino viene accompagnato possa incidere sul suo rapporto con lo sport. “Il lavoro vero inizia qui”, ripete spesso ai colleghi, sottolineando come non sia l’ambizione di salire di categoria a guidarlo, ma la volontà di incidere nel momento più delicato della formazione.

Il progetto della Polisportiva Ternana, costruito insieme a Stefano Papa, ha puntato fin dall’inizio su un principio chiaro: affidare i gruppi più giovani a istruttori qualificati. Una scelta che ha portato Scarponi a conseguire il patentino UEFA B, non per rincorrere traguardi personali, ma per dotarsi di strumenti più solidi. Il corso, ricco di contenuti psicologici applicati al settore giovanile, gli ha permesso di affinare un approccio basato sulla capacità di creare empatia, leggere le emozioni dei bambini e trasmettere concetti in modo semplice e coinvolgente.

Il cuore del suo metodo è il gioco. L’allenamento, per Scarponi, deve essere un luogo in cui il bambino si diverte, sperimenta, sbaglia e impara. Nessuna ripetizione meccanica, ma situazioni dinamiche che stimolano il ragionamento e la libertà di scelta. Lo sbaglio non è un limite, ma un passaggio necessario: un’intenzione che va riconosciuta e valorizzata. In questo modo i piccoli calciatori imparano a prendere decisioni, a leggere il campo e a costruire autonomia.

Accanto all’aspetto tecnico, l’allenatore dedica grande attenzione alla dimensione relazionale. La socializzazione, il rapporto con il gruppo e con l’istruttore diventano parte integrante del percorso. Scarponi non rimprovera mai l’errore senza prima comprenderne il contesto, preferendo lavorare su ciò che i bambini desiderano migliorare. L’obiettivo è far crescere la loro autostima, perché un bambino sicuro di sé apprende più velocemente e vive lo sport con serenità.

Calcio giovanile

La performance, in questa visione, non è mai prioritaria. Capita di perdere giocando bene, racconta l’allenatore, e per lui questo vale più di una vittoria ottenuta senza collaborazione o senza divertimento. Il calcio, a questa età, deve lasciare un segno positivo, un ricordo che accompagni i bambini negli anni e li aiuti a costruire un rapporto sano con lo sport.

Nella quotidianità del campo, Scarponi vede crescere piccoli gesti che raccontano più di qualsiasi risultato: un bambino che incoraggia un compagno, un altro che prova un movimento nuovo senza paura di sbagliare, un gruppo che impara a sostenersi. È in questi momenti che il progetto della Polisportiva Ternana trova la sua piena realizzazione, trasformando l’allenamento in un luogo di crescita autentica, dove il calcio diventa strumento educativo e non semplice competizione.

Un percorso che continua giorno dopo giorno, con la convinzione che il futuro del movimento calcistico passi proprio da qui: dal rispetto dei tempi dei bambini, dalla qualità degli istruttori e dalla capacità di costruire un ambiente in cui ogni piccolo atleta possa sentirsi accolto, ascoltato e libero di imparare.

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