Fu tra i padri dell’alpinismo umbro e della speleologia
Morto Stefano Arzilli – È scomparso il 3 giugno 2025, all’età di 76 anni, il dottor Stefano Arzilli, figura cardine dell’alpinismo e della speleologia umbra, nonché primo geologo a essere assunto da un ente pubblico in Italia. Nato a Perugia il 21 febbraio 1949, figlio dello scultore Bruno Arzilli, ha segnato decenni di storia ambientale e scientifica nella sua regione e oltre.
Fin da giovane si distinse per il suo impegno nelle esplorazioni speleologiche. Nel 1969 prese parte a una delle spedizioni più importanti mai realizzate in Italia: l’impresa nella Grotta di Monte Cucco, durata 18 giorni e culminata con il raggiungimento del fondo Franco a circa 800 metri di profondità. Un risultato tecnico e umano che aprì nuove prospettive nello studio dei sistemi carsici dell’Appennino centrale.
Alpinista esperto, tracciò numerose vie su roccia sia nell’Appennino che nelle Dolomiti e nelle Alpi, contribuendo a formare nuove generazioni di appassionati della montagna. Le sue ascensioni diventarono punti di riferimento per la comunità alpinistica umbra e nazionale.
Nel 1983 conseguì la laurea in Scienze Geologiche. In seguito vinse il concorso pubblico che lo portò a diventare geologo del Comune di Perugia, ruolo inedito all’epoca per un ente locale. Con la sua nomina si aprì una nuova fase nella gestione territoriale, in cui la geologia entrò a far parte stabilmente della pianificazione e della prevenzione ambientale. La sua attività portò alla messa in sicurezza di aree a rischio, tra cui la frana di Fontivegge, tra gli interventi più rilevanti da lui coordinati.
Studioso rigoroso e divulgatore appassionato, Arzilli dedicò parte della sua carriera a ricostruire le trasformazioni ambientali dell’Umbria, con un’attenzione particolare all’evoluzione del paesaggio tra Neolitico, periodo etrusco e Medioevo. I suoi approfondimenti contribuirono alla comprensione della stratificazione storica e naturale del territorio.
Parallelamente, fu promotore e fondatore della Didattica Ambientale. Su incarico del Comune di Perugia, portò per anni le sue lezioni in oltre venti istituti scolastici umbri, diffondendo la conoscenza di geologia, storia, antropologia e meteorologia. Il suo approccio, coinvolgente e multidisciplinare, seppe appassionare centinaia di studenti e numerosi insegnanti. Per il suo impegno nella formazione ambientale ricevette riconoscimenti pubblici, consolidando il suo ruolo di ponte tra scienza e cittadinanza.
La sua figura è ricordata anche per la profonda dedizione alla famiglia. Lascia tre figli e la moglie, affetta da una lunga malattia, a cui ha dedicato ogni energia insieme alla sua instancabile opera per la città di Perugia. Nonostante l’ampiezza del suo contributo professionale, visse in modo semplice, sempre legato alla natura e ai valori della terra.
In accordo con la sua volontà, è stato sepolto nel piccolo cimitero di Montelabate, luogo appartato della campagna perugina. Un ritorno coerente con la sua visione dell’esistenza, radicata nell’osservazione del paesaggio e nel rispetto dell’equilibrio tra uomo e ambiente.
Con la sua morte si chiude una stagione di pionierismo scientifico e umano. Stefano Arzilli lascia un patrimonio di conoscenze, percorsi e testimonianze che continueranno a essere riferimento per geologi, educatori e studiosi del territorio.

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