“Interrogazione al Governo per difendere assistenza domiciliare”
Laura Santi rischia – La deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Elisabetta Piccolotti, ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare indirizzata al Governo per chiedere la revisione dei nuovi criteri applicati al bando Home Care Premium dell’INPS, che rischiano di escludere migliaia di persone con disabilità grave dall’accesso all’assistenza domiciliare.
Al centro della denuncia il caso di Laura Santi, residente nella provincia di Perugia, che ha lanciato un appello pubblico dopo aver appreso che, a partire da luglio 2025, non potrà più beneficiare del contributo che per otto anni le ha permesso di ricevere cure essenziali e condurre una vita dignitosa. La modifica delle condizioni di accesso al programma, che ora prevede la possibilità di aderire solo per i familiari di dipendenti pubblici iscritti al Fondo Credito, rende infatti migliaia di utenti non più idonei.
Secondo quanto riportato da Piccolotti, questa misura colpirà non solo Laura Santi, ma anche “centinaia di persone solo nella provincia di Perugia e decine di migliaia su tutto il territorio nazionale”. Per questo motivo, in collaborazione con la capogruppo alla Camera di AVS, Luana Zanella, è stata depositata un’interrogazione formale indirizzata alla Ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, e alla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone.
Piccolotti ha chiesto all’esecutivo di chiarire le motivazioni che hanno portato a restringere l’accesso al bando, denunciando il rischio concreto che le nuove disposizioni si traducano in un taglio arbitrario e burocratico a diritti fondamentali, come quello alla salute e alla dignità personale.
“Privare le persone fragili del supporto di cui necessitano – ha dichiarato – significa ledere il loro diritto alla salute. Le istituzioni devono garantire il rispetto dei principi di equità e inclusione”.
Nel testo dell’interrogazione, le parlamentari chiedono esplicitamente al Governo di “valutare con urgenza una revisione dei criteri di accesso” e di garantire che nessuno venga escluso dal programma per via di modifiche tecniche o interpretazioni restrittive del regolamento.
Il bando Home Care Premium, attivo da diversi anni e gestito dall’INPS, eroga contributi economici e servizi per favorire l’assistenza domiciliare a persone non autosufficienti. In precedenza, l’accesso era garantito ai familiari di dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione, ma le nuove condizioni – in vigore dal prossimo trimestre – limitano l’accessibilità ai soli iscritti anche al Fondo Credito INPS, restringendo notevolmente la platea.
Le conseguenze, secondo Piccolotti, sarebbero immediate e drammatiche: “Laura, come tanti altri, si troverà da un giorno all’altro senza il supporto che le ha permesso di restare nella propria abitazione, ricevendo cure adeguate e mantenendo un minimo di autonomia. È un cambiamento che cancella anni di politiche orientate all’inclusione”.
La deputata ha inoltre dichiarato che, in caso di mancata risposta o inazione da parte dell’esecutivo, il gruppo parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra è pronto ad attivarsi in ogni sede istituzionale e giudiziaria possibile per garantire la tutela delle persone coinvolte.
“Non ci fermeremo. Se necessario, continueremo a portare questi casi all’attenzione dell’opinione pubblica, delle autorità locali e della giustizia, per impedire che l’indifferenza o l’inerzia producano nuove forme di discriminazione”.
In Umbria, il caso di Laura Santi ha già suscitato forte eco anche tra le associazioni del territorio, che parlano di un “precedente pericoloso” e di “un arretramento grave rispetto ai diritti delle persone con disabilità”. La preoccupazione è condivisa anche da molti enti locali, che rischiano di vedere aumentare la pressione sui servizi sociali comunali e sanitari a causa dell’interruzione del contributo statale.
Piccolotti ha ribadito che l’assistenza domiciliare non è un beneficio discrezionale, ma un “elemento centrale del diritto alla salute”, sancito anche dalla Costituzione italiana. Ha inoltre sottolineato come l’attuale quadro normativo rischi di rendere i diritti delle persone dipendenti dalla disabilità subordinati a elementi tecnici o categoriali non legati alla reale condizione di bisogno.
“Serve un immediato cambio di rotta – ha affermato –. L’assistenza deve essere garantita sulla base della condizione sanitaria e sociale delle persone, non del loro rapporto previdenziale o contributivo”.
In conclusione, AVS chiede che il Governo riveda rapidamente il bando, reintroducendo criteri di equità e ampliando nuovamente l’accesso alle prestazioni domiciliari. Solo così, ha affermato la deputata, si potrà garantire che casi come quello di Laura Santi non si ripetano, e che nessuna persona fragile venga lasciata indietro a causa di scelte amministrative non ponderate.

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