Commissione Umbria: si discute sulla legge energia e paesaggio

Commissione Umbria: si discute sulla legge energia e paesaggio

Bandecchi propone centrale nucleare, stop a eolico e solare

Prosegue l’esame della proposta di legge sulla transizione energetica e la tutela del paesaggio umbro, all’interno della Seconda commissione dell’Assemblea legislativa regionale, guidata da Letizia Michelini. Durante l’ultima seduta, si è tenuta un’articolata audizione dei vertici regionali di Anci, delle Province, delle professioni tecniche e delle principali associazioni di categoria, convocati su richiesta dei consiglieri Laura Pernazza (Forza Italia) e Nilo Arcudi (Tp-Uc), poi accolta all’unanimità dai commissari.

L’obiettivo condiviso dai partecipanti è stato quello di raggiungere una normativa chiara, applicabile, priva di ambiguità interpretative e capace di armonizzarsi con la normativa nazionale. È emersa una richiesta diffusa di revisione puntuale del testo, attualmente in discussione, per evitare incongruenze con il decreto legislativo statale di prossima emanazione.

Numerosi i temi emersi: dalla necessità di evitare conflitti normativi tra Stato e Regione, alla richiesta di una mappatura dettagliata delle aree idonee e non idonee alla realizzazione degli impianti energetici, fino alla proposta di definire strumenti urbanistici per contenere l’espansione incontrollata di grandi impianti.

Massima attenzione è stata posta alle Comunità energetiche rinnovabili (Cer), considerate da molti intervenuti un elemento di equilibrio tra sostenibilità ambientale e sviluppo economico locale. Tuttavia, è emersa anche una posizione fortemente critica sul fronte dell’utilizzo delle fonti rinnovabili.

A intervenire con toni decisi è stato il presidente della Provincia di Terni, Stefano Bandecchi, che ha ribadito la sua opposizione a pannelli solari ed eolici, ritenuti non risolutivi né adeguati alla portata della sfida energetica. Ha invece lanciato una proposta netta: la realizzazione a Terni di una centrale nucleare di media dimensione, capace di rispondere non solo al fabbisogno regionale, ma anche a quello di Lazio e Toscana. Secondo Bandecchi, l’energia nucleare rappresenterebbe la sola via realmente sostenibile, compatibile con gli obiettivi climatici e capace di non compromettere il valore agricolo e turistico del territorio umbro.

Dal presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, è arrivato un appello alla coerenza normativa e alla necessità di scongiurare contrasti con le linee guida statali: “È necessario costruire un testo completo che non si presti a interpretazioni divergenti”.

Anche Anci Umbria, con Federico Gori, ha sollecitato una cornice normativa uniforme e operativa: “Abbiamo raccolto istanze da tutto il territorio e siamo impegnati a garantirne il recepimento”.

Il coordinatore della Rete delle professioni tecniche, Livio Farina, ha ribadito l’importanza di una legge lineare e tecnicamente applicabile, capace di superare le attuali difficoltà causate da normative frammentarie. In particolare, ha chiesto maggiore chiarezza sui rapporti tra vincoli paesaggistici e sviluppo impiantistico.

Confindustria Umbria, con Andrea Di Matteo, ha definito la chiarezza il presupposto essenziale per investimenti sicuri e competitività. Ha inoltre sottolineato l’insufficienza delle Cer nel garantire l’intero fabbisogno e la necessità di superare la volatilità delle fonti rinnovabili, in particolare rispetto a costo ed efficienza.

Anche la CNA, rappresentata da Pasquale Trottolini, ha apprezzato il focus sulle Cer, evidenziando che si tratta di strumenti poco invasivi e coerenti con il profilo ambientale dell’Umbria. Ha inoltre ricordato la recente sentenza del Tar del Lazio, che impone una revisione della normativa statale in merito alle aree idonee, con conseguente necessità di attendere il nuovo decreto prima di definire definitivamente la legge regionale.

Dalla Confcommercio, Federico Fiorucci ha riconosciuto l’impostazione equilibrata del testo ma ha evidenziato la necessità di ulteriori riflessioni per rafforzarne la coerenza con le esigenze turistiche e imprenditoriali locali.

Infine, Valentino Filippetti (Anci) ha richiamato l’attenzione sul rischio di speculazioni connesse alla richiesta massiccia di realizzazione di mega-impianti e ha auspicato un uso più incisivo degli strumenti urbanistici per governare il fenomeno.

Nel corso della seduta, la consigliera Laura Pernazza ha informato i colleghi di un recente incontro con il ministro Pichetto Fratin, che avrebbe confermato l’imminente pubblicazione del decreto statale prima della pausa estiva.

In chiusura, la presidente Michelini ha ringraziato i partecipanti, annunciando il proseguimento delle audizioni, che coinvolgeranno anche le associazioni agricole.

Il confronto ha evidenziato una linea di tensione tra innovazione e tutela, tra istanze locali e strategie nazionali, tra energia rinnovabile e tecnologie alternative come il nucleare. Un punto di equilibrio non ancora raggiunto, ma su cui la Regione è chiamata a decidere nei prossimi mesi.

1 Commento

  1. Condivido la posizione di Stefano Bandecchi e cioè l’opposizione ai pannelli fotovoltaici e alle pale eoliche che sono sono soluzioni inadeguate nè risolutive in rapporto al notevole bisogno di energia del nostro Paese. L’unica soluzione è la realizzazione di centrali nucleari di media dimensione. Se l’intellighenzia italiana non avesse votato contro il nucleare nel 1987 oggi potremmo essere quasi autosufficienti in campo energetico invece di essere succubi dei Paesi confinanti che ci vendono l’energia elettrica (che si sono attrezzati di impianti nucleari) e dei Paesi esportatori di gas. Nel 1987 fu commesso un errore gravissimo le cui conseguenze stiamo pagando a caro prezzo.

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