Rsu verso lo stato di agitazione per mancanza di risposte
I delegati della Rappresentanza sindacale unitaria della Usl Umbria 2 si preparano a proclamare lo stato di agitazione. La decisione arriva in seguito a una serie di criticità legate alla carenza di personale e alla disorganizzazione dei servizi, emerse durante l’assemblea sindacale e illustrate in conferenza stampa lunedì 30 giugno presso la sede della Uil di Terni.
Il coordinamento della RSU ha ricevuto mandato diretto dall’assemblea, che si è riunita dopo numerosi incontri con i lavoratori in diversi distretti del territorio, tra cui Foligno, Narni e Orvieto. La situazione descritta è definita grave e in costante peggioramento. Secondo quanto riportato dalla RSU, l’emergenza riguarda principalmente la riduzione dell’organico. Tra il 2022 e il 2025, la Usl Umbria 2 ha perso circa 150 dipendenti appartenenti al comparto, rendendo la situazione più critica rispetto alle altre tre aziende sanitarie umbre.
Nonostante le ripetute sollecitazioni rivolte all’amministrazione per l’apertura di un tavolo tecnico volto a mappare la situazione del personale nei vari servizi, non è giunta alcuna risposta dalla direzione aziendale. La RSU denuncia inoltre il sovraccarico gestionale che grava sui coordinatori e sulle posizioni organizzative, costretti in alcuni casi a occuparsi simultaneamente di più servizi a causa della sospensione delle procedure concorsuali interne avviate nel 2024 e poi interrotte in prossimità delle elezioni regionali.
Tra le richieste rimaste inevase anche questioni che riguardano i diritti fondamentali dei dipendenti. La RSU lamenta l’assenza di un confronto reale con l’azienda su vari temi, tra cui il riconoscimento del diritto alla mensa e del tempo di vestizione. Entrambe le istanze, più volte presentate, non hanno ricevuto alcun riscontro formale.
Un altro elemento di frizione è rappresentato dalla mancata predisposizione del piano ferie aziendale, il cui scopo sarebbe quello di garantire ai lavoratori la fruizione delle ferie estive senza compromettere la tenuta del servizio e senza gravare ulteriormente sui colleghi già in servizio. La mancanza di risposte in tal senso, in pieno periodo estivo, è stata interpretata come un ulteriore segnale di disattenzione verso le esigenze del personale.
Il coordinamento RSU ha sottolineato come l’attuale scenario risulti insostenibile e richieda un intervento immediato. Il perdurare del silenzio istituzionale, sia da parte della Regione che dell’Azienda, viene considerato inaccettabile. Di fronte a questo quadro, l’assemblea ha espresso la propria disponibilità a intraprendere le necessarie iniziative sindacali, a partire dalla proclamazione dello stato di agitazione del comparto.
Il malessere dei lavoratori non si limita alla questione numerica delle unità operative, ma coinvolge più in generale l’assenza di un modello organizzativo adeguato. L’interruzione delle procedure interne per la copertura di ruoli chiave ha lasciato scoperti incarichi di coordinamento indispensabili per la corretta gestione dei servizi, soprattutto in un periodo in cui la domanda di assistenza cresce per effetto della stagione estiva.
La RSU evidenzia anche come la mancanza di dialogo tra dipendenti e dirigenza stia minando la possibilità di costruire soluzioni condivise. L’appello è rivolto quindi alle istituzioni regionali e all’Azienda sanitaria affinché vengano assunte responsabilità concrete, senza ulteriori rinvii.
La mobilitazione, secondo i delegati sindacali, sarà inevitabile qualora non vi siano segnali rapidi di apertura. L’obiettivo dichiarato è quello di tutelare non solo i lavoratori ma anche la qualità del servizio sanitario offerto ai cittadini.

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