Progetto da 20 metri suscita reazioni contrastanti tra cittadini e fedeli
Un acceso dibattito sta animando la comunità di Assisi e non solo, riguardo alla potenziale costruzione di una statua monumentale di San Francesco, un’opera che supererebbe i venti metri di altezza e rappresenterebbe il santo con le braccia spalancate. L’ipotesi, che circola da diversi giorni, sta generando un’ondata di reazioni contrastanti e pone al centro della discussione l’interpretazione del vero spirito francescano.
Molte voci si levano contro l’iniziativa, scrive il parlamentare Europeo Marco Squarta, sostenendo che un progetto di tale portata tradirebbe l’umiltà e la rinuncia ai beni materiali che hanno contraddistinto la vita del Patrono d’Italia. San Francesco, infatti, ha basato il suo percorso spirituale sulla povertà e sulla vicinanza agli ultimi, valori che, secondo i detrattori, mal si conciliano con la realizzazione di una struttura colossale in marmo o bronzo. L’attenzione è rivolta al costo elevato di un’opera del genere, che in molti ritengono che dovrebbe essere piuttosto investito in progetti di solidarietà e carità per le persone in difficoltà, le famiglie in povertà, i malati e i senzatetto. A loro avviso, questo sarebbe il modo più autentico e coerente per onorare il messaggio del santo.
Il timore è che una scultura così imponente possa oscurare la vera eredità di San Francesco, trasformando la spiritualità del luogo in uno spettacolo artificiale. Chi si oppone al progetto sottolinea che la vera essenza di Assisi risiede già nella sua architettura, nella sua storia e nel silenzio dei suoi vicoli, che raccontano meglio di qualsiasi monumento la storia di umiltà e fede di Francesco. L’auspicio è quello di mantenere viva la memoria del santo attraverso opere di bene concrete e gesti di carità, piuttosto che con un’ulteriore opera faraonica. Il vero simbolo di Francesco, e la sua grandezza, risiede nel suo messaggio.

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