Accusato di aggressione, 37enne si difende in tribunale
«È stato lui ad aggredirmi. A coltellate». Con queste parole si è difeso anche ieri R.W., il 37enne accusato di aver brutalmente picchiato un noto barista 80enne di via Baglioni lo scorso giugno. L’aggressione, avvenuta all’alba mentre l’anziano apriva il suo locale, ha portato la vittima in ospedale dopo essere stata colpita violentemente con una sedia. Lo scrive oggi Egle Priolo del Messaggero dell’Umbria
Nonostante le testimonianze della vittima e della moglie, e le immagini definite atroci riprese dalle telecamere, l’uomo continua a sostenere questa versione dei fatti. Sarà fatta una nuova perizia, richiesta dal giudice Emma Avella, che ha incaricato uno psichiatra di esaminare lo stato mentale dell’accusato.
Il 37enne, di origini brasiliane, era già stato dichiarato incapace di intendere in un altro processo per violenza sessuale. Ora rischia di tornare libero a causa di una patologia cronica e irreversibile che potrebbe renderlo non imputabile.
L’aggressione è avvenuta all’alba del 5 giugno, quando l’uomo, senza motivo apparente, ha aggredito l’anziano barista urlando di essere «Bin Laden». Ha colpito la vittima con una sedia sulla testa e sulla schiena, anche in mezzo alle schegge della vetrina che aveva appena distrutto per entrare nel bar, dove l’anziano e sua moglie avevano cercato riparo.
Il 14 ottobre sarebbe scaduta la misura cautelare che ha tenuto l’uomo in carcere da giugno. Tuttavia, ieri il giudice ha disposto una nuova perizia e prorogato la misura fino a dicembre. La prossima udienza è fissata per il 9 dicembre. Si cerca adesso una comunità disposta ad accogliere l’uomo, poiché anche ieri in aula ha dimostrato la sua insofferenza all’ambiente carcerario.
L’avvocato Dario Epifani sta cercando da mesi una soluzione, contattando strutture pubbliche e private, ma per il momento nessuna disponibilità è stata trovata.

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