La Pro Loco presenta iniziative tra cultura, storia e identità
Vivere a Marmore significa riconoscere il valore di un territorio che custodisce memorie, storie e legami profondi. Chi conosce davvero questo luogo sa quanto la sua identità sia intrecciata alla Cascata e ai tanti elementi immateriali che ne definiscono l’anima. Per una realtà associativa piccola ma radicata come la Pro Loco, far emergere e valorizzare questo patrimonio non è semplice, ma resta una missione irrinunciabile. Anche nel nuovo anno l’associazione conferma il proprio impegno, costruendo un calendario di iniziative culturali e sociali pensate per coinvolgere residenti, famiglie e visitatori, sempre nel rispetto dell’ambiente, delle tradizioni e delle eccellenze enogastronomiche locali. La Pro Loco Marmore esprime gratitudine verso i soci e verso tutti coloro che, con crescente partecipazione, si avvicinano alle attività dell’associazione. L’augurio per la fine dell’anno è accompagnato da un invito a guardare al futuro con speranza, pace e spirito di comunità.
Il mese di gennaio 2026 si aprirà con una serie di appuntamenti ospitati nella Sala Montesi, pensati per celebrare la cultura popolare e mantenere vivo il senso di appartenenza.
Il primo evento in programma è la tradizionale Tombolata, fissata per lunedì 5 gennaio alle 21. Un appuntamento che richiama ogni anno famiglie e gruppi di amici, un’occasione per ritrovarsi e condividere una serata all’insegna del divertimento e della solidarietà. La Pro Loco propone una tombolata ricca di premi e prodotti tipici, valorizzando le eccellenze gastronomiche del territorio. L’iniziativa si inserisce nel clima delle festività ancora in corso, recuperando un rito che appartiene alla memoria collettiva e che favorisce l’incontro tra generazioni. La tombola, spiegano gli organizzatori, è una di quelle esperienze semplici ma capaci di creare legami autentici: un gioco che unisce, che invita alla leggerezza e che, soprattutto in tempi complessi, permette di ritrovare il piacere dello stare insieme. Durante la serata saranno offerti dolci natalizi, pampepati marmoresi, bibite e spumante. Il ricavato sarà destinato all’autofinanziamento della Rievocazione storica della Passione di Cristo 2026, uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità.
Il giorno successivo, martedì 6 gennaio alle 20, sarà la volta di “Viene viene la Befana”, un evento che rilegge in chiave contemporanea una delle figure più iconiche del folklore italiano. La Befana, tradizionalmente immaginata come una donna anziana, curva e vestita di abiti logori, è stata nel tempo reinterpretata, e la Pro Loco ha deciso di giocare proprio su questa trasformazione. Da qui nasce il concorso dedicato alla “Befana delle Acque”, un invito aperto a tutti – uomini e donne – a presentarsi con abiti spiritosi, creativi o ispirati alla tradizione. L’obiettivo è riscoprire la magia delle feste attraverso un momento di condivisione che unisce memoria e fantasia. La serata prevede una cena a base di prodotti locali, dolci natalizi, brindisi e un clima di allegria che ormai caratterizza questo appuntamento. Nel corso dell’evento saranno premiati anche i vincitori dei concorsi “Ogni bambino ha il diritto di sognare”, “Miglior addobbo natalizio” e, naturalmente, “La Befana delle Acque”.
Il programma proseguirà sabato 17 gennaio alle 16.30 con l’incontro “Cuginanza dei dialetti: piedilucano e ternano a confronto”, organizzato in occasione della Giornata Nazionale del Dialetto. L’iniziativa mira a valorizzare le lingue locali, riconosciute come parte essenziale del patrimonio culturale italiano. L’appuntamento vedrà la partecipazione di studiosi e ricercatori che da anni lavorano per preservare e documentare le parlate del territorio. Tra gli ospiti figurano il professor Mario Menghini, esperto del dialetto ternano e autore del volume “A Terni se dice…”, e Maria Armeni, ricercatrice e autrice del libro “Piediluco, il tempo, le parole e le cose”, opera conservata tra i dizionari dell’Accademia della Crusca e inserita nel Lessico Etimologico Italiano di Magonza. A intervenire saranno anche don Claudio Bosi, responsabile dell’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Terni-Narni-Amelia, il professor Domenico Cialfi, presidente del Centro Studi Storici di Terni, e l’architetto Miro Virili, presidente del Dominio Collettivo di Piediluco. L’incontro offrirà un’occasione preziosa per riflettere sul valore dei dialetti come strumenti di identità, memoria e coesione sociale, mettendo a confronto due varianti linguistiche che condividono radici comuni ma hanno sviluppato caratteristiche proprie.
Tutti gli eventi sono gratuiti, ma i posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria.
Per info, contattare Manola Conti per assicurarsi la partecipazione, tel. 3332279812




Commenta per primo