Umbria, Defr 2026-2028 tra riforme e sfide cruciali

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Commissioni favorevoli, opposizione contraria al nuovo Defr

Umbria – La presidente della Giunta regionale Stefania Proietti ha presentato in Prima commissione il Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2026-2028, atto cardine della legislatura. La Seconda e la Terza commissione hanno espresso parere favorevole, mentre l’opposizione ha votato contro. L’iter proseguirà con l’approvazione definitiva in commissione e l’approdo in Aula l’11 dicembre.

Il Defr si configura come strumento di indirizzo politico e finanziario, con l’obiettivo di garantire trasparenza, coerenza tra risorse e politiche e un percorso di riforma strutturale. Ogni missione è collegata all’Agenda 2030, rafforzando il dialogo con l’Europa. Tra le novità spicca il “termometro dell’economia umbra”, basato su 76 indicatori: 41 positivi, 22 stabili e 13 in peggioramento.

La presidente ha evidenziato criticità demografiche, con calo della popolazione e squilibrio generazionale, e un Pil regionale in rischio stagnazione. Il mercato del lavoro mostra performance superiori alla media nazionale, ma permane il mismatch tra domanda e offerta di competenze. Nel 2024 si è registrata una perdita netta di 449 laureati emigrati.

Il turismo resta motore trainante: 7,3 milioni di presenze (+6,4% sul 2023) e 2,7 milioni di arrivi (+4,8%). L’Umbria si conferma terza regione per arrivi natalizi. L’agricoltura cresce, l’industria soffre l’automotive, l’aerospazio è in espansione.

Fondamentali i fondi europei: 60 milioni per il cofinanziamento Fesr e 80 milioni per l’ottavo centenario di San Francesco. Sfide aperte sul Pnrr sanità, con scadenza a marzo 2026. La Zona economica speciale è vista come leva per semplificazione e attrattività.

Il Defr si articola in aree istituzionale, economica, culturale, territoriale e socio-sanitaria. Tra le priorità: piena operatività delle 17 case della salute e dei 5 ospedali di comunità finanziati dal Pnrr, oltre all’attivazione della centrale 116117. Proietti punta ad anticipare la discussione del Defr a giugno 2026, in linea con la normativa.

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