Bilanci, numeri, persone: un anno di prevenzione e arresti
Terni, 30 dicembre 2025 – Un anno di controlli serrati, pattuglie sul territorio, interventi d’urgenza e indagini mirate ha segnato il 2025 del Comando Provinciale Carabinieri di Terni, che chiude l’anno con un bilancio denso di numeri, ma soprattutto di volti, situazioni critiche affrontate e comunità presidiate giorno per giorno. Al centro resta la scelta di una presenza costante, discreta ma visibile, che punta a rassicurare i cittadini e a far sentire la vicinanza dell’Arma in ogni fase della vita quotidiana, come riporta la nota stampa della Legione Carabinieri Umbria -Comando Provinciale di Terni.
Le 30 Stazioni Carabinieri dislocate nei 33 Comuni della provincia rappresentano il primo punto di riferimento per chi chiede aiuto, presenta una denuncia o semplicemente cerca un orientamento di fronte a un disagio, un litigio in famiglia, un vicino molesto o una situazione che genera paura. Qui gli uomini e le donne in uniforme non si limitano a ricevere atti formali, ma ascoltano storie personali, gestiscono fragilità e provano a fornire indicazioni pratiche per prevenire l’escalation dei conflitti. La prossimità al cittadino resta il tratto distintivo di un modello che unisce operatività e capacità relazionale.
Nel corso dell’anno, i Carabinieri della provincia sono stati impegnati in oltre 15 mila servizi tra pattugliamenti automontati e perlustrativi appiedati, cui si aggiungono più di mille impieghi in servizi di ordine pubblico, in occasione di eventi, manifestazioni, partite e momenti di particolare sensibilità sociale. Ogni turno ha significato presidiare una strada periferica, controllare una zona industriale di notte, monitorare un’area rurale isolata o vegliare sulle piazze più frequentate da giovani e famiglie. Dietro a ogni codice di servizio si nasconde un contatto diretto, una porta a cui bussare, un intervento che può cambiare l’esito di una serata.
La Centrale Operativa, cuore pulsante del dispositivo, ha gestito nel 2025 più di 13 mila richieste giunte al numero unico di emergenza 112 per l’Arma ternana, trasformandone quasi 7 mila in interventi sul posto di equipaggi in divisa. Ogni chiamata corrisponde a una voce spesso agitata, a un allarme per un furto in corso, a una lite domestica, a un incidente stradale o a un anziano che non riesce a mettersi in contatto con un familiare. L’attività di filtro, valutazione e indirizzo della Centrale consente di modulare la risposta, evitando di disperdere risorse e garantendo la priorità ai casi più gravi.
Sul fronte del controllo del territorio, i militari hanno identificato decine di migliaia di persone e verificato migliaia di veicoli, con un’attenzione specifica alla circolazione stradale e alla prevenzione degli incidenti. Le sanzioni elevate per violazioni al Codice della Strada superano quota 1.700, per un importo complessivo stimato in oltre mezzo milione di euro, ma dietro la fredda cifra ci sono conducenti fermati dopo una serata alcolica, giovani al volante con poca esperienza, automobilisti distratti dallo smartphone o motociclisti che sottovalutano i limiti di velocità. I controlli mirati sulle condizioni psico-fisiche degli automobilisti hanno portato a decine di contestazioni per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, con inevitabili segnalazioni all’Autorità Giudiziaria.
Non meno importante è stata l’azione contro chi circola senza copertura assicurativa o con veicoli in condizioni irregolari, con sequestri e fermi amministrativi che incidono sulla sicurezza complessiva della rete viaria. La prevenzione della sinistrosità stradale passa anche da questi interventi, spesso percepiti come punitivi ma essenziali per ridurre il rischio di incidenti gravi e per ribadire che mettersi alla guida comporta precise responsabilità verso se stessi e verso gli altri utenti della strada. La prevenzione, però, non si esaurisce sulle strade.
Un capitolo significativo del bilancio riguarda le misure di prevenzione personale proposte all’Autorità amministrativa nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica. Si tratta di persone sorprese in circostanze sospette, senza una valida giustificazione per la loro presenza in determinate aree, o di individui con precedenti specifici e abitudini di vita legate alla commissione di reati. Fogli di via obbligatori, avvisi orali e sorveglianze speciali non sono semplici atti burocratici, ma strumenti concreti per impedire la radicazione di comportamenti delinquenziali e per inviare un segnale chiaro alle comunità: chi vive onestamente viene tutelato, chi approfitta delle fragilità altrui trova un filtro attivo e costante.
Dal punto di vista del contrasto diretto alla criminalità, la distribuzione capillare delle Stazioni ha consentito di perseguire la larga maggioranza dei reati denunciati alle forze dell’ordine nella provincia. Il coordinamento con la Procura della Repubblica di Terni e con quella per i minorenni di Perugia ha portato a un incremento sensibile degli arresti e dei deferimenti in stato di libertà, segno di un’attività investigativa che non si limita all’immediatezza dell’intervento, ma prosegue a lungo con approfondimenti, escussioni di testimoni, analisi di tabulati e riscontri tecnici. Dietro ogni arresto ci sono fascicoli, sopralluoghi, appostamenti, ma anche scelte delicate su tempi e modalità operative per evitare rischi a cittadini e operatori.
Particolarmente intensa è stata la lotta allo spaccio di stupefacenti, con decine di arresti, numerose denunce e il sequestro di diversi chilogrammi di sostanze psicotrope di varie tipologie, dalla cocaina all’hashish, passando per la marijuana. I numeri restituiscono solo in parte il quadro di un fenomeno che coinvolge sempre più giovani e famiglie, con consumatori insospettabili, dipendenze nascoste e microreti di spaccio che si insinuano in contesti urbani e rurali. Le segnalazioni di assuntori all’Autorità Prefettizia non hanno un valore meramente punitivo, ma rappresentano il primo passo per indirizzare queste persone verso percorsi di cura, ascolto e recupero, in collaborazione con servizi sanitari e strutture specializzate.
Un momento chiave dell’anno è stato rappresentato dalla conclusione di un’indagine complessa, battezzata con un nome in codice evocativo, che ha smantellato un gruppo criminale radicato in ambito locale e dedito a un traffico di droga dal volume d’affari rilevante. L’inchiesta ha dato luogo a misure cautelari significative e ha colpito una filiera organizzata che riforniva diversi segmenti del mercato illecito, con ricadute dirette sulla percezione di sicurezza di interi quartieri. L’attività investigativa del Nucleo specializzato, supportata da intercettazioni, servizi di osservazione e riscontri sul campo, ha messo in luce una struttura in grado di muovere somme ingenti ogni mese, confermando quanto il narcotraffico rappresenti ancora una delle principali fonti di profitto per la criminalità.
L’attenzione non si è fermata ai centri urbani. Le aree boschive del ternano, del narnese e dell’orvietano sono state oggetto di numerosi interventi in sinergia con i Carabinieri Forestali, i Nuclei Cinofili e il Nucleo Elicotteri. In questi contesti isolati, spesso scelti come basi di spaccio da gruppi di stranieri irregolari, i militari hanno disarticolato bivacchi, sequestrato droga e rimesso a disposizione della collettività spazi verdi che rischiavano di trasformarsi in zone off-limits. Il pattugliamento dall’alto, l’impiego di unità cinofile e la conoscenza capillare dei sentieri hanno consentito di recuperare terreni sottratti al controllo sociale e di restituire ai residenti una percezione di maggior tutela.
Deciso è stato anche l’impegno sul fronte dei reati predatori, con arresti per furti e rapine, oltre a numerosi deferimenti per episodi consumati e tentati, sia in abitazioni private sia in esercizi commerciali. Qui il danno non è soltanto economico: chi subisce un’incursione in casa o un’aggressione per strada spesso riporta un trauma psicologico che altera la sensazione di sicurezza nel proprio ambiente di vita. Per questo l’Arma insiste sulla necessità di comunicare tempestivamente movimenti sospetti, veicoli che stazionano troppo a lungo in strade isolate, presenze anomale vicino a condomini e negozi.
Un’attenzione particolare è stata riservata alle truffe, soprattutto quelle ai danni degli anziani e delle persone più fragili. Gli artifici sono sempre più sofisticati: finti tecnici del gas, falsi avvocati o carabinieri al telefono, messaggi informatici che imitano loghi istituzionali o bancari. Gli incontri organizzati in chiese, municipi, centri ricreativi e strutture assistenziali hanno coinvolto migliaia di anziani, ai quali sono state illustrate le tecniche più diffuse utilizzate dai truffatori, con esempi concreti e consigli semplici su come riconoscere un raggiro e come chiedere aiuto. In molti casi, queste campagne di informazione hanno permesso a potenziali vittime di bloccare sul nascere tentativi fraudolenti.
Il rapporto diretto con i sindaci della provincia, rinsaldato anche grazie alle riunioni itineranti degli organismi di coordinamento per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha valorizzato la figura dei Comandanti di Stazione come interlocutori privilegiati delle comunità locali. Le amministrazioni comunali hanno riconosciuto l’impegno degli uomini e delle donne dell’Arma nel tessere una rete di contatti informali, ascoltare segnalazioni, raccogliere preoccupazioni e trasformarle in azioni mirate sul territorio. La cosiddetta “sicurezza partecipata” non è uno slogan, ma un metodo di lavoro che poggia sulla fiducia reciproca tra cittadini, associazioni, enti locali e forze dell’ordine.
In ambito scolastico, i Carabinieri hanno proseguito la loro presenza nelle aule di ogni ordine e grado, in linea con il protocollo siglato con il Ministero competente per diffondere la cultura della legalità tra i giovani. Gli incontri con studenti e insegnanti hanno affrontato temi che spaziano dal bullismo al cyberbullismo, dal rispetto delle regole stradali all’uso consapevole dei social network, fino ai rischi legati all’abuso di alcol e droghe. Alcuni gruppi di ragazzi hanno avuto la possibilità di visitare Caserme e Reparti dell’Arma, osservando da vicino mezzi, equipaggiamenti e procedure operative, e scoprendo che dietro una divisa ci sono persone comuni, con famiglie, emozioni e responsabilità.
Una parte delicatissima del lavoro quotidiano riguarda il cosiddetto “codice rosso”, ossia il complesso di norme e prassi finalizzate a proteggere le vittime vulnerabili e a contrastare la violenza di genere. Le Stazioni Carabinieri della provincia sono sempre più spesso il primo approdo per donne che subiscono violenze fisiche, psicologiche o economiche da parte di partner, ex partner o familiari. Le denunce e le richieste di aiuto arrivano con frequenza crescente, un dato che sembra legato non solo a un possibile aumento del fenomeno, ma anche a una maggiore consapevolezza degli strumenti a disposizione e alla percezione di un ambiente più accogliente e protetto in cui raccontare ciò che avviene tra le mura domestiche.
Per gestire queste situazioni, il personale è costantemente formato e aggiornato attraverso corsi specialistici e momenti di confronto con i magistrati della Procura, con i centri antiviolenza e con le strutture sociali del territorio. L’obiettivo è evitare la vittimizzazione secondaria, ossia quel rischio di far rivivere alle persone le stesse ferite attraverso interrogatori invasivi, tempi dilatati e risposte inadeguate. Ambienti dedicati all’ascolto, spazi riservati e kit portatili per raccogliere dichiarazioni in contesti protetti contribuiscono a creare condizioni più rispettose della dignità e del vissuto delle vittime.
A livello di Centrale Operativa, nel corso dell’anno sono stati gestiti anche numerosi allarmi legati a braccialetti elettronici, utilizzati per monitorare la distanza tra persone indagate o condannate per reati di violenza e le loro vittime. Ogni segnalazione comporta una verifica, un contatto, a volte un intervento immediato per evitare che una violazione delle prescrizioni sfoci in un nuovo episodio di aggressione. È un lavoro silenzioso, fatto di controlli ripetuti e di prontezza nella risposta, che spesso rimane lontano dai riflettori ma rappresenta una barriera concreta contro la recidiva.
Sul fronte della criminalità organizzata, pur in assenza di segnali di radicamento strutturato nel tessuto provinciale, l’Arma mantiene alto il livello di attenzione, soprattutto in relazione ai cosiddetti “reati spia” che possono anticipare tentativi di infiltrazione nell’economia legale. Controlli mirati nei cantieri, nelle attività collegate a grandi investimenti e nelle filiere che beneficiano di fondi pubblici, inclusi quelli legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, servono a contaminare il meno possibile il circuito sano delle imprese locali con capitali di origine illecita o con sistemi distorsivi della concorrenza. In questo ambito, l’azione si svolge in sinergia con nuclei specializzati dell’Arma e con il Gruppo Interforze Antimafia attivo in Prefettura.
Oltre all’attività della componente territoriale, l’Arma contribuisce alla sicurezza della provincia anche con i propri comparti di specialità; nel 2025:
– il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità ha effettuato 119 controlli, denunciato 5 violazioni penali con altrettante persone deferite in stato di libertà, proceduto a 63 contestazioni amministrative, per un ammontare di circa 44.000 € nonché sospeso strutture e sequestrato prodotti per un
valore complessivo di oltre 900.000 €;
– il Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale ha denunciato 4 persone, procedendo a 60 controlli su aree archeologiche o tutelate da vincoli paesaggistici/monumentali, su esercizi antiquariali e su musei, biblioteche e archivi nonché recuperato 15 reperti archeologici (tra interi e frammenti di essi);
– il Nucleo Ispettorato del Lavoro ha effettuato 105 ispezioni, controllando 259 posizioni lavorative. Dalle verifiche sono emerse 22 occupazioni “in nero”, 112 lavoratori irregolari e 1 clandestino, con 5 denunce penali; sono stati adottati 28 provvedimenti di sospensione imprenditoriale delle attività controllate, sanzionando i trasgressori con contestazioni amministrative per un totale di oltre 97.000 €. A questi vanno poi aggiunte le 73 persone segnalate nell’ambito delle verifiche sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, con ammende elevate per oltre 180.000,00 €.
Un’attenzione speciale è stata, come sempre, dedicata all’ambiente, d’intesa con le articolazioni specializzate dell’Arma:
– il Gruppo Carabinieri Forestale di Terni ha segnalato all’autorità giudiziaria 101 persone, elevando contestazioni amministrative per un valore complessivo di oltre 122.000,00 €, effettuando 12 sequestri penali e sanzionando 536 persone con provvedimenti amministrativi, nell’ambito di quasi 16.000 controlli concentrati nei vari settori di competenza (utilizzazioni e tagli boschivi, tutela del vincolo paesaggistico-ambientale, tutela della fauna protetta e non, tutela della flora, repressione e prevenzione incendi boschivi, attività urbanistico-edilizia, gestione rifiuti ed inquinamenti ambientali di ogni genere); sono state inoltre irrogate n. 35 prescrizioni ambientali per reati sui rifiuti e n. 1 prescrizione ambientale per scarico illecito di liquidi pericolosi, con i trasgressori ammessi al pagamento di complessivi 132.500 € per l’estinzione del reato. Nel corso dell’anno, tale componente ha proceduto al deferimento di alcuni soggetti per detenzione di sostanze stupefacenti, di materiale esplosivo e truffa;
– il Nucleo Operativo Ecologico ha eseguito 12 controlli, non rilevando irregolarità penali o amministrative.
Giova, infine, sottolineare come la funzione sociale dell’Arma ternana sia quest’anno passata attraverso iniziative di collaborazione svolte con altre importanti realtà della società locale e portate avanti con l’entusiasmo trasmesso dai giovani coinvolti attraverso la disponibilità dell’Ufficio
Provinciale Scolastico e dei Dirigenti di Istituti di eccellenza quali, a titolo meramente esemplificativo, il Briccialdi per gli interventi musicali, l’Istituto artistico per la realizzazione di opere figurative, l’Istituto Casagrande Cesi per la formazione nell’ambito della ristorazione e accoglienza e l’Istituto Tecnico Tecnologico per la prevenzione degli incidenti sui luoghi di lavoro, dimostrazione di come la sicurezza passi, prima ancora che dal contrasto, attraverso l’istruzione e la prevenzione.
L’anno che si chiude restituisce quindi l’immagine di un presidio diffuso, impegnato tanto sul piano operativo quanto su quello umano. Ogni numero del bilancio – che si tratti di arresti, controlli, sanzioni, incontri pubblici o segnalazioni – racconta un frammento di una storia più ampia: quella di una provincia che chiede sicurezza, ascolto e risposte rapide, e di un’Arma che prova a coniugare rigore e vicinanza, repressione dei reati e prevenzione, intervento d’urgenza e lavoro educativo.
Nel 2025 i Carabinieri di Terni hanno continuato a presidiare le strade, le scuole, le case e i luoghi di lavoro, restando un punto di riferimento per chi, in un momento di difficoltà, ha bisogno di sapere che, dall’altra parte del telefono o al di là del bancone di una Stazione, c’è sempre qualcuno pronto ad ascoltare e ad agire.
Nel 2026 l’azione dell’Arma, in costante e sinergica collaborazione con le altre FF.OO. ed Istituzioni locali, continuerà diuturnamente a perseguire le finalità di vicinanza, rassicurazione sociale, prevenzione delle attività delittuose ed immediata risposta a tutela della comunità, con rinnovato slancio e sempre al passo coi tempi e l’evoluzione della società.
nella difficoltà #POSSIAMO AIUTARVI

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