Presepe vivente dei bambini illumina la tradizione umbra

Presepe vivente dei bambini illumina la tradizione umbra
ph. tommyB

La Fonte celebra l’arte manuale con gioia collettiva

Di Tommaso Benedetti

Presepe vivente – Umbria, terra di santi e di poeti, di eccellenze enogastronomiche e di tradizioni secolari, custodisce il ricordo di San Francesco, che nel Natale del 1223 diede vita al primo presepe vivente. Una consuetudine che ancora oggi si rinnova in numerosi borghi e che la Scuola dell’Infanzia La Fonte ha scelto di celebrare con il progetto “Le eccellenze del territorio”.

Con la collaborazione di insegnanti e bambini, la palestra della scuola si è trasformata in un villaggio antico, animato da botteghe e mestieri. Non una recita, ma un’esperienza vissuta con intensità: i piccoli protagonisti hanno mostrato come dalle mani, unite alla creatività, nascano oggetti e gesti che raccontano la vita quotidiana di un tempo.

La bottega della ceramica ha aperto il percorso: terra e acqua impastate, forme modellate e poi cotte nel forno, decorate con i colori dell’arcobaleno. Subito dopo, la bottega del falegname ha mostrato la trasformazione del legno in tavoli, sedie e cavalli a dondolo, simbolo di sogni e tradizioni familiari.

Il viaggio ha condotto al forno, dove farina, acqua e lievito hanno dato vita al pane fragrante, definito dai bambini “la cosa più buona del mondo”. L’osteria ha offerto un momento di convivialità, mentre il mercato dello speziale ha esaltato la ricchezza della natura con frutta fresca, frutta secca, spezie e caffè.

Ogni scena ha restituito la magia di un presepe vivente che non si limita a rappresentare, ma diventa esperienza educativa e comunitaria, capace di unire generazioni e di trasmettere valori di solidarietà, manualità e creatività.

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