Sanità, allarme violenza: crescono i medici colpiti a Perugia

Sanità, allarme violenza: crescono i medici colpiti a Perugia

 In Umbria aumentano le aggressioni contro il personale medico

Sanità – L’emergenza della violenza contro il personale sanitario assume contorni sempre più preoccupanti, nonostante gli sforzi legislativi messi in campo negli ultimi anni. La città di Perugia è diventata il centro del dibattito nazionale in occasione della giornata dedicata alla prevenzione e al contrasto di questi abusi, ospitando un vertice della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Le analisi presentate delineano un quadro paradossale: a fronte di una lievissima flessione delle denunce totali, il numero effettivo di professionisti coinvolti in episodi di aggressione è in costante ascesa.

Il monitoraggio dei dati nel contesto nazionale

Le statistiche relative al 2025 confermano che la legge varata nel 2020 non ha ancora sortito gli effetti deterrenti sperati. Sebbene si registri un calo marginale delle segnalazioni complessive, la gravità del fenomeno risiede nella molteplicità delle vittime per singolo evento. Circa il 70% degli episodi si manifesta attraverso violenze verbali, insulti e minacce, ma la componente fisica resta una piaga irrisolta che colpisce duramente chi opera in prima linea. Lombardia ed Emilia-Romagna guidano la classifica per numero di casi, dato parzialmente influenzato dall’alto volume di prestazioni erogate in questi territori.

La situazione critica nelle strutture dell’Umbria

Il bilancio regionale umbro riflette fedelmente le criticità della penisola. Nel corso dell’ultimo anno solare sono stati censiti 211 episodi di violenza, che hanno però generato il coinvolgimento diretto di ben 281 operatori. Il profilo delle vittime è tristemente ricorrente: i due terzi dei soggetti aggrediti appartengono al genere femminile, mentre oltre il 60% del totale è rappresentato da personale infermieristico, ovvero la categoria professionale che mantiene il contatto più prolungato e diretto con l’utenza e i familiari.

Valore sociale e iniziative per la cooperazione

Parallelamente all’analisi dei rischi professionali, l’incontro ha dato spazio al manifesto intitolato “Medici e pace”, un documento che rivendica la funzione politica e sociale della professione medica come presidio di civiltà. In questo ambito, il riconoscimento è andato a realtà che operano in scenari di crisi estrema. Sono state infatti consegnate targhe di merito a organizzazioni come Emergency, Medici Senza Frontiere e Medici con l’Africa Cuamm, sottolineando come la tutela della salute debba restare un diritto universale e protetto da ogni forma di prevaricazione, sia nei contesti di guerra che nelle corsie degli ospedali italiani.

il Teatro della Sapienza di Perugia ha ospitato il convegno “Curare senza paura”, organizzato dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), dall’Ordine dei medici di Perugia e dalla Regione Umbria, in collaborazione con la Fondazione Onaosi. L’iniziativa si è svolta in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari, che ricorre proprio il 12 marzo, istituita nel 2022 per sensibilizzare, educare e prevenire atti di violenza fisica e verbale contro medici, infermieri e personale del settore.

Dopo la lettura dell’intervento del ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha portato i saluti istituzionali la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, che ha sottolineato il valore del lavoro quotidiano degli operatori sanitari umbri e la necessità di rafforzare le tutele nei loro confronti: “La Regione Umbria è profondamente grata a tutti i professionisti del nostro servizio sanitario regionale – medici, infermieri, operatori sociosanitari, psicologi, tecnici e personale amministrativo – che ogni giorno entrano nei reparti, nei pronto soccorso, nei consultori e nei servizi territoriali con un’unica missione: prendersi cura delle persone. Lo fanno con competenza, dedizione e senso di responsabilità, spesso in condizioni non facili.

Proprio per questo – ha aggiunto – non possiamo accettare che chi cura debba avere paura di andare al lavoro. Anche in Umbria i dati ci dicono che le aggressioni agli operatori sanitari rappresentano una realtà concreta che dobbiamo affrontare con determinazione. Per questo rinnovo l’invito a tutti i professionisti del servizio sanitario regionale: segnalate ogni episodio, anche attraverso i sistemi di report aziendali. Segnalare non è un atto burocratico, è un atto di responsabilità collettiva perché ci permette di conoscere il fenomeno nella sua dimensione reale e di rispondere con misure concrete. La Regione è impegnata a rafforzare prevenzione, formazione e misure di sicurezza – ha precisato la presidente – e le proposte elaborate insieme alla Consulta delle professioni sanitarie saranno integrate nel nuovo Piano sociosanitario regionale.

Proteggere chi cura è un dovere morale prima ancora che istituzionale – ha detto in conclusione Stefania Proietti – La sanità è un bene comune e difendere chi ogni giorno lavora per la salute dei cittadini significa difendere la qualità e la dignità del nostro sistema sanitario”.
Anche la direttrice regionale Salute e welfare, Daniela Donetti, è intervenuta all’apertura del convegno: “Questa giornata rappresenta uno degli appuntamenti più significativi del calendario regionale in materia di sicurezza delle cure – ha dichiarato – Come direzione lavoriamo tutto l’anno perché il monitoraggio degli episodi di aggressione non sia solo un adempimento formale, ma uno strumento reale di programmazione. I dati che presentiamo oggi – ha sottolineato Daniela Donetti – ci dicono che il fenomeno richiede risposte strutturali: più formazione per gli operatori, ambienti fisici più sicuri, procedure condivise e una cultura organizzativa che metta al centro la protezione di chi lavora nella sanità. Il documento di impegno regionale, elaborato insieme alla Consulta delle professioni sanitarie, è il frutto di questo metodo di lavoro condiviso e traccia la strada per i prossimi anni”.
Il convegno si è concluso con la presentazione del manifesto Fnomceo “Medici e pace” e la consegna delle targhe di riconoscimento ai rappresentanti di Emergency, Medici senza frontiere Italia e Medici con l’Africa Cuamm.

I video

 

[youtube-feed feed=1]

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*